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Project Eternal: la rivoluzione di Antigravity per salvare la memoria del mondo con il Gaussian Splatting

Dettaglio di una ricostruzione virtuale fotorealistica di edificio storico, con texture e profondità che simulano un digital twin interattivo.

Attraverso l’uso di droni ultra-leggeri e intelligenza artificiale, nasce un’iniziativa globale per trasformare i monumenti in spazi digitali interattivi, partendo dalle eccellenze italiane di Pompei e Civita di Bagnoregio.

Il passare del tempo è un nemico silenzioso, ma inesorabile. Ogni anno, l’erosione, i cambiamenti climatici e l’attività umana minacciano di cancellare per sempre pezzi inestimabili del nostro patrimonio culturale. Proprio per rispondere a questa urgenza, in occasione della recente Giornata Internazionale dei Monumenti e dei Siti, l’azienda tecnologica Antigravity ha annunciato il lancio di Project Eternal. Non si tratta di una semplice operazione di marketing, ma di una visione ambiziosa che mira a unire le più avanzate tecnologie di imaging, i content creator e le istituzioni museali in un unico grande sforzo: preservare digitalmente l’eredità condivisa dell’umanità.

In un mondo dove il digitale è diventato il nostro secondo archivio vitale, Project Eternal si pone l’obiettivo di rendere la conservazione dei beni culturali non più un’esclusiva di pochi specialisti con budget milionari, ma una missione democratica e accessibile, capace di generare “gemelli digitali” (digital twin) di una fedeltà mai vista prima.


Il cuore tecnologico: dal “catturare momenti” al “catturare spazi”

Per anni, la fotogrammetria è stata lo standard d’oro per la scansione 3D. Tuttavia, questa tecnica richiede tempi di elaborazione lunghissimi e hardware estremamente costosi. Project Eternal cambia le regole del gioco puntando tutto sul Gaussian Splatting (3DGS). Ma che cos’è esattamente? Per capirlo, bisogna immaginare un salto evolutivo simile a quello tra una fotografia stampata e una scena di un film in realtà virtuale.

Abbiamo approfondito questo aspetto tecnico direttamente con Michael Shabun, CEO di Antigravity, ponendogli una domanda che molti appassionati di tecnologia si stanno facendo: qual è il vero salto in avanti del Gaussian Splatting rispetto alla fotogrammetria, ai video a 360° tradizionali o alle tecniche classiche di scansione 3D?

Panorama di Civita di Bagnoregio o di un borgo storico arroccato, simbolo della fragilità del patrimonio minacciato da erosione e cambiamenti climatici.
Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, è uno dei casi simbolo scelti per dimostrare come la tecnologia possa intervenire prima che il tempo cancelli tutto.(Mistergadget.tech)

La risposta di Shabun è illuminante: “In parole semplici, il vero salto del Gaussian Splatting non è solo catturare il mondo con maggiore chiarezza, ma trasformare le immagini da qualcosa che si può solo guardare in spazi in cui si può entrare, esplorare e riorganizzare il punto di vista. Shabun spiega che, rispetto alla scansione classica basata su “mesh” (ovvero maglie di triangoli che definiscono le superfici), il Gaussian Splatting rappresenta lo spazio attraverso un numero enorme di primitive gaussiane. Queste contengono dati su colore, posizione, opacità e forma.

Questo approccio permette un equilibrio senza precedenti tra realismo visivo ed efficienza nel rendering. “Per noi”, continua Shabun, “questo segna un passaggio epocale: dal catturare momenti al catturare spazi. Mentre i video a 360° risolvono il problema della visione in tutte le direzioni ma restano legati a un percorso temporale predefinito, il Gaussian Splatting permette un vero accesso spaziale. Gli utenti non si limitano a girare la testa, ma possono muoversi nello spazio e costruire il proprio percorso di esplorazione. È la nascita di un nuovo mezzo per lo storytelling spaziale”.

Gli strumenti del mestiere: droni ultra-leggeri e workflow fluidi

Uno dei maggiori ostacoli alla documentazione dei siti archeologici è sempre stata l’invasività delle attrezzature. Entrare in una tomba egizia o volare sopra i resti fragili di un tempio romano con droni pesanti può essere pericoloso. Qui entra in gioco il primo pilastro di Project Eternal: preservare senza interferire.

Antigravity ha messo in campo il suo drone A1 da soli 249 grammi. Questo peso non è casuale: rientra nelle categorie normative più permissive (come la C0 europea), permettendo di volare sopra siti sensibili con un impatto umano e ambientale minimo. Ma la vera magia avviene nell’integrazione. Combinando le rinomate videocamere panoramiche di Insta360 con il design del drone a 360° di Antigravity, il progetto crea un ecosistema “aria-terra” capace di effettuare una cattura sferica completa in un unico passaggio.

Drone in volo sopra un sito storico italiano durante una fase di acquisizione digitale per la creazione di un gemello virtuale ad alta precisione.
Project Eternal punta su droni ultra-leggeri per documentare i monumenti con un impatto minimo, aprendo la strada a una conservazione digitale più accessibile e meno invasiva.(Mistergadget.tech)

Tuttavia, avere ottimi dati non serve a nulla se non si possono processare. Per questo motivo, Antigravity ha stretto una partnership con Splatica, la piattaforma cloud leader nella ricostruzione 3D. Per dimostrare che la cattura immersiva è pronta a diventare mainstream, è stata lanciata la più grande campagna UGC (User Generated Content) al mondo, offrendo 1.000 upload gratuiti di video fino a 10 minuti. Questo permette a chiunque – dall’architetto all’archeologo fino al semplice appassionato – di trasformare le proprie riprese in modelli 3D navigabili.

Casi studio in Italia: Civita di Bagnoregio e Pompei

Il legame tra Project Eternal e l’Italia è profondo. Antigravity collabora infatti con CyArk, l’organizzazione non-profit più importante al mondo per la salvaguardia dei siti storici, per un progetto pilota che coinvolge due icone del nostro territorio: Civita di Bagnoregio e Pompei.

Civita di Bagnoregio, nota come “la città che muore”, è il banco di prova perfetto per testare l’urgenza della conservazione digitale. Arroccata su uno sperone di tufo che cede ogni anno sotto i colpi dell’erosione, la città potrebbe letteralmente scomparire nel prossimo secolo. Pompei, d’altro canto, offre una sfida diversa: un’area vastissima cristallizzata nel tempo, dove la tecnologia deve catturare dettagli minuscoli di affreschi e domus per monitorarne lo stato di conservazione.

Il CEO di CyArk, parlando delle sfide metodologiche di questi due siti, ha sottolineato quanto il Gaussian Splatting sia rivoluzionario: “Il drone A1 di Antigravity è, in sostanza, una videocamera a 360° volante. Ogni punto lungo il percorso di volo produce una sfera completa di punti di vista. Questo permette una copertura densa e sovrapposta con molti meno vincoli rispetto a un piano di volo fotogrammetrico tradizionale”.

Veduta panoramica di un sito archeologico o monumentale italiano ripreso dall’alto, con dettagli architettonici e paesaggistici destinati alla ricostruzione tridimensionale.
Dalle rovine di Pompei ai profili fragili di Civita di Bagnoregio, Project Eternal vuole trasformare i luoghi simbolo del patrimonio culturale in archivi digitali navigabili.(Mistergadget.tech)

Un altro vantaggio cruciale è la velocità di acquisizione. Il Gaussian Splatting è estremamente sensibile ai cambiamenti di luce. “Il sole che si sposta o le ombre in movimento possono rovinare il modello finale”, spiega il responsabile di CyArk. “Più velocemente si riesce a catturare un sito, più l’illuminazione sarà coerente e il risultato sarà pulito. Un drone a 360° consente di coprire aree immense in una sola sessione, garantendo una stabilità visiva superiore”.

Sfide e democratizzazione: oltre la semplice estetica

Nonostante il fascino visivo di questi modelli, resta aperta una questione fondamentale: si tratta solo di “belle immagini” o di veri strumenti scientifici? Abbiamo chiesto al CEO di CyArk come si possa evitare che progetti di questo tipo siano spettacolari ma privi di valore archivistico o documentario.

La sua analisi è lucida: “La disciplina deve esserci fin dall’inizio. Una visualizzazione bella non è automaticamente una risorsa utile per l’analisi. Per avere valore duraturo, dobbiamo preservare i dati di origine e i metadati. La differenza tra un modello impressionante e un digital twin realmente utile sta nella capacità del modello di rispondere a domande: dati misurabili, confrontabili nel tempo e rintracciabili. Un ricercatore deve poter distinguere ciò che è stato acquisito direttamente da ciò che è stato inferito dall’intelligenza artificiale”.

Visualizzazione tridimensionale o scena digitale immersiva ottenuta da scansioni spaziali avanzate, con ricostruzione realistica di un ambiente monumentale.
Il cuore del progetto è il Gaussian Splatting, una tecnologia che permette di passare dalla semplice acquisizione di immagini alla creazione di spazi digitali esplorabili.(Mistergadget.tech)

Tornando alla visione aziendale, abbiamo chiesto a Michael Shabun quale sia, secondo lui, il principale ostacolo alla democratizzazione del Gaussian Splatting oggi.

“La vera sfida”, afferma Shabun, “non è più tecnica, ma di prodotto. Dobbiamo trasformare un flusso complesso in un’esperienza fluida che gli utenti possano usare e condividere naturalmente. In passato, le barriere erano costi e workflow complessi. Oggi, con A1, le camere Insta360 e Splatica, stiamo riducendo questo divario. La domanda centrale non è più ‘la tecnologia può farlo?’, ma ‘gli utenti possono adottarla naturalmente?’. Per questo puntiamo su un flusso integrato: la vera democratizzazione avviene quando si passa senza soluzione di continuità dal catturare un luogo al creare uno spazio esplorabile da condividere sui social”.

Una chiamata alle armi per i creator globali

Project Eternal non è solo per le istituzioni. Antigravity ha invitato influencer e creator di tutto il mondo a partecipare, creando gemelli digitali di teatri romani, monumenti naturali come l’isola di Jeju e molto altro. È stata lanciata una campagna globale con il tema: “Quale luogo vorresti preservare per sempre?”.

Questa iniziativa invita chiunque possieda un drone o una fotocamera panoramica a raccontare la storia di un luogo significativo per la propria comunità. Una giuria di esperti nei campi dell’arte e della tecnologia premierà i contributi più rilevanti, che andranno a popolare quella che, nel lungo termine, diventerà una piattaforma globale per la memoria del mondo.

Operatori o creator impegnati nella cattura di immagini panoramiche e dati spaziali per la digitalizzazione di un sito culturale.
Project Eternal vuole democratizzare la conservazione del patrimonio, coinvolgendo istituzioni, tecnici e creator in un unico flusso di lavoro basato su droni, camere a 360 gradi e AI.(Mistergadget.tech)

Per concludere, abbiamo chiesto a Michael Shabun di riassumere in una sola frase perché questo progetto conti più di una banale campagna di comunicazione: “Il valore di Project Eternal sta nel fatto che, per la prima volta, trasforma la ‘registrazione spaziale’ da capacità specialistica a prototipo di infrastruttura pubblica—mettendo conservazione culturale, espressione creativa e partecipazione pubblica nello stesso flusso di lavoro”.

In un’epoca di rapidi cambiamenti, iniziative come Project Eternal ci ricordano che la tecnologia più avanzata trova il suo senso più nobile quando viene messa al servizio della nostra storia. Grazie a questi strumenti, le generazioni future non dovranno limitarsi a leggere di Pompei o Civita di Bagnoregio sui libri, ma potranno camminare tra le loro rovine digitali, respirando la stessa meraviglia che proviamo noi oggi, ma in un formato eterno.

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