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Amazon ci ripensa: il 4K su Prime Video diventa di lusso. Ecco quanto pagherai

Amazon prime video ultra

Amazon Prime Video ha deciso di rimescolare le carte in tavola. Quello che fino a ieri consideravamo un diritto acquisito dell’abbonamento Prime – ovvero la possibilità di godersi contenuti in 4K UHD – sta per scomparire. Si tratta solo di un piccolo ritocco ai prezzi, o di un vero e proprio cambio di paradigma?

Il nuovo volto (costoso) di Amazon Prime Video

Tutto ha inizio con una parola che nel marketing suona sempre bene, ma che per il portafoglio spesso significa guai: Ultra. Amazon ha annunciato il rebranding del suo attuale pacchetto “Ad-Free” (quello che permetteva di eliminare la pubblicità introdotta nel 2024) trasformandolo in Amazon Prime Video Ultra.

Ma non è solo un cambio di nome. Se prima bastava un piccolo extra di circa 3 euro al mese per togliere gli spot, ora la cifra sale a circa 5 euro (4,99$). La vera botta però non è solo economica, ma funzionale. Amazon ha deciso di spostare il supporto al 4K UHD e all’audio Dolby Atmos esclusivamente all’interno di questo nuovo tier Ultra.

Cosa succede a chi ha già un abbonamento?

Cosa significa per te che paghi l’abbonamento Prime standard? Significa che, nonostante tu abbia una TV di ultima generazione e una connessione in fibra ottica velocissima, i tuoi film preferiti verranno riprodotti al massimo in Full HD (1080p).

Amazon prime video fallout
I contenuti come la serie Fallout saranno limitati alla risoluzione Full HD per gli abbonati al piano standard (mistergadget.tech)

La logica dietro questa scelta sembra chiara: allinearsi ai competitor. Giganti come Netflix hanno sdoganato da tempo l’idea che l’Ultra HD sia un lusso da pagare a parte. Tuttavia, la mossa di Amazon brucia di più perché, storicamente, Prime Video era l’unico servizio a offrire il 4K incluso nel prezzo base dell’abbonamento annuale, rendendolo incredibilmente competitivo.

Confronto fra Amazon Prime Video Ultra e Standard

Entriamo nel tecnico, perché è qui che si gioca la partita della trasparenza. Amazon non si limita a togliere, ma cerca di giustificare l’aumento di prezzo aggiungendo alcune funzionalità al piano Ultra. Vediamo nel dettaglio cosa offre il nuovo listino:

Cosa trovi nel piano Prime Video Ultra

  • Assenza di pubblicità: Lo streaming rimane fluido e senza interruzioni pubblicitarie (fatta eccezione per gli eventi live e i canali aggiuntivi).
  • Risoluzione 4K UHD: L’unico modo per sbloccare i 2160p sui titoli compatibili.
  • Audio Dolby Atmos: Essenziale per chi possiede un sistema home theater o una soundbar di alto livello.
  • Streaming simultaneo: Il limite viene alzato a 5 dispositivi contemporaneamente (rispetto ai 3 o 4 dei piani inferiori).
  • Download offline: Possibilità di scaricare fino a 100 titoli per la visione in mobilità.

Cosa resta nel piano Prime Video Standard

  • Risoluzione HD: La qualità si ferma ai 1080p.
  • Supporto HDR: Curiosamente, sembra che il supporto all’HDR (incluso Dolby Vision in alcuni mercati) rimanga disponibile, ma limitato alla risoluzione HD.
  • Pubblicità: Preparati a vedere spot prima e durante i tuoi programmi.
  • Download limitati: Il tetto per i download offline è fissato a circa 50 titoli.

Questa segmentazione crea una spaccatura netta. Se sei un utente che guarda le serie TV sullo smartphone mentre va al lavoro, probabilmente non noterai la differenza. Ma se hai investito migliaia di euro in una TV OLED da 65 pollici, la differenza tra un bitrate 4K e uno 1080p è brutale. L’immagine perde quella profondità e quella nitidezza che rendono lo streaming moderno un’esperienza cinematografica.

Perché lo streaming sta cambiando?

Non possiamo evitare di menzionare un termine che sta diventando sempre più popolare tra i critici tecnologici: Enshittification. Coniato dal blogger Cory Doctorow, descrive il processo attraverso il quale le piattaforme digitali inizialmente offrono servizi eccellenti a prezzi bassi per attirare utenti, per poi degradare gradualmente l’esperienza utente al fine di massimizzare i profitti e soddisfare gli azionisti.

Amazon Prime Video si è adesso associato a questo gioco. Per anni è stato il re dei servizi: spedizioni veloci, musica, foto e streaming 4K tutto incluso in un unico prezzo onesto. Poi è arrivata la pubblicità. Poi l’extra per toglierla. E ora, la rimozione del 4K per chi non vuole pagare ancora di più.

Colossi dello streaming
Il processo di Enshittification delle piattaforme streaming coinvolge anche Amazon Prime Video (mistergadget.tech)

Secondo i dati di mercato, il costo di produzione dei contenuti originali (i cosiddetti Originals) è lievitato a dismisura. Produrre una serie come Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere richiede investimenti miliardari. Amazon, pur essendo un colosso, sta cercando modi per rendere la sua divisione entertainment profittevole in modo autonomo, distaccandola parzialmente dal sussidio delle vendite retail.

Questa strategia di micro-transazioni applicata agli abbonamenti mensili sta portando a una stanchezza collettiva. Gli utenti iniziano a fare i conti: se devo pagare Prime, Netflix, Disney+ e magari anche una piattaforma per lo sport, il costo mensile supera abbondantemente quello della vecchia TV via cavo o del satellite, annullando il vantaggio economico iniziale dello streaming.

Quando arriverà Amazon Prime Video Ultra

La data da segnare in rosso sul calendario è il 10 aprile 2026. È proprio in quel giorno che Amazon darà il via ufficiale alla rivoluzione dei suoi piani streaming, partendo dagli Stati Uniti (con il roll-out internazionale previsto a seguire). Il cambio sposterà quindi la qualità 4K UHD, il Dolby Vision e il Dolby Atmos fuori dal pacchetto standard.

E per chi ha una Fire TV Stick 4k? La risposta breve è una doccia fredda: avere una Fire TV Stick 4K non ti darà il diritto di vedere contenuti in 4K se non paghi il nuovo abbonamento Ultra.

Molti utenti stanno già ricevendo (o riceveranno nelle prossime settimane) una comunicazione ufficiale da Amazon che illustra i nuovi costi e le perdite di funzionalità del piano base. Per chi ha già attiva l’opzione senza pubblicità, il passaggio al nuovo prezzo di circa 5€ avverrà generalmente al primo rinnovo utile dopo il 10 aprile (alcune fonti riportano il 29 aprile come data limite per molti abbonati).

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