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Ecco come funziona il pericoloso trucco dello “spazzolamento” su Amazon

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Tuttavia, se non avete ordinato nulla e il mittente è un venditore terzo su una piattaforma di e-commerce, potreste essere diventati i protagonisti involontari di una pratica nota come brushing. Questo fenomeno, tradotto letteralmente come “spazzolamento”, non è un generoso errore logistico, ma una strategia di marketing aggressiva e illegale che sfrutta i dati personali degli utenti per manipolare gli algoritmi di visibilità.

Il cuore del brushing risiede nella necessità dei venditori di scalare le classifiche di gradimento. Nei grandi marketplace, le recensioni positive e il volume di vendite sono l’unico motore che spinge un prodotto nelle prime pagine di ricerca. Il meccanismo è lineare: un venditore invia merce di scarso valore — spesso custodie per telefoni, semi di piante, piccoli gadget in plastica o persino mascherine — a indirizzi reali recuperati illegalmente o acquistati nel dark web.

Spazzolamento su Amazon: cos’è e a cosa fare attenzione

Una volta che il pacco risulta consegnato dal corriere, il sistema riconosce la transazione come conclusa con successo. A quel punto, il venditore (o un bot per suo conto) può pubblicare una recensione a cinque stelle a nome del destinatario, marchiata con il prestigioso bollino di “Acquisto verificato”. È una messinscena digitale che inganna i futuri acquirenti, gonfiando artificialmente l’affidabilità di un negozio che, altrimenti, resterebbe nell’anonimato.

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Spazzolamento su Amazon: cos’è e a cosa fare attenzione-Mistergadget.tech

Sebbene ricevere un oggetto gratuito sembri innocuo, il vero pericolo non risiede nel contenuto del pacco, ma nel fatto che qualcuno, da qualche parte, possiede i vostri dati personali. Se nome, cognome e indirizzo sono nelle mani di truffatori, è probabile che siano esposti anche altri dettagli sensibili. È interessante notare come, in alcuni casi documentati, le etichette di spedizione riportassero numeri di telefono leggermente alterati o prefissi internazionali errati, un dettaglio tecnico che suggerisce l’uso di database obsoleti o compilati in modo approssimativo durante compravendite illecite di contatti.

L’intuizione meno scontata è che il brushing non serva solo a vendere il prodotto inviato, ma funzioni spesso come un cavallo di Troia per “pulire” l’account del venditore. Accumulando centinaia di transazioni di successo con piccoli oggetti, il negozio acquisisce una reputazione tale da poter poi inserire nel catalogo prodotti molto più costosi e potenzialmente contraffatti, protetti da una corazza di recensioni positive costruite sul nulla.

Se vi trovate tra le mani un pacco non richiesto, la prima regola è non farsi prendere dal panico: secondo le normative vigenti, non siete tenuti a pagare nulla né a restituire la merce. Tuttavia, ignorare il pacco è l’errore più comune. È fondamentale contattare immediatamente l’assistenza clienti della piattaforma coinvolta per segnalare l’accaduto. Il marketplace ha tutto l’interesse a chiudere questi account fraudolenti che inquinano l’ecosistema del sito.

Inoltre, è consigliabile monitorare i propri estratti conto bancari e cambiare le password dei profili online. Il brushing è la prova tangibile che la vostra identità digitale ha una falla. Spesso, questi venditori operano da territori con legislazioni elastiche, rendendo quasi impossibile perseguirli legalmente, ma segnalare la recensione falsa associata al proprio nome è l’unico modo per spezzare il circolo vizioso della disinformazione commerciale.

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