Leon S. Kennedy: l'icona di Resident Evil tra passato, presente e il futuro di Requiem (mistergadget.tech)
Dalla disastrosa prima notte a Raccoon City fino alla minaccia del virus Elpis: ripercorriamo la carriera del sopravvissuto più amato della saga.
È indubbiamente il personaggio più apprezzato, carismatico e “stiloso” dell’intero universo di Capcom: parliamo di Leon Scott Kennedy. Ma quanto ne sapete davvero della sua evoluzione e del ruolo cruciale che ricopre nel nuovissimo Resident Evil Requiem?
L’annuncio del suo ritorno nel nono capitolo della saga ha scatenato un vero terremoto sui social. Migliaia di post su X hanno celebrato il suo “comeback” ufficiale, confermando che Leon non è solo un protagonista, ma un simbolo. Leon incarna la calma nel cuore della tempesta: è l’eroe perfetto per un survival horror, capace di unire coraggio, abilità tattica e una tempra d’acciaio. Tuttavia, non è sempre stato l’agente infallibile che conosciamo oggi; la sua è una crescita che i fan hanno seguito per quasi trent’anni, da poliziotto alle prime armi ad agente d’élite leggendario.
Indice
Il debutto: l’incubo di Raccoon City
La prima volta che abbiamo incontrato Leon S. Kennedy è stata nel leggendario Resident Evil 2 (originale del 1998 e remake del 2019). In questo episodio, Leon condivide la scena con Claire Redfield, una studentessa alla ricerca del fratello Chris (protagonista del primo capitolo).
Il giovane Leon, a soli 21 anni, decide di unirsi al R.P.D. (Raccoon City Police Department) spinto da un forte senso di giustizia e dalla curiosità verso gli strani omicidi avvenuti sui monti Arklay. Purtroppo per lui, il suo primo giorno di lavoro coincide con l’apocalisse: l’intera città viene travolta dal Virus T creato dalla Umbrella Corporation. Quella notte trasforma il rookie ingenuo in un sopravvissuto determinato, segnando l’inizio di una lotta personale contro il bioterrorismo che durerà decenni.
Resident Evil 4: la consacrazione come agente d’élite
In Resident Evil 4 (sia nel classico del 2005 che nel superbo remake del 2023), Leon torna come protagonista assoluto. Sono passati sei anni dagli eventi di Raccoon City: ora ha 27 anni e non è più un semplice poliziotto, ma un agente d’élite dei servizi segreti statunitensi, addestrato duramente sotto la supervisione del governo.
Viene inviato in un remoto villaggio della Spagna per una missione ad altissimo rischio: salvare Ashley Graham, la figlia del Presidente degli Stati Uniti, rapita dalla setta dei “Los Iluminados”. Qui Leon affronta una minaccia diversa dagli zombie classici: il parassita Las Plagas, capace di mantenere l’intelligenza degli ospiti rendendoli feroci e coordinati. RE4 consolida Leon come il “genio della sopravvivenza”, capace di gestire situazioni impossibili con un mix di acrobazie, mira millimetrica e una discreta dose di sarcasmo.
Resident Evil 6: il veterano stoico
Leon sembra trovarsi a suo agio con i numeri pari. In Resident Evil 6, all’età di 36 anni, lo ritroviamo come veterano della D.S.O. (Division of Security Operations). In questo capitolo corale, Leon deve affrontare una crisi globale causata dal Virus C.
La sua missione inizia con una tragedia: è costretto a uccidere il Presidente Adam Benford, suo amico personale, trasformato in zombie durante l’attentato di Tall Oaks. Affiancato dall’agente Helena Harper, Leon mostra un lato molto più cupo e stoico, consapevole che il mondo non sarà mai davvero al sicuro finché esisteranno armi biologiche.
Resident Evil Requiem: un ritorno tra le ombre e il virus Elpis
L’annuncio ai Game Awards 2025 ha confermato le teorie più audaci: Leon è il co-protagonista di Resident Evil Requiem (RE9), disponibile dal 27 febbraio 2026. In questo nuovo incubo, Leon ha 49 anni e vanta quasi tre decenni di esperienza sul campo. Tuttavia, il tempo ha chiesto il suo tributo: Leon non è al massimo della forma ed è stato contaminato dal misterioso virus Elpis (termine greco che significa “speranza”).
In questo nono capitolo, Leon collabora con Grace Ashcroft, un’analista tecnica dell’FBI. Il contrasto tra i due è netto e rappresenta il cuore dell’esperienza di gioco:
- Leon rappresenta la stoicità e l’abitudine all’orrore (tanto che il regista Koshi Nakanishi lo definisce quasi “troppo forte” per la pura paura).
- Grace incarna la vulnerabilità e lo shock di chi vede l’orrore per la prima volta.
Il regista ha paragonato l’alternanza tra i due personaggi come il passaggio da una sauna bollente a un bagno ghiacciato, un ritmo unico che promette di ridefinire il concetto di tensione nel genere.
Non solo videogiochi: l’universo cross-mediale
Oltre alla saga principale e agli spin-off (come The Umbrella Chronicles o Operation Raccoon City), Leon è la star indiscussa dei film in CGI prodotti da Capcom. Se volete approfondire la sua storia tra un gioco e l’altro, non potete perdere:
- Resident Evil: Degeneration: dove ritrova Claire Redfield in un aeroporto infestato.
- Resident Evil: Damnation: Leon nel mezzo di una guerra civile in Europa dell’Est.
- Resident Evil: Vendetta e il recente Death Island: dove finalmente lo vediamo combattere fianco a fianco con l’intero “dream team” (Chris, Jill, Rebecca e Claire).
Leon S. Kennedy non è solo un sopravvissuto; è l’anima resiliente di un mondo che si ostina a non voler morire.