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The Blood of Dawnwalker: una saga millenaria che parte dal Medioevo per arrivare al futuro

Immagine promozionale di Coen in armatura scura con spada sguainata, davanti a un’eclissi infuocata e a un paesaggio montano, simbolo della natura oscura di The Blood of Dawnwalker.

Con il debutto previsto per il 2026, il nuovo Action RPG di Rebel Wolves promette di essere solo l’inizio di un universo narrativo epico capace di attraversare i secoli.

Se siete appassionati di Action RPG e il nome The Witcher 3: Wild Hunt occupa un posto speciale nel vostro cuore, fareste bene a segnarvi questo titolo: The Blood of Dawnwalker. Non si tratta solo di un nuovo videogioco, ma del primo tassello di un mosaico narrativo che, nelle ambizioni dei suoi creatori, potrebbe coprire un arco temporale di oltre mille anni.

Sviluppato da Rebel Wolves, lo studio polacco fondato da veterani di CD Projekt Red (tra cui spicca Konrad Tomaszkiewicz, il game director proprio del terzo capitolo dello Strigo), il gioco si preannuncia come una delle produzioni più interessanti e tecnicamente all’avanguardia del 2026.

Cos’è The Blood of Dawnwalker: un ritorno alla Dark Fantasy

The Blood of Dawnwalker è un Action RPG ambientato in un XIV secolo alternativo e crepuscolare. La cornice è quella di un’Europa Centrale cupa e realistica, dove il declino delle società umane viene accelerato da forze soprannaturali che emergono dall’ombra.

Il protagonista della vicenda è Coen, un giovane la cui vita viene stravolta quando viene trasformato in una creatura leggendaria dal nuovo e brutale Signore dei Carpazi. In un viaggio guidato dalla vendetta e dal desiderio di salvare i membri della sua famiglia rapiti, Coen dovrà imparare a padroneggiare la sua nuova natura.

Ecco i punti chiave del titolo:

  • Ambientazione: Medioevo del quattordicesimo secolo con forti tinte di Dark Fantasy.
  • Protagonista: Coen, un Dawnwalker (letteralmente “Camminatore dell’Alba”).
  • Creature: Al centro della narrazione troviamo i Vrakhiris, una variante dei classici vampiri, ma lo studio ha già accennato a un bestiario molto più vasto.
  • Tecnologia: Il gioco è sviluppato su Unreal Engine 5, garantendo un comparto tecnico di nuova generazione su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

Una saga che attraversa i millenni

Durante un recente incontro presso gli uffici di Rebel Wolves, il Creative Director Mateusz Tomaszkiewicz ha svelato una visione che va ben oltre il singolo episodio. The Blood of Dawnwalker non è che l’introduzione a una serie che potrebbe passare dal fantasy alla fantascienza.

Coen osserva l’ingresso di una grande cattedrale gotica illuminata da vetrate rosse, mentre alcuni abitanti camminano nella piazza di un villaggio medievale in The Blood of Dawnwalker.
Il mondo di The Blood of Dawnwalker parte da un Medioevo cupo e credibile, tra villaggi, fede, tensioni sociali e oscurità soprannaturale pronta a emergere.(Mistergadget.tech)

La chiave di questa longevità narrativa risiede nella natura stessa del protagonista. Coen è quello che nel gioco viene definito un Vesperale (o diurnambulo), una tipologia di vampiro capace di resistere alla luce del sole e dotata di un’aspettativa di vita praticamente infinita.

“L’universo che abbiamo immaginato è sufficientemente ricco per prevedere i prossimi capitoli. Il numero di giochi dipenderà da molti fattori, ma in termini di contenuti abbiamo materiale per far durare la saga per anni. Per quanto riguarda Coen, la sua storia è solo all’inizio: potremmo teoricamente realizzare un gioco di fantascienza con questo personaggio.” — Mateusz Tomaszkiewicz, Creative Director

L’antagonista del primo capitolo, Brencis, è un antico signore della notte risalente all’epoca dell’Impero Romano. Questo conferma che, nell’universo di Rebel Wolves, i vampiri possono vivere per oltre mille anni, offrendo agli sviluppatori la libertà di esplorare epoche storiche diverse o addirittura scenari futuristici mantenendo lo stesso filo conduttore narrativo.

Oltre i vampiri: un mondo di leggende

Sebbene questo primo capitolo sia focalizzato sulla “Origin Story” di Coen e sulla mitologia dei vampiri, Rebel Wolves non intende limitarsi. La lore del gioco è strutturata per ospitare un’ampia gamma di creature sovrannaturali. Il “bestiario” della serie includerà miti e chimere della tradizione europea, con un occhio di riguardo per figure classiche che, da sempre, sono legate all’immaginario dei non-morti (come i lupi mannari, sebbene non siano stati ancora confermati ufficialmente).

Il passaggio dalla Fantasy alla Science-fantasy rappresenterebbe un’evoluzione audace per lo studio. Immaginate un protagonista che ha combattuto con la spada nel 1300 ritrovarsi in un futuro distopico a gestire i propri poteri in un mondo dominato dalla tecnologia: le possibilità di gameplay e di narrazione sono letteralmente infinite.

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