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Quanti di noi ricordano quando Facebook era solo una bacheca di foto sgranate e Instagram un diario di filtri color seppia? Sembra un’era geologica fa, eppure è la memoria di un mondo che non esiste più. Oggi persino le icone sono cambiate, mostrando un’evoluzione al passo coi tempi che forse sono proprio le novità inotrodotte da Meta a dettare.
Il tuo prossimo sorriso, il tuo prossimo acquisto, la tua prossima passione, potrebbero non essere del tutto una tua scelta. Mark Zuckerberg con il suo prodotto, nato in una piccola camera di uno studentato, sta trasformando i nostri ricordi sociali nel carburante per la più grande rivoluzione tecnologica del decennio: quella dove l’AI smette di essere un software e diventa il tessuto stesso della nostra realtà quotidiana.
Perché Facebook e Instagram non sono più gli stessi
Fino a poco tempo fa, i social media erano basati sul concetto di grafo sociale: vedevi quello che i tuoi amici decidevano di condividere. Oggi, quel modello è ufficialmente in pensione. Meta ha virato prepotentemente verso il motore di scoperta, un sistema dove l’intelligenza artificiale (basata sul modello Llama) decide cosa mostrarti non in base a chi segui, ma in base a cosa ti cattura lo sguardo.
Questa evoluzione ha trasformato Instagram in una piattaforma video-centrica dove i Reels dominano la scena. L’AI di Meta non si limita a leggere i tag, ma guarda letteralmente i video insieme a te. Grazie alle tecnologie a sua disposizione, riesce a capire l’umore di un contenuto, lo stile estetico e persino la qualità della produzione. Se ti fermi a guardare un video di falegnameria, l’AI capisce se ti interessa il design, il fai-da-te o semplicemente il suono del legno, e adatta il tuo feed di conseguenza in millisecondi.
Facebook, d’altro canto, sta vivendo una metamorfosi verso le Community Intelligenti. I Gruppi non sono più semplici bacheche, ma spazi dove l’AI suggerisce discussioni, riassume i post più lunghi e aiuta a connettere persone con interessi di nicchia quasi introvabili. Zuckerberg ha capito che per battere la concorrenza non serviva copiare funzioni, ma rendere le proprie app più intelligenti di quelle degli altri.
La partnership con NVIDIA
Ma come fa Meta a gestire miliardi di video, traduzioni in tempo reale e suggerimenti istantanei per miliardi di utenti contemporaneamente? La risposta è nel silicio.
I nostri processori Grace hanno dimostrato di poter consumare metà dell’energia per alcune operazioni comuni, come la gestione di database, con ulteriori miglioramenti attesi per la prossima generazione, Vera. In pratica, questo percorso li rende CPU ideali esclusivamente per data center impegnati in operazioni di elaborazione dati ad alta intensità. Meta ha già avuto l’opportunità di testare Vera su alcuni carichi di lavoro, e i risultati sono molto promettenti.
Ian Buck di NVIDIA
L’intesa strategica tra NVIDIA e Meta si focalizza sull’implementazione indipendente dei processori Grace e Vera. Queste unità di calcolo, lanciate da NVIDIA nel 2023, sono state progettate per lavorare in sinergia con i chip dedicati all’intelligenza artificiale, sfruttando l’architettura tecnologica di ARM Holdings.
Grazie a questa collaborazione, l’obiettivo di NVIDIA è duplice: da un lato, potenziare l’infrastruttura necessaria per far girare i nuovi agenti AI di Meta. Dall’altro, consolidare la propria presenza in ambiti operativi più consolidati, migliorando l’efficienza in attività sistemistiche cruciali come l’amministrazione e l’ottimizzazione dei database.
I meta-occhiali sono il nuovo smartphone?
L’ultima grande frontiera della novità Meta riguarda il come tutte le tecnologie e le innovazioni verranno impiegate. Zuckerberg è convinto che il futuro non sarà più racchiuso in un pezzo di vetro rettangolare che teniamo in mano (lo smartphone), ma in ciò che indossiamo sul viso.
Il successo dei Ray-Ban Meta ha dimostrato che la gente vuole scattare foto, girare video e interagire con l’assistente vocale in modo naturale. Questi occhiali sono il punto di incontro perfetto: puoi fare una diretta su Instagram mostrando esattamente ciò che vedono i tuoi occhi, senza mani. Ma la vera rivoluzione social arriverà con gli occhiali a Realtà Aumentata (AR) completa.
Immagina di camminare per strada e vedere le recensioni dei tuoi amici fluttuare sopra un ristorante, o di partecipare a una chiamata di gruppo su Messenger dove gli avatar dei tuoi amici sono seduti fisicamente accanto a te nel tuo salotto. Questa è la visione di socialità aumentata su cui Meta sta investendo miliardi. Senza fuggire alla realtà, ma sovrapponendo il mondo digitale a quello fisico.
I social di Meta: Threads e Vibes
Impossibile non menzionare tra le ultime novità di Meta i due nuovi social, lanciati a distanza di un’anno l’uno dall’altro. Meta Vibes, che rappresenta il primo social network interamente dedicato ai video generati dall’intelligenza artificiale. Incorporato nella su applicazione principale Meta AI, è una sorta di mini social network. Al centro, un feed dove ogni video nasce da semplici prompt testuali, combinati se si vuole con immagini e persino input musicali.
Threads, dall’altra parte, che ha registrato dieci milioni di abbonati nelle prime sette ore dopo il lancio. Meta lavorava da mesi al piano di lancio della piattaforma, con nome in codice Project 92, ma ha cominciato il conto alla rovescia per Threads solo dopo aver visto in difficoltà la rivale X. Più popolare tra i giovani adulti, con la fascia d’età 18-24 che rappresenta la maggioranza degli utenti (di cui gran parte donne), è innegabile sia quasi incatenata alla popolarità di Instagram. Post limitati a 500 caratteri, possono includere link, foto e video lunghi fino a cinque minuti. Un’idea nasce su Threads, viene visualizzata in AR, diventa un Reel su Instagram e finisce per alimentare una discussione su un gruppo Facebook. Tutto connesso, tutto assistito dall’AI.
La novità di Meta ci fanno riflettere
Le novità di Meta ci dicono una cosa chiara: il tempo dei social media passivi è finito. Siamo entrati nell’era dell’iper-personalizzazione e dell’intelligenza onnipresente. Facebook e Instagram stanno diventando molto più che semplici app. Sono interfacce attraverso cui l’AI di Meta ci aiuta a scoprire il mondo e a connetterci con gli altri.
La sfida sarà mantenere l’equilibrio tra l’efficienza degli algoritmi e l’autenticità dei rapporti umani. Ma una cosa è certa: grazie alla spinta tecnologica di NVIDIA e alla visione di Zuckerberg, il modo in cui viviamo la nostra vita digitale sta cambiando più velocemente di quanto avessimo mai immaginato.