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Samsung Galaxy Buds 4 Pro: la recensione completa di auricolari che fanno sul serio

Samsung Galaxy Buds 4 Pro nella custodia aperta con coperchio trasparente su sfondo di pietra

Ci sono momenti in cui un prodotto smette di essere un accessorio e diventa un’esperienza. Non nel senso svuotato di ogni significato che i comunicati stampa attribuiscono a qualunque oggetto con un chip dentro, ma nel senso autentico: lo metti nelle orecchie, premi play, e qualcosa cambia.

Con i Samsung Galaxy Buds 4 Pro è successo proprio questo. Dopo diversi giorni di test intensivo — in metropolitana, in smart working, in palestra, durante lunghe chiamate di lavoro — mi sono trovato a pensare: questo non è il solito aggiornamento annuale per far girare la macchina del marketing.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro sono auricolari in-ear di fascia premium, lanciati ufficialmente il 25 febbraio 2026 durante il Galaxy Unpacked insieme alla serie Galaxy S26, disponibili in Italia dall’11 marzo 2026 al prezzo consigliato di 249€.

Si rivolgono a chi cerca il massimo in termini di qualità audio e funzionalità avanzate, con la consapevolezza che molte delle feature più interessanti funzionano al meglio — o esclusivamente — in abbinamento a uno smartphone Samsung.

La direzione del giudizio la anticipo subito: sono ottimi. Con qualche riserva onesta che non posso ignorare.


Samsung galaxy buds 4 pro

Pro

+ Qualità audio in-ear tra le migliori 
+ Chiamate cristalline anche in ambienti rumorosi
+ Design in alluminio elegante
+ Software ricchissimo
+ Compatibili con qualsiasi Android

Contro

– Autonomia circa 6 ore
– Cambio terminali in silicone scomodo
– Custodia scivolosa
– Le funzioni premium (UHQ, Super Wideband) sono esclusive Samsung

Design e costruzione

Samsung aveva già fatto un salto stilistico con i Buds3 Pro, abbandonando le forme tozze della generazione precedente. Con i Buds4 Pro quel percorso si consolida e matura.

Il corpo è realizzato in alluminio, con una lama metallica sul gambo che non è solo estetica — serve anche come area di controllo per le gesture di pinza.

Il risultato è un oggetto che si guarda volentieri e che, per la prima volta nella storia dei Buds, potrei descrivere come sobriamente elegante senza sentirmi in imbarazzo.

Vista dall'alto della custodia Samsung Galaxy Buds 4 Pro con coperchio trasparente e auricolari visibili
Vista dall’alto: le lame metalliche degli auricolari si vedono attraverso il coperchio trasparente. (mistergadget.tech)

Disponibili in Nero, Bianco e nella colorazione esclusiva Pink Gold (solo sullo store Samsung), è una di quelle scelte di design che difficilmente passano inosservate.

La custodia ha subito una regressione rispetto ai Buds3 Pro: si è tornati alla forma quadrata con coperchio trasparente, che permette di verificare a colpo d’occhio se gli auricolari sono dentro. Un’idea pratica e visivamente gradevole.

Il problema è che non c’è alcun appiglio per aprirla: le dita scivolano sul bordo liscio, specialmente con le mani un po’ sudate dopo l’attività fisica. Un difetto piccolo ma ricorrente, di quelli che dopo dieci giorni diventano irritanti.

La certificazione IP57 garantisce resistenza alla polvere e all’immersione in acqua fino a 1 metro per 30 minuti. Praticamente: la pioggia non è un problema, i tuffi in piscina nemmeno. Bene così.

Comfort e vestibilità

Samsung dichiara di aver costruito questi auricolari sulla base di centinaia di milioni di dati sulla forma dell’orecchio umano, con oltre 10.000 simulazioni digitali. Lo sforzo si percepisce.

Ogni auricolare pesa 5,1 grammi: praticamente niente. Non c’è la clip a farfalla che alcuni amano e altri detestano — la tenuta si affida interamente ai terminali in silicone, che arrivano in tre misure (S, M, L).

L’app permette persino di testare automaticamente se la misura scelta è quella corretta, rilevando eventuali perdite di sigillo. Una funzione intelligente che consiglio di usare prima di giudicare la qualità audio: un inserto mal posizionato può distruggere la risposta ai bassi anche degli auricolari migliori del mondo.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro nero su pietre, dettaglio lama in alluminio e gambo — recensione mistergadget.tech
La lama in alluminio spazzolato è il tratto estetico più riconoscibile dei Galaxy Buds 4 Pro. (mistergadget.tech)

Il difetto del comfort riguarda proprio questi inserti: cambiarli è più scomodo del dovuto. Il meccanismo di aggancio richiede una certa forza, e con le dita piccole diventa un esercizio di pazienza. Non è un problema frequente — chi non cambia misura spesso non se ne accorge mai — ma è degno di menzione.

In uso prolungato, anche per due o tre ore consecutive, gli auricolari non pesano, non creano pressione fastidiosa, non scaldano il condotto.

Si possono indossare anche separatamente, uno per volta, e funzionano perfettamente in modalità mono. Un dettaglio apparentemente banale che nella vita reale torna utile spesso.

Qualità audio

Qui arriviamo al punto centrale, quello che rende questa recensione diversa dalla maggior parte delle altre che circolano su questi auricolari.

La qualità audio dei Galaxy Buds4 Pro non è semplicemente buona. È il salto di qualità più evidente che Samsung abbia mai fatto nel segmento in-ear, punto.

Il merito tecnico va all’altoparlante a 2 vie: un woofer riprogettato con diaframma più ampio (+19,8% rispetto ai Buds3 Pro) abbinato a un tweeter di precisione, ciascuno pilotato da un amplificatore dedicato.

Il risultato è una separazione frequenziale che nei comuni auricolari mono-driver non esiste: bassi che hanno corpo senza essere gonfiati artificialmente, medi puliti dove si sentono le voci con una naturalezza disarmante, alti ariosi ed estesi senza mai diventare taglienti.

Ho ascoltato di tutto. Musica classica, jazz, elettronica, rock, hip-hop. Non ho trovato un genere in cui fossero messi in difficoltà. In particolare, con il codec SSC-UHQ attivo (audio a 24 bit/96 kHz, disponibile con smartphone Samsung S23 o successivi con One UI 6.1.1+), la differenza rispetto a un normale Bluetooth diventa percepibile anche senza essere audiofili incalliti: c’è più aria intorno agli strumenti, più dettaglio nei transienti, meno quella leggera patina “compressa” che caratterizza la maggior parte degli auricolari wireless.

L’equalizzatore a 9 bande permette una personalizzazione granulare difficile da trovare in questa fascia. Oppure si possono sfruttare i preset predefiniti — tra cui quelli ottimizzati per fascia d’età, che adattano la risposta frequenziale al profilo uditivo di chi ascolta. Una trovata interessante che non è solo marketing.

Schermata equalizzatore a 9 bande dell'app Galaxy Wearable per Samsung Galaxy Buds 4 Pro
L’equalizzatore a 9 bande con preset predefiniti è uno degli strumenti più utili dell’app Galaxy Wearable. (mistergadget.tech)

Una cosa importante da precisare: senza Samsung phone, si scende a SBC e AAC. Funzionano ancora bene — meglio di molti concorrenti — ma il livello Hi-Fi è irraggiungibile. È una scelta di ecosistema che Samsung non nasconde, ma che merita di essere sottolineata prima dell’acquisto.

Cancellazione del rumore e modalità ambiente

L’ANC dei Buds4 Pro è classificabile come ottima nel panorama in-ear, con un miglioramento tangibile rispetto alla generazione precedente.

Non siamo ai livelli delle cuffie over-ear — le Sony WH-1000XM6 rimangono inavvicinabili per chi vuole il massimo isolamento — ma per un in-ear è un risultato solido.

La modalità adattiva gestisce automaticamente il passaggio tra ANC e suono ambiente in base al contesto: riconosce se si è fermi, in movimento, in un ambiente rumoroso o silenzioso, e calibra di conseguenza.

In metropolitana elimina efficacemente il rumore costante del motore e delle rotaie, mentre le voci vengono attenuate senza essere cancellate del tutto. In ufficio open space fa il suo lavoro senza isolare completamente, il che va bene.

La modalità trasparenza è naturale: si sente l’ambiente circostante senza quell’effetto “aquario” che affligge molti competitor.

Si può anche attivare la funzione Boost voce, che amplifica selettivamente le conversazioni. Utile in stazione, in aeroporto, ogni volta che si vuole restare in contatto con l’ambiente senza togliere gli auricolari.

Qualità delle chiamate

È stata la sorpresa più grande di tutto il test.

I Galaxy Buds4 Pro montano 6 microfoni (2 HSNR digitali per lato, più uno aggiuntivo), gestiti da una rete neurale profonda (DNN) che separa la voce da tutto il rumore circostante.

Il risultato in chiamata è semplicemente eccezionale: l’interlocutore sente la voce con una chiarezza che non è normale per degli auricolari. Ho effettuato chiamate di lavoro da un bar rumoroso, da una stazione, dal box di un supermercato.

In tutti i casi, chi era dall’altra parte ha ricevuto la voce pulita, senza l’eco fastidiosa, senza il fruscio di fondo che normalmente caratterizza le chiamate via auricolari.

Con smartphone Samsung compatibile, la trasmissione avviene tramite tecnologia Super Wideband fino a 16 kHz — il doppio della larghezza di banda di una normale chiamata Bluetooth.

Il che significa voci più naturali, più vicine alla qualità della telefonata da telefono fisso. Per chi usa molto il telefono per lavoro, questo singolo aspetto potrebbe essere motivo sufficiente per l’acquisto.

App Galaxy Wearable: il software fa la differenza

L’app Galaxy Wearable è, senza esagerare, uno dei motivi per scegliere questi auricolari rispetto ai concorrenti.

Le opzioni disponibili vanno ben oltre il solito equalizzatore rudimentale. Si può attivare il test di adattamento audio per configurare il profilo sonoro in base alla propria soglia uditiva. Si può scegliere tra diverse preset di ANC, inclusa la modalità adattiva.

App Galaxy Wearable con stato batteria 100% e modalità ANC dei Samsung Galaxy Buds 4 Pro
La schermata principale dell’app mostra batteria, modalità audio e accesso rapido a controlli e movimenti testa. (mistergadget.tech)

L’audio 360° con Direct Multi-Channel trasforma il suono in un’esperienza spaziale che funziona bene con video e gaming. Si può abilitare o disabilitare il rilevamento automatico dell’inserimento, la rilevazione vocale, le gesture della testa per rispondere alle chiamate.

Il multipoint — la possibilità di connettersi a due dispositivi contemporaneamente — c’è, ma con una precisazione importante: richiede l’app Samsung Wear installata su entrambi i dispositivi. Non è il multipoint nativo alla pari di altri concorrenti, ma funziona. Con due smartphone Samsung il passaggio da uno all’altro è immediato e senza interruzioni.

Batteria e autonomia

La verità è che qui si trova l’unico vero neo del prodotto.

Ogni auricolare monta una cella da 61 mAh, che garantisce circa 6 ore di autonomia con ANC attiva — e poco meno di 7 senza.

La custodia aggiunge ulteriori 3-4 cicli di ricarica grazie alla sua batteria da 530 mAh, portando l’autonomia totale teorica a circa 30 ore (con ANC disattivata). Dichiarazione Samsung confermata dai test.

Popup Samsung di connessione rapida Galaxy Buds 4 Pro con batteria auricolari e custodia al 100%
Il popup di connessione rapida mostra in un colpo solo lo stato di carica di auricolari e custodia. (mistergadget.tech)

Il problema è che 6 ore per singola carica è nella media bassa della categoria premium. Le Sony WF-1000XM5, ad esempio, arrivano a 8 ore. Le Apple AirPods Pro 3 a circa 7.

Non è un disastro, ma se si usa l’ANC costantemente — e a questo punto perché non farlo? — una giornata intensa richiede di ricaricare la custodia. La ricarica è wireless oltre che via USB-C, il che è comodo.

Per chi fa sessioni di lavoro lunghe o viaggi in aereo, questa limitazione va tenuta presente. Per tutti gli altri, il ciclo quotidiano custodia-orecchie non pone problemi.

Compatibilità e connettività

I Galaxy Buds4 Pro si connettono via Bluetooth 6.1 e funzionano con qualsiasi dispositivo Android e con iPhone. Con qualsiasi dispositivo non Samsung si ha accesso ai controlli base, alle chiamate, all’audio stereo. Suonano bene comunque.

Con smartphone Samsung compatibile si sblocca tutto il resto: SSC-UHQ, Super Wideband, audio adattivo avanzato, gesture testa, integrazione con Bixby/Gemini/Perplexity e la piena esperienza dell’app.

Custodia Samsung Galaxy Buds 4 Pro nera, retro con porta USB-C e tasto di pairing su pietre
Sul retro della custodia: USB-C e tasto pairing. Il coperchio trasparente attira impronte con entusiasmo. (mistergadget.tech)

Il divario è sostanziale. Non è un problema per chi già vive nell’ecosistema Samsung — che è probabilmente il 70% dei potenziali acquirenti. Per tutti gli altri, vale la pena saperlo.

Degno di nota il supporto Auracast, il protocollo Bluetooth di broadcasting che permette di ricevere audio da trasmissioni pubbliche — monitor in aeroporto, TV in palestra, schermi nei musei — senza cavi.

È una tecnologia giovane, ma la presenza di questi auricolari tra i pochi prodotti consumer a supportarla oggi li rende a prova di futuro.


Domande frequenti su Samsung Galaxy Buds 4 Pro

Samsung Galaxy Buds 4 Pro vale la pena comprarli nel 2026? Sì, se cercate i migliori auricolari in-ear del mercato e possedete uno smartphone Samsung recente. La qualità audio Hi-Fi 24bit/96kHz, la ANC adattiva e la qualità delle chiamate li posizionano ai vertici della categoria a 249€. Chi non usa Samsung comunque ottiene un ottimo prodotto, rinunciando però alle funzionalità più avanzate.

Quanto dura la batteria dei Samsung Galaxy Buds 4 Pro? In uso reale con ANC attiva, circa 6 ore per singola carica. La custodia (530 mAh) consente 3-4 ricariche aggiuntive, per un’autonomia totale di circa 22-30 ore a seconda delle impostazioni. Non il dato più brillante della categoria premium.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro funzionano con iPhone? Sì, i Galaxy Buds4 Pro funzionano con qualsiasi smartphone, incluso iPhone. La connessione avviene via Bluetooth standard con codec AAC. Le funzioni avanzate come SSC-UHQ e Super Wideband sono però esclusive per smartphone Samsung compatibili.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro vs Sony WF-1000XM5: quali scegliere? Dipende dalla priorità. I Sony hanno ANC superiore, autonomia migliore (8 ore) e sono più versatili fuori dall’ecosistema di un singolo brand. I Galaxy Buds4 Pro vincono sulla qualità delle chiamate, sulla ricchezza del software e, in abbinamento Samsung, sull’audio Hi-Fi. A parità di prezzo, è una scelta di ecosistema prima che di qualità assoluta.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro hanno il multipoint? Sì, ma con una limitazione: il collegamento simultaneo a due dispositivi richiede che l’app Samsung Wear (o Galaxy Wearable) sia installata su entrambi. Non è il multipoint nativo di altri prodotti, ma nella pratica funziona correttamente.

Qual è il prezzo dei Samsung Galaxy Buds 4 Pro in Italia? Il prezzo di listino ufficiale in Italia è 249€, disponibili dall’11 marzo 2026 in colorazione Nero, Bianco e Pink Gold (quest’ultima esclusiva Samsung Store).


Che faccio, li compro?

Arriviamo al punto: 249€ per degli auricolari in-ear sono una cifra significativa. Non è una spesa che si fa d’impulso tra un caffè e l’altro. Ed è giusto chiedersi se ci sia un’alternativa più intelligente.

La risposta onesta è: a questa cifra, i Galaxy Buds4 Pro non hanno molti rivali diretti che offrano lo stesso livello di qualità audio nel formato in-ear. Le Sony WF-1000XM5 hanno un prezzo simile, hanno un’ANC forse superiore e un’autonomia migliore, ma la qualità delle chiamate non è allo stesso livello e mancano del codec Hi-Fi esclusivo Samsung.

Le Apple AirPods Pro 3 dominano se si vive nell’ecosistema Apple, ma sono irrilevanti per un utente Android. A prezzi inferiori ci sono ottime alternative — i Nothing Ear (a), ad esempio — ma il divario audio è percepibile.

Samsung Galaxy Buds 4 Pro nero su pietre, vista laterale con terminale in silicone e gambo metallico
5,1 grammi di peso: in uso prolungato non si percepisce alcuna pressione sul condotto uditivo. (mistergadget.tech)

La verità è che questi auricolari fanno un salto qualitativo reale rispetto alla generazione precedente, soprattutto nell’audio. Non si tratta del solito “ottimizzato e migliorato del 3%” dei comunicati stampa: il woofer più grande, il doppio amplificatore e il supporto al codec Hi-Fi producono una differenza che si sente concretamente.

E la qualità delle chiamate è genuinamente tra le migliori che ho testato su qualsiasi auricolare, a qualsiasi prezzo.

Il vero verdetto è questo: se usate uno smartphone Samsung — Galaxy S23, S24, S25, S26 o equivalenti — e avete stanziato 249€ per degli auricolari, i Buds4 Pro sono la risposta ovvia. Non ci penso due volte.

Se invece usate un Android non Samsung o un iPhone, funzionano ugualmente bene — suonano meglio di quasi tutto nella categoria — ma rinunciate a una fetta consistente delle funzionalità per cui Samsung li ha costruiti. In quel caso, vale la pena ragionare se quei 249€ non trovino un impiego più efficiente altrove.

Per tutti gli altri: comprateli senza rimpianti. Poi portate pazienza quando dovete aprire la custodia.

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