I podcast superano la radio AM/FM negli USA (mistergadget.tech)
Nel 2025 il 40% degli americani ascolta podcast contro il 39% della radio AM/FM. È il primo sorpasso storico secondo Edison Research.
È un sorpasso minimo, appena un punto percentuale, ma il significato è enorme. Per la prima volta nella storia, l’ascolto dei podcast negli Stati Uniti ha superato quello della radio AM/FM tradizionale. Secondo i dati più recenti di Edison Research, a fine 2025 il 40% degli americani dai 13 anni in su ha dichiarato di ascoltare podcast, contro il 39% che segue la radio lineare.
La differenza è sottile sul piano numerico, ma rappresenta un cambio di paradigma culturale che si è costruito lentamente nell’ultimo decennio.
Dieci anni di trasformazione dell’audio parlato
Nel 2015 il quadro era completamente diverso. Il 75% degli intervistati ascoltava radio AM/FM, mentre appena il 10% dichiarava di seguire podcast. La distanza era abissale e il podcasting era ancora percepito come un formato di nicchia, spesso legato a pochi titoli iconici come Serial o a produzioni indipendenti.
Oggi il panorama è ribaltato. La radio tradizionale ha registrato un calo costante, mentre i podcast hanno visto una crescita progressiva e strutturale, sostenuta dalla diffusione degli smartphone, delle piattaforme di streaming e dei social media. Non è solo una questione di tecnologia, ma di abitudini: l’audio parlato non è più vincolato a una frequenza o a un palinsesto, ma è disponibile on demand, personalizzato e frammentabile.
Edison Research parla apertamente di una trasformazione radicale del consumo di “spoken-word audio”, che oggi passa attraverso piattaforme, dispositivi e servizi molto diversi rispetto al passato.
Perché i podcast hanno vinto (almeno per ora)
Il successo dei podcast si spiega con tre fattori chiave: libertà di produzione, libertà di fruizione e verticalità dei contenuti. Oggi esiste un podcast praticamente per ogni nicchia: news quotidiane, true crime, approfondimenti politici, interviste a celebrità, finanza personale, tecnologia, sport, cultura pop. L’utente sceglie cosa ascoltare, quando ascoltarlo e su quale dispositivo.
La radio tradizionale resta forte in ambito automobilistico e locale, ma sconta la rigidità del palinsesto e una minore personalizzazione. Il podcast, al contrario, è costruito sull’idea di community e fidelizzazione, spesso attorno a una singola voce riconoscibile.
L’influenza culturale e politica
Negli ultimi anni i podcast non hanno solo aumentato gli ascolti, ma anche il loro peso nel dibattito pubblico. Un esempio emblematico è quello di Joe Rogan, il cui podcast The Joe Rogan Experience è tra i più seguiti negli Stati Uniti. Durante la campagna presidenziale del 2024, Rogan ha espresso il proprio endorsement alla vigilia del voto, e un sondaggio post-elettorale di Harvard CAPS / Harris Poll ha rilevato che una quota significativa degli elettori era a conoscenza dell’endorsement e che una parte di loro ne è stata influenzata.
Questo dato evidenzia un punto cruciale: i podcast non sono più solo intrattenimento o approfondimento tematico, ma veri e propri hub di opinione capaci di incidere sulla percezione pubblica.
Un sorpasso simbolico, non una fine
Non si può parlare di “morte della radio”. Il 39% di ascolto resta un dato enorme e la radio continua a essere centrale in molti contesti, soprattutto in mobilità. Tuttavia, il sorpasso dei podcast rappresenta una soglia simbolica che certifica il cambiamento generazionale nel modo di consumare audio parlato.
Il dato dell’1% non va letto come un trionfo definitivo, ma come la fotografia di una transizione già in atto da anni. La vera differenza non è nella percentuale, ma nella traiettoria: la radio è in discesa, i podcast continuano a crescere.
A proposito di podcast, vi ricordiamo che il nostro podcast, Mister Gadget Daily, è sempre attivo. Lo trovate da questo link.