Samsung conferma: la S Pen rimarrà nei prossimi flagship (mistergadget.tech)
Samsung rassicura: la S Pen resterà nei Galaxy S Ultra e verrà migliorata con una nuova tecnologia e possibile supporto USI 2.0.
Dopo anni di voci, piccoli passi indietro e qualche scelta controversa, arriva una conferma ufficiale: la S Pen continuerà a far parte del futuro Galaxy. A chiarirlo è stato Won-Joon Choi, Chief Operating Officer della divisione Mobile Experience di Samsung, in un’intervista rilasciata a Bloomberg.
Il messaggio è netto. Il pennino non è un accessorio residuale, ma una tecnologia core dell’ecosistema Galaxy. E non solo resterà, ma verrà migliorato attraverso una nuova architettura tecnica che dovrebbe ridurre i compromessi finora necessari per integrarlo all’interno dello smartphone.
Dopo il Bluetooth rimosso, serviva una rassicurazione
Negli ultimi anni la S Pen ha attraversato una fase di ridimensionamento. Con Galaxy S25 Ultra è stato eliminato il Bluetooth, tagliando alcune funzioni avanzate come i controlli remoti via Air Actions. Con Galaxy S26 Ultra il design asimmetrico dello slot ha sollevato perplessità sull’ergonomia e sulla centralità del pennino nel progetto complessivo.
In questo contesto, la dichiarazione di Samsung assume un peso specifico importante. Non si tratta di una sopravvivenza per inerzia, ma della promessa di una nuova fase evolutiva.
Nuova tecnologia, nuova struttura del display
Secondo quanto dichiarato, Samsung starebbe lavorando a una tecnologia che richiederà una diversa struttura del display. Questo è il passaggio più interessante. Integrare un digitalizzatore per lo stilo sotto un pannello OLED comporta vincoli tecnici rilevanti: spessore, interferenze magnetiche, compatibilità con ricarica wireless e dissipazione. Una revisione dell’architettura potrebbe consentire maggiore precisione, minori interferenze e forse una migliore integrazione con le altre componenti interne.
Non sono stati forniti dettagli concreti, ma il fatto che si parli di riprogettazione del display suggerisce un intervento strutturale e non un semplice aggiornamento incrementale.
In arrivo lo standard USI 2.0?
Tra le ipotesi più accreditate c’è l’adozione dello standard USI 2.0 (Universal Stylus Initiative), già compatibile con display in-cell e capace di offrire funzionalità avanzate come:
- 4.096 livelli di pressione
- riconoscimento dell’inclinazione
- gestione di una palette fino a 16 milioni di colori
- ricarica wireless tramite NFC
Un eventuale passaggio a USI 2.0 potrebbe anche aiutare a risolvere un nodo tecnico cruciale: la convivenza tra digitalizzatore della S Pen e magneti necessari per la ricarica Qi2. Le interferenze magnetiche sono uno dei motivi per cui Samsung ha finora evitato alcune implementazioni adottate da altri brand.
Se il nuovo sistema riuscisse a integrare pienamente ricarica magnetica e stilo senza compromessi, l’esperienza utente ne uscirebbe rafforzata.
La S Pen come eredità Galaxy Note
La S Pen non è un semplice accessorio. È l’eredità diretta della filosofia introdotta con la serie Galaxy Note, confluita poi nella linea Galaxy S Ultra. Rappresenta un elemento identitario che differenzia Samsung nel segmento premium.
In un mercato dove gli smartphone tendono a uniformarsi per design e funzionalità, mantenere – e potenziare – uno strumento di produttività avanzata significa presidiare una nicchia strategica fatta di professionisti, creativi e power user.
Resta da capire se Samsung ripristinerà anche il Bluetooth e le funzioni remote o se la nuova generazione punterà esclusivamente su precisione e integrazione hardware. Ma una cosa è chiara: la S Pen non è destinata a sparire. Anzi, la prossima fase potrebbe segnare un ritorno di centralità dopo qualche anno di transizione.