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Google Maps ha una funzione ‘invisibile’ per pagare meno il carburante: basta attivare questa spunta

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In un’epoca in cui il prezzo del carburante oscilla con la stessa frenesia di una criptovaluta in crisi, l’automobilista italiano ha sviluppato un sesto senso per i tabelloni LED dei distributori.

Cerchiamo il centesimo in meno come cercatori d’oro nel Klondike, ignorando spesso che la vera miniera di risparmio non è fuori dal finestrino, ma appoggiata sul cruscotto, dentro quel rettangolo luminoso che usiamo per non perdere la strada. Google Maps ha smesso da tempo di essere una semplice trasposizione digitale delle vecchie TuttoCittà; è diventato un organismo senziente che mastica dati per sputarci fuori la via più breve. Eppure, esiste una spunta invisibile che quasi nessuno attiva, capace di abbattere le spese di rifornimento senza costringerci a guidare come lumache.

La funzione di Google Maps che permette di risparmiare

Il trucco risiede nella funzione dei percorsi a basso consumo di carburante. Non è una novità assoluta, ma è sepolta così bene nei sottomenu che molti utenti pensano sia un mito urbano. Per trovarla bisogna cliccare sulla propria immagine del profilo, andare in “Impostazioni”, scendere fino a “Navigazione” e cercare la voce relativa alle opzioni del percorso. Lì, in un angolo che sembra quasi timido, vive la possibilità di scegliere il tragitto non in base ai minuti risparmiati, ma ai litri salvati.

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La funzione di Google Maps che permette di risparmiare – Mistergadget.tech

C’è un’intuizione non ortodossa che dovremmo iniziare a digerire: la velocità è un’illusione costosa. Siamo stati addestrati dall’algoritmo a inseguire il “tempo di arrivo stimato” come se fosse l’unico valore universale, un dogma della produttività moderna. In realtà, Google Maps ha iniziato a ragionare come un ingegnere termodinamico. Se attivate quella spunta, l’app smette di essere ossessionata dal minuto in meno e inizia a calcolare le pendenze, i flussi di traffico costante e le fermate ai semafori. Arrivare tre minuti dopo potrebbe significare aver evitato una salita ripida che avrebbe prosciugato il serbatoio più di dieci chilometri in pianura.

Un passaggio fondamentale, spesso ignorato durante la configurazione, è la scelta del tipo di motore. Maps vi chiede se guidate un’auto a benzina, diesel, ibrida o elettrica. Non è una statistica per i loro uffici marketing. Un motore diesel è più efficiente a velocità costanti in autostrada, mentre un’ibrida dà il meglio di sé nel caos urbano fatto di frenate e ripartenze. Indicare correttamente l’anima meccanica della propria vettura permette all’algoritmo di cucire il percorso sul “metabolismo” specifico del mezzo. È qui che il risparmio diventa tangibile, trasformando il tragitto casa-lavoro in una strategia di ottimizzazione energetica.

Mentre guidate, noterete una piccola foglia verde accanto al tempo di percorrenza. È il segnale che state seguendo la scia del risparmio. Spesso la differenza di tempo è ridicola, quasi impercettibile, ma l’impatto sul portafoglio a fine mese è reale. Non è un invito a rinunciare alla rapidità quando serve, ma a smettere di correre per inerzia. Google Maps conosce la rugosità dell’asfalto e la densità dell’aria meglio di noi; lasciargli decidere la strada più “dolce” è il modo più intelligente per smettere di farsi fregare dal caro benzina.

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