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Passare alle (non più così tanto nuove) auto elettriche è diventato più facile e a portata di salvadanaio. Con gli incentivi e le iniziative promozionali, puoi persino risparmiare rispetto l’acquisto di una tradizionale auto a combustione. Ma acquistarne una senza avere un punto di ricarica domestico è come avere uno smartphone e dover andare in un negozio ogni volta che la batteria è scarica. Fattibile, ma può diventare una seccatura.
Scopri quindi perchè avere la possibilità di ricaricare a casa l’auto elettrica e trasformare l’esperienza d’uso, rendendola economica e incredibilmente rilassante.
Perché ricaricare l’auto elettrica a casa cambia tutto
Se hai appena acquistato un’auto elettrica o stai pensando di farlo, probabilmente la tua prima preoccupazione è: “E adesso dove la carico?”. La risposta più semplice, efficace e, a lungo termine, economica è proprio sotto i tuoi piedi, nel tuo garage o nel tuo posto auto privato. La ricarica domestica è sicuramente una comodità che non tutti possono avere a disposizione.
Ma se rientri fra i fortunati che possono immaginare di non dover mai più deviare dal percorso per cercare un distributore o una colonnina libera, sei a cavallo. Svegliarsi ogni mattina con il pieno fatto, esattamente come carichi il tuo smartphone durante la notte, non è un sogno.
E non è solo una questione di pigrizia intelligente. Ricaricare tra le mura amiche significa avere il controllo totale sui costi. Mentre i prezzi alle colonnine pubbliche possono variare drasticamente, la tariffa domestica è generalmente la più bassa disponibile. Se poi hai la fortuna di possedere un impianto fotovoltaico, il costo per chilometro può letteralmente azzerarsi.
Come funziona la ricarica domestica
Entriamo in dettagli più tecnici. Esistono fondamentalmente due modi per ricaricare l’auto elettrica a casa, ma non sono affatto equivalenti in termini di sicurezza ed efficienza.
La presa domestica (Schuko): il piano B
Tecnicamente, potresti collegare l’auto a una normale presa di corrente usando il cavo in dotazione. Tuttavia, questa soluzione è pensata per le emergenze. Una presa standard non è progettata per erogare potenze elevate (circa 2,3 kW) per dieci o dodici ore consecutive. Il rischio di surriscaldamento dei cavi è reale e i tempi di ricarica diventano biblici: per una batteria media da 60 kWh, potrebbero volerci quasi 30 ore per un ciclo completo.
La Wallbox: la scelta del professionista
La wallbox è un dispositivo intelligente che viene installato a parete e funge da interfaccia sicura tra il tuo impianto elettrico e l’auto. Una wallbox monofase può arrivare a 7,4 kW, riducendo drasticamente i tempi di attesa. Include protezioni contro le dispersioni e i sovraccarichi, comunicando costantemente con l’auto per interrompere il flusso in caso di anomalie. Le migliori wallbox monitorano quanto consuma la tua casa (forno, condizionatore, lavatrice) e cedono all’auto solo l’energia residua, evitando che il contatore scatti proprio mentre sei sotto la doccia.
Una piccola precisazione: con wallbox non intendiamo precisamente il marchio, diventato una generalizzazione del prodotto. Esistono numerosi dispositivi fra cui proprio le Wallbox, di cui parliamo approfonditamente nel nostro articolo.
Costi, incentivi e burocrazia: quanto costa fare il pieno nel box?
Parliamo di numeri, perché è qui che la mobilità elettrica vince a mani basse. Il costo dell’installazione di una wallbox per ricaricare l’auto elettrica a casa varia tra i 600€ e i 1.500€ per il dispositivo, a cui vanno aggiunti i costi dell’elettricista per la posa dei cavi e la certificazione (Dichiarazione di Conformità).
Tuttavia, il mercato offre spesso incentivi significativi. In molti contesti, è possibile accedere a bonus che coprono fino all’80% della spesa (entro certi massimali, solitamente 1.500€ per i privati e 8.000€ per i condomini). Questo significa che l’investimento iniziale si ripaga in pochissimo tempo grazie al risparmio sul costo del carburante.
Il risparmio chilometrico
Se mediamente una ricarica pubblica costa tra 0,60€ e 0,90€ per kWh, ricaricare a casa ti costa quanto la tua bolletta domestica, spesso tra i 0,20€ e i 0,30€ per kWh. Facciamo due conti veloci: per percorrere 100 km, un’auto elettrica consuma circa 18 kWh.
- A casa: Spendi circa 4,50€.
- Al pubblico (Fast): Spendi circa 14,00€. La differenza è abissale e, su una percorrenza annua di 15.000 km, il risparmio può superare i 1.500€ all’anno.
Installazione in condominio: diritti e doveri
“Abito in un appartamento, posso installare la wallbox?”. La risposta è sì. La normativa attuale è molto favorevole all’utente che vuole installare una colonnina per ricaricare l’auto elettrica a casa. Non hai bisogno dell’approvazione dell’assemblea se installi il punto di ricarica nel tuo box privato e i cavi passano nelle parti comuni senza danneggiarle o alterarne la destinazione.
Devi solo inviare una comunicazione scritta all’amministratore allegando il progetto tecnico. Se invece desideri un’installazione sulle parti comuni per un uso condiviso, l’iter richiede un passaggio in assemblea, ma esistono incentivi specifici molto corposi per i condomini che decidono di elettrificarsi.
Potenza del contatore: devo aumentarla?
In Italia, lo standard per le abitazioni è 3 kW, che sono pochini se vuoi caricare l’auto e vivere normalmente. Fortunatamente, esiste una sperimentazione (gestita dal GSE) che permette di aumentare gratuitamente la potenza a 6 kW durante le ore notturne e i festivi, a patto di installare una wallbox intelligente e idonea. Questo ti permette di ricaricare velocemente di notte senza cambiare il tuo contratto base.