News

6.000 euro al mese a soli 17 anni: il “piccolo genio” che scova tesori abbandonati grazie all’IA

Una casa d’aste Sotheby’s ospita una vendita pubblica con pubblico seduto, opere illuminate e banditore sul palco.

Michael Haskell ha trasformato il mito di “Affari al buio” in un business hi-tech: ecco come usa ChatGPT e Google Lens per trovare oggetti di valore nei box all’asta.

Mentre la maggior parte dei suoi coetanei divide il tempo libero tra una partita a Fortnite e un video su TikTok, Michael Haskell, un diciassettenne del New Jersey, ha costruito un impero da 6.000 dollari al mese. Il suo segreto? Non è solo fortuna, ma un uso estremamente scaltro dell’intelligenza artificiale applicato a un settore decisamente analogico: le aste dei depositi abbandonati. Michael ha preso il concept del celebre show televisivo Storage Wars (conosciuto in Italia come “Affari al buio”) e lo ha potenziato con gli strumenti digitali più avanzati del 2026.


ChatGPT come “investigatore privato” per le aste

Michael non partecipa alle aste a caso. La sua strategia inizia davanti a uno schermo, dove utilizza un GPT personalizzato (Custom GPT) da lui stesso istruito sulla piattaforma di OpenAI. Questo script analizza massivamente le liste delle aste pubbliche e le incrocia con database di notizie e archivi storici.

Un banditore impugna il martelletto mentre alcuni partecipanti mostrano palette numerate durante un’asta.
Dietro ogni asta si nasconde una partita di intuito e velocità decisionale, oggi resa ancora più sofisticata dall’uso di strumenti basati su intelligenza artificiale. (mistergadget.tech)

L’obiettivo è ambizioso: individuare i nomi di celebrità, politici o personaggi pubblici che potrebbero essere i proprietari dei box messi all’asta. È stato proprio grazie a questo “setaccio digitale” che è riuscito ad aggiudicarsi, per la modica cifra di 90 dollari, il deposito abbandonato di un rapper di fama internazionale. “L’IA mi permette di connettere punti che un occhio umano ignorerebbe,” ha spiegato al New York Times, sottolineando come la tecnologia riduca drasticamente il rischio d’impresa.

Google Lens: l’esperto d’arte in tasca

Una volta vinto il box, inizia il lavoro fisico: svuotare e inventariare. Michael non è un esperto di antiquariato, ma non ne ha bisogno. Per identificare istantaneamente il valore di oggetti rari o collezioni misteriose, utilizza Google Lens e le funzioni di ricerca visuale avanzata.

Scattando una foto a un oggetto, riceve immediatamente informazioni su rarità, prezzi di mercato recenti e piattaforme migliori per la rivendita. Questo gli permette di non svendere mai i propri “tesori” e di gestire il catalogo con la precisione di un veterano del settore.

Dal box al capolavoro: il colpo da 50.000 dollari

La scoperta più incredibile di Michael riguarda un box appartenuto ad Andrew Crispo, un controverso mercante d’arte degli anni ’80. Acquistato per soli 45 dollari, il deposito nascondeva un quadro dell’artista surrealista Man Ray, poi venduto all’asta a New York per oltre 28.000 dollari.

Una sala d’aste gremita osserva un banditore sul palco davanti a grandi opere d’arte esposte alle pareti.
L’IA sta cambiando anche il mondo delle aste, trasformando la ricerca di oggetti rari in un’attività sempre più guidata da dati, immagini e analisi predittive. (mistergadget.tech)

Non è stato l’unico pezzo forte: insieme ad alcuni disegni dell’artista americano Walt Kuhn, Michael ha incassato complessivamente più di 50.000 dollari da quel singolo box. “Dopo quel colpo, la mia famiglia ha smesso di considerarlo un passatempo e ha capito che facevo sul serio,” racconta divertito l’adolescente, che ora gestisce lo stock direttamente dal garage di casa.

Tra profitto ed etica: il lato umano della tecnologia

Nonostante il successo economico, Michael non ignora l’aspetto malinconico del suo lavoro. Ogni box abbandonato rappresenta spesso un fallimento personale, una crisi finanziaria o una vita che ha preso una direzione sbagliata.L’intelligenza artificiale lo aiuta a trovare il valore, ma Michael conserva la consapevolezza del peso umano che si cela dietro quegli oggetti.

Attualmente, il giovane imprenditore guadagna stabilmente 6.000 dollari al mese vendendo principalmente su eBay, gestisce la propria contabilità e si prepara a terminare il liceo con un conto in banca decisamente fuori dal comune. Haskell è la prova vivente che l’IA non serve solo a sostituire il lavoro, ma può essere il motore per inventarne di nuovi, se unita a intuito e intraprendenza.

Change privacy settings
×