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L’iPhone 17 Pro Max arriva sulla Luna: le incredibili immagini scattate dagli astronauti di Artemis II

Il profilo di un’astronauta è visibile in controluce davanti al finestrino della capsula, con la Terra luminosa sullo sfondo nello spazio profondo.

Il flagship di Apple supera i test della NASA e diventa il compagno di viaggio ufficiale dell’umanità verso lo spazio profondo, regalandoci scatti mozzafiato a 400.000 km dalla Terra.

Mentre la missione Artemis II sta scrivendo una nuova pagina della storia aerospaziale riportando l’uomo nelle vicinanze del nostro satellite, un ospite inaspettato ha rubato la scena all’interno della capsula Orion: l’iPhone 17 Pro Max. La NASA ha recentemente rilasciato una serie di scatti straordinari che non solo documentano la vita a bordo, ma dimostrano come la tecnologia “consumer” abbia ormai raggiunto livelli di affidabilità tali da poter operare in condizioni estreme, a migliaia di chilometri dal primo Apple Store disponibile.


Il primo iPhone certificato per l’orbita lunare

L’esplorazione spaziale è sempre stata dominata da hardware progettato ad hoc, macchine robuste e spesso esteticamente discutibili, inaccessibili al grande pubblico. Tuttavia, in questo aprile 2026, lo scenario è cambiato drasticamente. La NASA ha confermato che i vertiginosi scatti che ritraggono gli astronauti Reid Wiseman e Christina Koch mentre osservano la Terra sono stati catturati proprio con un iPhone 17 Pro Max.

Ogni membro dell’equipaggio ha ricevuto in dotazione un modello nella classica colorazione Argento. Non si è trattato però di una semplice operazione di marketing: Apple non ha attivamente sollecitato questa collaborazione. È stata la stessa agenzia spaziale a selezionare e certificare l’apparecchio nel febbraio 2026 dopo una serie di test drastici, ritenendolo idoneo per un’utilizzo prolungato in un ambiente critico come quello della capsula Orion.

Oltre il Ceramic Shield 2: la sfida della sicurezza in microgravità

Portare uno smartphone in orbita non è semplice come metterlo in tasca. Come spiegato dal ricercatore Tobias Niederwieser di BioServe Space Technologies, ogni dispositivo deve superare quattro fasi critiche di test. La preoccupazione principale dei tecnici della NASA riguardava il display: in caso di urto violento o esplosione, il vetro potrebbe frantumarsi in migliaia di microscopici proiettili taglienti che, in assenza di gravità, diventerebbero letali per l’equipaggio e per i delicati sistemi di bordo.

Il nuovo vetro Ceramic Shield 2 di Apple ha superato l’esame con lode, dimostrando una resistenza strutturale senza precedenti. Per garantire la massima sicurezza, gli astronauti seguono protocolli rigidi:

  • Fissaggio meccanico: Gli iPhone sono dotati di strisce di velcro per essere ancorati alle pareti della capsula quando non in uso.
  • Modalità “Aereo” estrema: Il Bluetooth e il Wi-Fi sono permanentemente disattivati per evitare interferenze con i sistemi di navigazione di Orion.
  • Gestione termica: I sensori del modello 17 Pro Max sono stati testati per resistere agli sbalzi termici e alle radiazioni cosmiche presenti oltre la protezione dell’atmosfera terrestre.

Selfie a 40.000 km/h: la nuova frontiera dei social

Le immagini pubblicate sono state scattate durante il secondo giorno di missione, mentre Orion si allontanava dalla Terra a velocità ipersonica. Vedere dei selfie scattati con la fotocamera frontale a oltre 400.000 km di distanza da noi è una pubblicità involontaria (ma potentissima) per la qualità dei sensori Apple. Sebbene a bordo siano presenti fotocamere professionali come le Nikon D5 e le robuste GoPro Hero 11 per scopi scientifici, l’iPhone è diventato lo strumento preferito per la documentazione “emozionale” e la condivisione sui social.

Un astronauta all’interno della capsula spaziale usa uno smartphone circondato da cavi e strumenti di bordo in microgravità.
Uno scatto dalla capsula mostra quanto anche un semplice smartphone possa diventare uno strumento centrale per documentare la vita a bordo durante una missione spaziale.(mistergadget.tech)

La presenza dell’iPhone 17 Pro Max su Artemis II segna un punto di svolta: la tecnologia che utilizziamo ogni giorno per scorrere i social o fare videochiamate è ora considerata abbastanza affidabile da accompagnare l’uomo nella missione più ambiziosa del decennio.

Artemis II: un test di affidabilità verso il futuro

Ricordiamo che Artemis II non è solo un’occasione per fare bellissime foto. È un test di volo abitato di 10 giorni, fondamentale per validare tutti i sistemi prima del vero allunaggio previsto con Artemis IV. Al loro rientro, i quattro astronauti e i loro fedeli iPhone stabiliranno un nuovo record: affronteranno il rientro atmosferico più veloce della storia per un volo umano, toccando punte di oltre 40.000 km/h.

Per chi volesse seguire l’avventura in tempo reale, la NASA ha messo a disposizione il sito AROW (Artemis Real-time Orbit Website), che permette di monitorare la posizione esatta di Orion, la sua velocità e la distanza precisa dalla Terra. Chissà se tra qualche anno, grazie ai futuri iPhone, non potremo scattare foto direttamente dalla superficie lunare.

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