La magia dei quattro colori - Mistergadget.tech
Siamo onesti: guardiamo il telecomando e il nostro pollice si muove in un triangolo di Bermuda composto da volume, canali e il tasto “Home”.
Tutto il resto è un deserto di plastica gommosa che accumula polvere. Eppure, incastonati tra numeri e simboli astrusi, ci sono pulsanti che non sono lì per decorazione, ma per gestire un’architettura software che le aziende pagano fior fior di licenze per offrirvi. Ignorarli non è risparmio di tempo, è uno spreco di potenziale tecnologico già pagato.
La magia dei quattro colori
I tasti Rosso, Verde, Giallo e Blu. Sembrano un retaggio dei giochi per bambini, ma sono le chiavi d’accesso allo standard HbbTV (Hybrid Broadcast Broadband TV). Se la vostra TV è connessa a internet, premere il tasto rosso mentre siete su un canale nazionale non serve a “colorare” lo schermo, ma a lanciare applicazioni sovrapposte al segnale lineare.
È qui che si apre il mondo gratis: potete far ripartire un film dall’inizio (Restart), accedere a intere library di contenuti on-demand che non passano per le app principali o consultare statistiche sportive in tempo reale durante una partita. È la fusione tra l’etere e il web, senza dover uscire dal canale che state guardando.
Il tasto “Input” (o “Source”) e la sua vita segreta
Spesso identificato da un rettangolo con una freccia, il tasto Input è considerato solo il commutatore per passare alla PlayStation. Ma c’è un’intuizione non ortodossa che molti ignorano: il “Cast” passivo. Molte TV moderne appaiono come destinazioni di rete solo quando quel menu è attivo o configurato correttamente.
Se premete quel tasto e navigate nelle impostazioni di condivisione, scoprirete che potete proiettare lo schermo del PC o dello smartphone (via Miracast o AirPlay) trasformando il televisore in un enorme monitor per le videochiamate o per sfogliare album fotografici in alta risoluzione. Un dettaglio laterale e quasi poetico? Negli anni ’90, il tasto “Source” serviva principalmente a passare dal sintonizzatore interno al videoregistratore, un passaggio fisico che oggi è diventato un salto quantico tra server situati a migliaia di chilometri di distanza.
I tasti “AD/SUBT” e l’audio alternativo
Accanto ai sottotitoli (SUBT), troverete spesso il tasto AD (Audio Description) o semplicemente un tasto per le tracce audio. Non è solo per i non vedenti. È lo strumento perfetto per chi sta imparando una lingua straniera: passare alla lingua originale con un click, senza entrare in tre sotto-menu di sistema, trasforma un banale film in una lezione gratuita di fonetica.
C’è poi una funzione “fantasma” in molti telecomandi moderni: la pressione prolungata. Tenere premuto il tasto “0” o il tasto “Impostazioni” spesso apre menu di servizio o scorciatoie personalizzabili (Quick Access). Potete assegnare a ogni numero del tastierino un’app diversa, trasformando il telecomando in un pannello di controllo rapido dove “1” è Netflix e “2” è YouTube, eliminando la frustrazione di navigare tra icone lente a caricare.