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OpenAI spegne Sora: stop all’app dei video AI realistici, cambio di strategia radicale

OpenAI chiude il progetto Sora, addio ai video AI

Sam Altman chiude uno dei progetti più discussi, Sora: focus su business, codice e sostenibilità.

OpenAI ha deciso di chiudere definitivamente Sora, la piattaforma che permetteva di creare video realistici partendo da semplici prompt testuali. Una scelta che segna un cambio di rotta importante e che va letta dentro una strategia più ampia, non come un semplice stop a un prodotto.

Fine di un esperimento ambizioso

Sora era uno dei progetti più spettacolari dell’ecosistema AI: video coerenti, dinamici e con una comprensione sorprendente delle leggi fisiche. Quando era arrivata nel 2024 aveva letteralmente alzato l’asticella del settore. Ma il passaggio da demo tecnologica a prodotto di massa non ha retto.

Dopo un picco iniziale di interesse, l’adozione è calata rapidamente, e soprattutto non è mai diventata un servizio sostenibile su larga scala.

Il vero problema: costi fuori scala

Il nodo centrale è industriale, non creativo. Generare video con l’intelligenza artificiale richiede una quantità enorme di potenza computazionale. GPU, energia, infrastruttura: tutto scala in modo esponenziale. E anche con modelli a pagamento, i margini restano fragili. In sostanza, Sora era troppo costosa per essere mantenuta come prodotto consumer globale.

Meno hype, più business

La chiusura rientra in una riorganizzazione più ampia di OpenAI. L’azienda sta spostando il focus su:

  • soluzioni enterprise
  • strumenti di sviluppo come Codex
  • prodotti con ritorni economici più prevedibili

Il motivo è semplice: prepararsi alla quotazione in borsa prevista per la fine del 2026. In questo scenario, tutto ciò che non genera valore immediato o che introduce complessità operativa viene ridimensionato.

Pressioni legali e reputazionali

C’è poi un secondo layer, meno tecnico ma altrettanto pesante. Sora è finita al centro di polemiche su copyright, uso dei dati e deepfake. Dalla generazione di contenuti controversi fino a casi limite legati alla “ricostruzione” di figure storiche, il rischio reputazionale è cresciuto rapidamente. Gestire un’app pubblica con queste implicazioni è diventato un problema, non un vantaggio competitivo.

Altman cambia assetto interno

In parallelo, Sam Altman ha fatto un passo indietro su un fronte chiave: la supervisione diretta della sicurezza AI.

Il controllo passa a strutture più indipendenti, con l’obiettivo di separare governance e sviluppo. Una mossa che arriva dopo mesi di tensioni interne e uscite eccellenti nel team dedicato alla sicurezza.

Questa non è solo la chiusura di un’app. È un segnale chiaro su dove sta andando il mercato dell’intelligenza artificiale: meno prodotti “wow” per il pubblico generalista, più piattaforme solide per aziende e sviluppatori. Sora ha dimostrato cosa è possibile fare. Ma nel breve periodo, non era sostenibile. E OpenAI, oggi, sta scegliendo di giocare una partita diversa: meno sperimentazione visibile, più struttura, più margine, più controllo.

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