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La funzione arriva in beta: niente più numero di telefono per iniziare una chat, ma il modello scelto da Meta è più controllato
WhatsApp sta finalmente introducendo gli username, una delle funzioni più richieste degli ultimi anni. La novità è già disponibile in forma limitata per alcuni utenti su Android e iOS e permette di essere contattati senza condividere il proprio numero di telefono. Un cambiamento importante, soprattutto sul fronte privacy.
WhatsApp cambia identità
Per anni WhatsApp è rimasto legato a un modello semplice: il numero di telefono come identità principale.
Una scelta che garantiva immediatezza, ma che nel tempo ha mostrato limiti evidenti, soprattutto in contesti professionali o pubblici. Con gli username, la piattaforma si avvicina a modelli già consolidati in altre app.
Cosa cambia per gli utenti
Con l’introduzione degli username, ogni utente può scegliere un identificativo unico e condivisibile. Chi vuole contattarti non ha più bisogno del numero: basta cercare lo username e avviare la conversazione.
Il vantaggio è evidente: maggiore controllo su chi può accedere ai tuoi contatti e meno esposizione dei dati personali.
Come funzionano gli username
La creazione segue alcune regole precise. Gli username devono contenere almeno una lettera, avere una lunghezza compresa tra 3 e 35 caratteri e possono includere numeri, punti e underscore. Non possono iniziare con “www”, né terminare con domini come .com o .net. Una volta scelto, lo username diventa parte integrante del profilo e può essere condiviso facilmente.
Integrazione con l’ecosistema Meta
C’è anche un altro livello. Meta sta lavorando per collegare gli username tra le sue piattaforme. Questo significa che, in alcuni casi, sarà possibile utilizzare lo stesso identificativo già presente su servizi come Instagram o Facebook. Un passo verso un’identità digitale unificata.
La vera differenza con Telegram
A prima vista, la funzione sembra identica a quella già presente su Telegram. Ma c’è una differenza importante.
WhatsApp introduce una “chiave username”, un livello aggiuntivo di protezione. Per contattare una persona per la prima volta, potrebbe essere necessario conoscere sia lo username sia questa chiave. Un sistema che riduce il rischio di messaggi indesiderati e spam.
Dietro le quinte: perché questa scelta
La differenza non è casuale. Meta sta cercando un equilibrio tra apertura e controllo. Da un lato vuole rendere più facile connettersi, dall’altro evitare che la piattaforma diventi terreno fertile per spam e contatti indesiderati. È un approccio più “chiuso” rispetto a Telegram, ma anche più orientato alla sicurezza.
Implicazioni pratiche
Per l’utente, cambia il modo di condividere i contatti. Non più numeri di telefono, ma username. Più semplice, più pulito, ma anche più gestibile in contesti pubblici o professionali.
Allo stesso tempo, la presenza della chiave aggiuntiva introduce un filtro che potrebbe limitare interazioni indesiderate. La funzione è ancora in fase di rollout limitato.
È probabile che nelle prossime settimane venga estesa a un numero sempre maggiore di utenti, fino a diventare una parte standard dell’esperienza WhatsApp.