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SPID, attenzione al blocco o si perdono tutti i dati: così puoi risolvere il problema

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L’app si blocca e non consente l’autenticazione. La causa, nella grande maggioranza dei casi, non è un problema tecnico dell’identità digitale ma l’assenza di un blocco schermo attivo sullo smartphone.

PosteID — come InfoCert ID e SielteID — richiede che il dispositivo sia protetto da PIN, password o riconoscimento biometrico. Senza almeno uno di questi elementi il sistema rifiuta l’autenticazione per ragioni di sicurezza, indipendentemente dal fatto che le credenziali SPID siano corrette. Il blocco non riguarda l’account, riguarda il telefono.

Questo è il primo aspetto che molti utenti non colgono: cambiare la password SPID non risolve nulla se il problema è a livello di impostazioni del sistema operativo.

SPID, così puoi risolvere un problema

La soluzione è intervenire direttamente sul dispositivo. Su Android si accede a Impostazioni, poi alla sezione Sicurezza o Schermata di blocco, e si imposta un PIN, una sequenza o una password alfanumerica.

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Su iOS il percorso è analogo tramite Face ID e Codice o Touch ID e Codice. Una volta attivato il blocco, l’app PosteID lo riconosce immediatamente e l’accesso si ripristina. Se il problema persiste, è consigliabile effettuare il logout dall’app, verificare che sia installata l’ultima versione disponibile sullo store, e rientrare con le proprie credenziali.

Esiste però un caso particolare che riguarda i dispositivi gestiti con profili di amministrazione — tipico degli smartphone aziendali o scolastici. In queste configurazioni, alcune policy del profilo MDM possono impedire l’attivazione del blocco schermo da parte dell’utente, o non farla riconoscere correttamente all’app. In questi casi la soluzione non è nelle mani dell’utente finale ma dell’amministratore IT che gestisce il dispositivo.

Il blocco per mancanza di protezione del dispositivo è distinto da altri tipi di blocco, con cui viene spesso confuso. Le credenziali PosteID si bloccano temporaneamente — per circa trenta minuti — anche in seguito a troppi tentativi di accesso errati. In quel caso è sufficiente attendere senza eseguire ulteriori tentativi.

Se dopo trenta minuti il problema non si risolve, quasi sempre significa che la password non viene ricordata correttamente: il reset si esegue chiamando il numero 06.4526.3893 dal cellulare certificato, senza interazione con un operatore — la chiamata si conclude in pochi secondi e genera in automatico un link di reimpostazione all’indirizzo email associato al servizio.

C’è un elemento di contesto che vale la pena tenere a mente. Dal 1° gennaio 2026 PosteID ha introdotto un canone annuale di sei euro per il servizio SPID. Il primo anno rimane gratuito per i nuovi utenti. Sono esenti dal pagamento i cittadini con almeno 75 anni, i residenti all’estero, i minorenni e chi usa SPID a fini professionali.

Il mancato rinnovo entro trenta giorni dalla scadenza comporta la sospensione dell’accesso ai servizi. La revoca definitiva si attiva invece dopo ventiquattro mesi consecutivi di inattività, indipendentemente dal pagamento — ed è l’unico scenario in cui i dati dell’identità digitale vengono effettivamente persi.

Poste invia una prima notifica di avviso 90 giorni prima della revoca per inattività, poi continua a comunicarlo ogni 30 giorni fino al giorno precedente. Chi riceve queste email e non le riconosce tende a ignorarle o a confonderle con spam: è questo il passaggio in cui la revoca, difficilmente recuperabile in autonomia, diventa concreta.

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