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Fino a ieri, Perplexity era il posto dove andavi se volevi evitare Google e ottenere una sintesi accurata. Oggi, con il lancio di Perplexity Computer, la musica è cambiata. Non più un software a cui fai una domanda, ma un lavoratore digitale generico a cui assegni un obiettivo.
È iniziata l’era del Digital Worker
La differenza fondamentale risiede nel concetto di esito (outcome) rispetto al prompt. In un chatbot tradizionale, il valore è nel dialogo. In Perplexity Computer, il dialogo è solo la miccia: una volta descritto il risultato finale che desideri — che sia un’app funzionante, un’analisi di mercato di 4.000 righe o la gestione di un’intera pipeline di contenuti — il sistema prende il comando e lavora in autonomia, a volte per ore, giorni o addirittura mesi.
Questo salto tecnologico sposta Perplexity dal settore degli strumenti di produttività a quello dell’automazione agentica. Mentre i concorrenti cercano di rendere i loro modelli più intelligenti, Perplexity ha costruito un sistema di coordinamento che permette a modelli diversi (come Claude, Gemini e GPT) di collaborare all’interno di un unico flusso di lavoro.
Come funzionano i 19 modelli di Perplexity Computer
Come funziona Perplexity Computer? Perplexity ha capito che nessun singolo modello eccelle in tutto: alcuni sono maghi del codice, altri sono investigatori nati per la ricerca web, altri ancora sono perfetti per la sintesi creativa. Non c’è quindi bisogno di un unico super-cervello, ma di un sofisticato sistema di orchestrazione multi-modello.
Quando inserisci una richiesta complessa, il Computer la scompone in sotto-task. A quel punto, assegna ogni compito al modello più adatto tra i 19 integrati nel sistema. Ad esempio:
- Gemini potrebbe essere incaricato della ricerca approfondita grazie alla sua finestra di contesto enorme.
- Claude 3.5 Sonnet potrebbe occuparsi della logica del codice.
- Modelli specializzati gestiscono la creazione di asset, fogli di calcolo o chiamate API.
A differenza delle sessioni usa e getta dei chatbot, questo sistema possiede una Persistent Memory. Ricorda le tue preferenze, lo stile aziendale, i progetti passati e le milestone raggiunte. Se interrompi un task che deve durare un mese (come il monitoraggio costante di un mercato), il Computer non dimentica dove era rimasto.
In fine, riescce a superare uno dei limiti storici dell’AI, ovvero l’incapacità di “toccare” i file. Perplexity Computer risolve questo problema fornendo a ogni sessione una Personal Cloud Sandbox. Si tratta di un ambiente di calcolo isolato e sicuro dove l’AI ha accesso a un vero file system e a un browser reale. Può scaricare dati, manipolare CSV, scrivere file Python, eseguirli, correggere gli errori di runtime e infine consegnarti il pacchetto finito.
Dal Vibe Coding alle analisi massive
Per capire la potenza di Perplexity Computer, bisogna guardare oltre la semplice generazione di testo. I primi test interni e le implementazioni per gli utenti Perplexity Max hanno mostrato scenari che prima richiedevano intere settimane di lavoro umano.
Ad esempio, ti basterà descrivere l’app che desideri: “Voglio una dashboard interna che tiri fuori i dati di vendita da Salesforce, li incroci con i trend di Google e crei un grafico interattivo”. Il Computer effettua la ricerca sulle API, scrive il codice, crea l’interfaccia (spesso usando framework moderni come React o Streamlit) e ti fornisce il link dell’app funzionante o il pacchetto da deployare.
Immagina di dover mappare ogni competitor in un settore di nicchia, estraendo dati finanziari, recensioni degli utenti e caratteristiche dei prodotti. Perplexity Computer può generare fogli di calcolo da migliaia di righe lavorando in background (Asynchronous Execution). Mentre tu dormi, lui naviga su centinaia di siti, valida le informazioni e popola il file, citando ogni singola fonte.
Grazie alla connessione con strumenti come Gmail, Outlook, GitHub, Slack e Salesforce, il Computer può agire come un vero assistente operativo. Può monitorare la tua posta per scadenze imminenti, riassumere i thread di Slack più importanti della giornata o preparare briefing mattutini basati sui tuoi file archiviati in Notion o Google Drive.
Quanto costa Perplexity Computer
Un sistema che fa girare 19 modelli contemporaneamente ha costi di calcolo enormi. Per questo motivo, Perplexity ha introdotto con Computer un nuovo modello di business che si discosta dal classico abbonamento flat.
- Perplexity Max: È il tier premium (lanciato a circa 200 dollari al mese o tramite piani enterprise) che sblocca l’accesso completo a queste capacità agentiche.
- Sistema a Crediti: Invece di un utilizzo illimitato, le operazioni complesse del Computer consumano crediti. Questo riflette il costo reale dell’energia e dell’hardware necessario per far lavorare l’IA per ore o giorni di fila.
Far entrare un’IA nei propri file e account è un passo delicato. Perplexity ha costruito Computer seguendo standard di sicurezza rigorosi. Ogni task gira in un ambiente isolato, garantendo che i dati di un cliente non inquinino mai i modelli o le sessioni di altri. Inoltre, l’utente ha il pieno controllo: può visualizzare, modificare o eliminare ogni voce della memoria persistente in qualsiasi momento.
Riflessioni finali
Perplexity ha deciso di fare un forte riferimento storico: nel 1757 il matematico Alexis Clairaut impiegò due “computer”, apprendisti incaricati di calcoli complessi, per perfezionare la previsione del perielio della cometa di Halley. Lavorando per mesi, riuscirono a prevederne il passaggio con un’accuratezza di due giorni. La parola si è evoluta assumendo significati sempre più complessi, ma il principio resta invariato: divisione autonoma del lavoro complesso con l’accuratezza come necessità centrale.
Con Perplexity Computer, siamo indubbiamente passati dalla conoscenza alla competenza. Non è più importante quanto l’IA sappia, ma quanto sia capace di fare. Questo strumento segna il tramonto definitivo della ricerca intesa come elenco di link e l’inizio di una nuova era in cui l’interfaccia tra noi e il web è un agente intelligente, autonomo e instancabile.
Il rischio? Una dipendenza sempre maggiore da questi orchestratori. Ma il vantaggio in termini di produttività è talmente vasto che ignorarlo sarebbe come aver ignorato l’arrivo dei fogli di calcolo negli anni ’80. Perplexity ha appena ridefinito cosa intendiamo quando diciamo usare il computer.