Indice
- Design e costruzione: l’identità costa il giusto
- Audio: onesti sui bassi, onesti sul contesto
- Cancellazione del rumore e trasparenza
- Controlli fisici: una scelta giusta
- Autonomia: il numero che fa impressione
- App e software: Nothing X funziona davvero
- Verdetto: il prezzo è lo spartiacque, e qui fa vincere Nothing
- 10 domande frequenti su Nothing Headphone (a)
Tocco accidentale, volume a palla. Doppio tap diventato triplo, traccia saltata. I controlli touch sulle cuffie sono l’inferno progettato da qualche designer che evidentemente non prende mai la metropolitana.
Ecco perché quando Nothing ha deciso di mettere su Headphone (1) rotelle fisiche, tasti meccanici e paddle a scatto, non stava celebrando il vintage: stava semplicemente risolvendo un problema.
Headphone (a) eredita quella stessa filosofia, la porta in una fascia di prezzo più bassa e si presenta con colori che non si nascondono.
Il prezzo è 159 euro. Questo numero è la chiave di lettura di tutta la recensione che state per leggere. Senza tenerlo in mente, si rischia di essere ingiusti in entrambe le direzioni: o troppo clementi con difetti reali, o troppo severi con limiti che a questo prezzo sono semplicemente accettabili.
Headphone (a) non compete con le Sony WH-1000XM6 — che costano il triplo — né ambisce a farlo. Compete con tutto ciò che si trova intorno ai 150-180 euro, e in quel territorio la situazione è molto diversa.
I bassi sono profondi ma non sempre setosi come su prodotti di fascia superiore. Manca il sensore che sospende l’audio quando vengono tolte.
Per chi cerca qualità seria senza spendere una follia, sono difficili da ignorare.
+ Design originale
+ Autonomia fino a 135 ore
+ Software Nothing X eccellente
+ Buona tenuta sui bassi impegnativi
– Manca sensore prossimità
– Alcune funzioni limitate a cellulari Nothing
Design e costruzione: l’identità costa il giusto
Nothing ha sempre avuto un’idea chiara su come dovrebbero apparire i propri prodotti, e Headphone (a) non fa eccezione. Le versioni bianche e nere mantengono il linguaggio industriale riconoscibile dell’azienda londinese, ma sono le colorazioni Pink e Yellow quelle che fanno la differenza: padiglioni con finitura semi-trasparente che lascia intravedere la struttura interna, un tocco estetico che a 159 euro riesce a sembrare genuinamente originale invece che semplicemente economico.
La struttura fisica convince più di quanto il prezzo lascerebbe presupporre. Le slitte scorrevoli che regolano l’archetto sono rinforzate in nylon caricato con fibra di vetro, i bracci in acciaio sono stati lavorati con Metal Injection Molding per garantire rigidità senza aggiungere peso eccessivo.
I 310 grammi si sentono poco: il cuscino dell’archetto e le coppe auricolari in memory foam sono stati pensati per test di comfort prolungato — persino per chi ha i lobi forati, dettaglio raro che vale la menzione. La certificazione IP52 protegge da polvere e schizzi d’acqua, un plus che in questa fascia non è affatto scontato.
La qualità materica al contatto con la pelle è un punto che si nota subito. Se reggesse nel tempo, sarebbe un argomento molto forte per Headphone (a). Purtroppo questo è esattamente il tipo di verifica che richiede mesi, non giorni, e al momento non possiamo che prendere atto della cura costruttiva evidenziata durante il test. Torneremo sull’argomento quando il tempo avrà parlato.
Un appunto utile: lo snodo laterale tra i padiglioni e l’archetto permette un’adattabilità alla forma della testa superiore alla media, migliorando ulteriormente il fit anche per chi ha proporzioni meno standard.
Audio: onesti sui bassi, onesti sul contesto
Parliamo di suono, che è ovviamente il punto centrale. Il driver da 40 mm con membrana rivestita in titanio lavora su una risposta in frequenza che arriva fino a 40.000 Hz, ben oltre la soglia dell’udito umano ma necessaria per la certificazione Hi-Res Audio — che è presente, con supporto LDAC per streaming fino a 24 bit/96 kHz.
L’ascolto quotidiano è convincente. Le alte frequenze sono pulite, i medi risultano equilibrati e la voce umana — fondamentale per podcast e chiamate — viene riprodotta senza colorazioni artificiali.
I bassi sono profondi e presenti, con un Dynamic Bass Enhancement gestito via AI che interviene sulle basse frequenze in tempo reale senza introdurre distorsioni percettibili.
Qui arriviamo al punto dolente, ed è giusto dirlo chiaramente: i bassi sono profondi, ma a tratti “secchi”. Hanno impatto, hanno profondità, ma non hanno quella stratificazione, quella corposa tridimensionalità che si trova su cuffie come le Sony WH-1000XM6.
La differenza si sente soprattutto su generi dove il basso è protagonista assoluto — certi groove elettronici, certi live jazz con contrabbasso dominante, certe produzioni hip-hop costruite su sub gravi. In quei contesti, Headphone (a) fa il suo lavoro senza strafare.
Va detto però — e con soddisfazione — che Nothing ha corretto il difetto principale di Headphone (1): quella tendenza a “blaterare” sui transitori più impegnativi, a perdere il controllo sui bassi veloci nelle registrazioni live. Headphone (a) non ha quel problema.
Gestisce le dinamiche in modo molto più ordinato, e questo è un miglioramento concreto, non cosmetico.
Cancellazione del rumore e trasparenza
L’ANC di Headphone (a) si articola su tre livelli e funziona con un sistema ibrido feed-forward e feedback, gestito da AI. La profondità di cancellazione dichiarata è fino a 40 dB, efficace fino a 2000 Hz.
Nella pratica, in ambienti urbani, in treno e in ufficio open space, il risultato è molto buono: i rumori a bassa frequenza vengono attenuati efficacemente, il parlato dei colleghi viene smorzato in modo utile.
Non raggiunge l’isolamento chirurgico delle cuffie premium Sony o Bose, ma la distanza è minore di quanto il gap di prezzo potrebbe far temere. Per i 159 euro richiesti, l’ANC di Headphone (a) è uno dei migliori in questa fascia.
La Transparency Mode, che si attiva tenendo premuto il Roller, funziona in modo naturale senza quell’effetto metallico artificioso che affligge molte soluzioni economiche.
Controlli fisici: una scelta giusta
Il Roller per il volume, il Paddle per la navigazione tra le tracce e il Button personalizzabile sono la firma di Nothing anche su Headphone (a). Non c’è nulla di astratto in questi controlli: il Roller scatta con feedback tattile preciso, il Paddle risponde in modo netto.
Dopo pochi minuti diventano gesti automatici, senza dover fare affidamento su memoria muscolare per gesture touch.
Il Button merita una nota: con l’app Nothing X si può personalizzare per aprire il proprio assistente vocale preferito, usarlo come otturatore fotografico remoto, o saltare tra app media (Channel Hop).
Le funzionalità più interessanti — Essential Space, Nothing News Reporter — sono però pensate per chi usa uno smartphone Nothing, e restano parzialmente inutilizzate su altri dispositivi Android o iOS.
Non è un difetto grave, ma chi non è nel sistema Nothing ottiene meno dal Button rispetto a chi ci vive dentro.
Autonomia: il numero che fa impressione
135 ore. Con ANC disattivato e codec AAC. Anche passando a LDAC e tenendo l’ANC attivo, si arriva a 62 ore — un numero che nella fascia intorno ai 150 euro non ha concorrenti credibili.
Due batterie in serie e un chipset dual-core dedicato alla gestione dell’ANC sono la spiegazione tecnica; l’esperienza pratica è che ricaricare Headphone (a) diventa un appuntamento raro.
La ricarica rapida porta a 8 ore di ascolto con soli 5 minuti di carica, e la ricarica completa richiede 2 ore. La ricarica può avvenire anche via USB-C collegato direttamente a uno smartphone — utile in mobilità.
Manca il sensore di prossimità. Le cuffie non sanno se le state indossando o se sono sul tavolo: l’audio continua a suonare finché non si spegne manualmente.
Non è un errore imperdonabile, ma a questa cifra ci sono prodotti che ce l’hanno, e la mancanza si fa sentire nel quotidiano.
App e software: Nothing X funziona davvero
Nothing X offre un equalizzatore a 8 bande con la possibilità di salvare profili personalizzati e — cosa più interessante — di scaricare profili creati dalla community Nothing e da artisti in collaborazione con il brand.
Non è marketing: la libreria è accessibile, varia, e alcune configurazioni migliorano sensibilmente l’ascolto su specifici generi.
C’è anche un sistema di localizzazione che registra l’ultimo punto di connessione noto, utile ma non paragonabile al tracking via Bluetooth di prodotti come AirPods.
La doppia connessione Bluetooth 5.4 — con bassa latenza tra smartphone e computer — funziona in modo affidabile.
Verdetto: il prezzo è lo spartiacque, e qui fa vincere Nothing
A 159 euro, Nothing Headphone (a) è una delle proposte più complete e coerenti disponibili oggi in questa fascia di prezzo. Ha un design genuinamente originale, controlli fisici ben progettati, un’autonomia che non ha rivali, un’ANC funzionale e un software tra i più curati della categoria.
I bassi potranno sembrare “secchi” a chi è abituato a cuffie che costano 400 o 500 euro — ma confrontare Headphone (a) con quelle cuffie è come contestare a una berlina compatta di non avere la trazione integrale di un SUV premium.
Il sensore di prossimità manca, e si sente. La tenuta nel tempo dei materiali resta una variabile aperta. Le funzioni più avanzate del Button si esprimono completamente solo nell’ecosistema Nothing.
Ma se state cercando cuffie over-ear di qualità reale, con una personalità visiva precisa e senza spendere una cifra che si giustifichi solo su carta, avete trovato quello che cercavate.
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10 domande frequenti su Nothing Headphone (a)
1. Nothing Headphone (a) ha la cancellazione attiva del rumore? Sì, Headphone (a) dispone di ANC adattivo su tre livelli di intensità, gestito da microfoni ibridi feed-forward e feedback con supporto AI. La profondità di cancellazione arriva fino a 40 dB, efficace sulle frequenze fino a 2000 Hz.
2. Quante ore dura la batteria di Nothing Headphone (a)? Con ANC disattivato e codec AAC si raggiungono fino a 135 ore di riproduzione. Con ANC attivo l’autonomia scende a 75 ore (AAC) o 62 ore (LDAC). Il talk time con ANC spento arriva a 72 ore.
3. Nothing Headphone (a) supporta LDAC? Sì, Headphone (a) è compatibile con i codec AAC, SBC e LDAC, e ha la certificazione Hi-Res Audio. LDAC permette lo streaming audio a 24 bit/96 kHz senza cavi.
4. Qual è la differenza tra Nothing Headphone (a) e Headphone (1)? Headphone (a) è pensata per una fascia di prezzo più accessibile (159 euro contro i circa 299 di Headphone 1 al lancio). Introduce nuove colorazioni (Pink e Yellow), mantiene i controlli fisici del modello precedente e corregge i problemi di gestione dei bassi impegnativi presenti su Headphone (1). La struttura delle cuffie è rivista con materiali specifici per maggiore durabilità.
5. Nothing Headphone (a) funziona con iPhone? Sì, Headphone (a) è compatibile con iOS 13 e versioni successive tramite Bluetooth 5.4, con supporto al codec AAC. Alcune funzioni avanzate del Button sono però ottimizzate per smartphone Nothing con Android.
6. Quanto pesa Nothing Headphone (a)? Le cuffie pesano 310 grammi, a cui si aggiungono i 30 grammi della custodia morbida inclusa nella confezione.
7. Nothing Headphone (a) è resistente all’acqua? Sì, la certificazione IP52 garantisce protezione contro la polvere e gli spruzzi d’acqua. Non sono impermeabili per l’immersione, ma reggono la pioggia e il sudore senza problemi.
8. La modalità trasparenza di Nothing Headphone (a) funziona bene? La Transparency Mode di Headphone (a) funziona in modo naturale, con i tre microfoni che trasmettono i suoni ambientali senza quell’effetto metallico artificiale comune in molte cuffie di questa fascia. Si attiva con pressione prolungata sul Roller.
9. Cosa include la confezione di Nothing Headphone (a)? Nella scatola si trovano le cuffie, una custodia morbida per il trasporto, un cavo audio jack da 3,5 mm (1,2 m), un cavo USB-C per la ricarica e l’audio digitale (1,2 m) e una guida rapida.
10. Nothing Headphone (a) ha il sensore che mette in pausa quando si tolgono? No, Headphone (a) non dispone di sensore di prossimità. Le cuffie non rilevano automaticamente se vengono indossate o rimosse, quindi l’audio non si interrompe da solo quando le si toglie dalla testa. È una delle poche mancanze di un prodotto altrimenti ben concepito per la sua fascia di prezzo.