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Qualcomm e MediaTek tagliano la produzione per colpa della crisi dei chipset

Crisi dei chipset, Qualcomm e MediaTek tagliano la produzione

La crisi dei chip colpisce gli smartphone con Qualcomm e MediaTek che riducono la produzione di SoC a causa dei costi di RAM e domanda in calo.

La crisi dei chip per device torna al centro della scena e questa volta gli effetti iniziano a vedersi in modo concreto. Qualcomm e MediaTek, due dei principali produttori di SoC per smartphone, avrebbero deciso di ridurre in maniera significativa gli ordini alle fonderie. Il motivo è semplice quanto delicato: si vendono meno dispositivi.

Il rallentamento non riguarda solo un segmento specifico, ma si fa sentire soprattutto nella fascia medio bassa, dove anche piccoli aumenti di prezzo possono incidere in modo decisivo sulle vendite. Una situazione che sta portando l’intero settore a rivedere strategie e produzione.

Tagli alla produzione e numeri della crisi

Secondo le prime indicazioni, la crisi avrebbe già portato a una riduzione importante degli ordini di produzione, in particolare sui processi a 4 nanometri. Qualcomm e MediaTek avrebbero comunicato ai loro partner una diminuzione stimata tra 20.000 e 30.000 wafer.

Tradotto in numeri concreti, si parla di circa 15 o 20 milioni di chip in meno. Un dato significativo, che coinvolge diverse linee di prodotto, tra cui le piattaforme Dimensity e chip come Snapdragon 8 Gen 3, ancora molto diffusi soprattutto tra i produttori che operano su mercati più sensibili al prezzo.

Questa riduzione non è legata a problemi tecnici, ma a una domanda che fatica a tenere il passo. Gli smartphone costano di più, e questo rallenta il ciclo di sostituzione da parte degli utenti.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle memorie

Uno degli elementi chiave della crisi è la crescente richiesta di componenti legati all’intelligenza artificiale. I grandi data center stanno assorbendo una quantità enorme di risorse, in particolare memorie avanzate come le HBM.

Questo spostamento della produzione ha un effetto diretto sul mercato consumer. Meno memorie disponibili per smartphone significa prezzi più alti per RAM e NAND. Di conseguenza, i produttori di telefoni si trovano costretti ad aumentare i prezzi finali.

Il risultato è un circolo complesso. I costi salgono, i dispositivi diventano meno accessibili e le vendite rallentano. Una dinamica che colpisce soprattutto i modelli più economici, dove il margine di manovra è più limitato.

Geopolitica e impatto sulla filiera

Alla base di questa crisi c’è anche un fattore esterno legato alla situazione geopolitica. Il conflitto in Medio Oriente sta influenzando la disponibilità di materie prime fondamentali per la produzione di semiconduttori.

In particolare, la riduzione delle forniture di elio sta creando ulteriori difficoltà. Questo elemento è essenziale nei processi produttivi e la sua scarsità contribuisce a rallentare l’intera catena.

La combinazione tra domanda industriale legata all’AI, aumento dei costi e problemi logistici sta quindi ridisegnando il mercato. Qualcomm e MediaTek, riducendo la produzione, stanno reagendo a un contesto in cui l’equilibrio tra domanda e offerta è diventato sempre più fragile.

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