Chi è Grace Ashcroft? Tutto sulla nuova protagonista di Resident Evil Requiem e il suo legame con il passato (mistergadget.tech)
Dal ritorno di un cognome storico della saga alle origini del virus Elpis: ecco l’identikit della rookie che affiancherà Leon S. Kennedy nel nono capitolo.
Dopo l’eclatante annuncio ai Game Awards 2025, dove Capcom ha confermato che l’iconico Leon S. Kennedy sarà il secondo personaggio giocabile di Resident Evil Requiem, l’attenzione dei fan si è riversata su un volto nuovo (ma non troppo): Grace Ashcroft. Sebbene sia al suo debutto assoluto come protagonista, il suo nome affonda le radici nel lorepiù profondo della saga, recuperando fili narrativi rimasti in sospeso per oltre vent’anni.
Indice
Una figlia d’arte: il legame con Resident Evil Outbreak
Se il cognome “Ashcroft” vi ha fatto sobbalzare, siete probabilmente dei veterani della serie. Grace Ashcroft è infatti la figlia di Alyssa Ashcroft, la celebre giornalista d’inchiesta apparsa nei capitoli spin-off Resident Evil Outbreak (2004) e Outbreak File 2 (2005).
Alyssa era il prototipo della donna d’acciaio: tenace, ambiziosa e disposta a tutto pur di smascherare i crimini della Umbrella Corporation. Già nel 1993 indagava per conto del Raccoon Press sulle attività illecite del colosso farmaceutico. Tuttavia, la sua determinazione le è costata la vita: Alyssa è stata assassinata otto anni prima degli eventi di Requiem da un misterioso “uomo incappucciato” che voleva metterla a tacere per sempre.
Questo tragico evento è la molla che spinge Grace, ora analista tecnica del FBI, a tornare sul luogo del delitto: il sinistro Hotel Wrenwood. L’hotel non è solo la scena di un crimine irrisolto, ma il centro di una nuova scia di omicidi rituali legati a un’arma biologica mai vista prima.
Grace e Leon: due generazioni a confronto
In questo nuovo capitolo, Grace Ashcroft incarna la figura della “rookie” allo sbaraglio, richiamando prepotentemente il debutto di Leon S. Kennedy nel 1998. Mentre Leon è ormai un agente veterano, calmo e letale, Grace è inesperta sul campo, vulnerabile e visibilmente terrorizzata dall’orrore brutale in cui viene scaraventata.
Il legame tra i due non è di sangue, ma di necessità: Leon agisce come mentore e protettore di Grace, guidandola in un’indagine che metterà a dura prova la sua sanità mentale. I trailer hanno mostrato una Grace molto provata: transpirante, urlante e spesso in balia degli eventi (come nella sequenza del letto d’ospedale), eppure dotata di un coraggio inaspettato che emerge nei momenti più bui. La presenza di allucinazioni in cui Grace vede la madre defunta suggerisce che il trauma psicologico giocherà un ruolo fondamentale nel gameplay horror a lei dedicato.
L’ossessione di Victor Gideon e il mistero di Elpis
Il principale antagonista di Grace sembra essere Victor Gideon, un ex ricercatore della Umbrella Corporation che ha sviluppato un’ossessione malsana per la giovane analista. Gideon non si limita a braccarla, ma la considera la chiave di volta per il suo piano folle.
In uno dei teaser più significativi, Gideon pronuncia una frase emblematica: “Grazie a voi, Elpis può finalmente essere liberata”. Questo suggerisce che Grace non sia solo una testimone scomoda, ma un elemento indispensabile per la sintesi o il rilascio del virus Elpis, la nuova minaccia biologica di questo capitolo. Resta da capire se il legame sia di natura genetica — ereditato forse dalle ricerche della madre — o se Grace sia stata inconsapevolmente infettata durante la sua permanenza all’Hotel Wrenwood.
Due stili di gioco opposti: Action vs Survival Horror
Capcom ha strutturato Resident Evil Requiem per offrire il meglio dei due mondi:
- Il lato Leon: Un gameplay d’azione fluido, adrenalinico e focalizzato sul combattimento, per chi ama sentirsi una macchina da guerra.
- Il lato Grace: Un’esperienza survival horror allo stato puro, dove la fragilità della protagonista rende ogni scontro un potenziale game over e la tensione è costante e viscerale.
Nonostante la sua apparente debolezza iniziale, la crescita di Grace promette di essere uno dei pilastri della narrazione, trasformandola da vittima sacrificale a eroina capace di affrontare i propri demoni (e quelli di Raccoon City).