Google, AirDrop arriva sui Pixel 9 (mistergadget.tech)
Google amplia la compatibilità con AirDrop ai Pixel 9, Pixel 9 Pro e Pro Fold. Escluso il Pixel 9a. Ecco come funziona la condivisione tra Android e Apple.
Google continua a lavorare sull’interoperabilità tra Android e iOS e compie un passo ulteriore nella direzione più attesa dagli utenti: la condivisione diretta dei file tra Pixel e dispositivi Apple. Dopo aver introdotto alla fine dello scorso anno una forma di compatibilità con AirDrop sulla serie Pixel 10, l’azienda ha ora esteso la funzione anche alla gamma Pixel 9. Con una sola eccezione: Pixel 9a.
In concreto, i modelli Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL e Pixel 9 Pro Fold possono ora inviare e ricevere file con iPhone, iPad e Mac sfruttando una combinazione tra AirDrop lato Apple e Quick Share lato Android. L’obiettivo è chiaro: ridurre le barriere tra ecosistemi senza costringere gli utenti a ricorrere a servizi cloud o applicazioni di terze parti.
Come funziona la condivisione tra Pixel 9 e dispositivi Apple
Dal punto di vista pratico, l’esperienza è relativamente semplice. Sul dispositivo Apple è necessario impostare AirDrop come visibile a tutti, anche solo temporaneamente. Sul Pixel, invece, bisogna rendere il dispositivo rilevabile tramite Quick Share.
Una volta che entrambi sono visibili, il trasferimento avviene in modo diretto: il destinatario accetta la richiesta e il file viene inviato senza passaggi intermedi. Niente upload su Drive, niente link, niente cavi. È una modalità di scambio locale che sfrutta le tecnologie wireless disponibili sui due sistemi.
Non si tratta di un’integrazione ufficiale tra i due ecosistemi, ma di una compatibilità che di fatto permette ai Pixel di dialogare con AirDrop in maniera trasparente per l’utente.
Pixel 9a escluso, per ora
L’unico modello escluso dalla novità è Pixel 9a. Chi utilizza questo smartphone dovrà continuare ad affidarsi a Bluetooth, Quick Share verso altri dispositivi Android o metodi più tradizionali di trasferimento file.
Da Google, attraverso il responsabile comunicazione Alex Moriconi, è arrivata una risposta prudente: l’azienda sta lavorando per migliorare l’esperienza e valuterà un’estensione futura ad altri dispositivi Android. Nessuna promessa esplicita per il 9a, ma nemmeno una chiusura definitiva.
L’esclusione potrebbe essere legata a differenze hardware o a una questione di priorità nella distribuzione della funzione, ma al momento non sono stati forniti dettagli tecnici ufficiali.
Perché questa mossa è significativa
Il dato più interessante non è tanto l’estensione ai Pixel 9, quanto il fatto che la compatibilità continui a esistere e ad ampliarsi. Molti osservatori si aspettavano una reazione più netta da parte di Apple, magari con un blocco lato iOS di qualsiasi interazione non prevista con AirDrop.
Invece la funzione non solo è rimasta attiva, ma si è estesa a una generazione precedente di dispositivi Pixel. Questo lascia intendere una convivenza più stabile del previsto tra due sistemi di condivisione nati in ambienti chiusi e distinti.
In un contesto in cui le normative europee spingono sempre più verso l’interoperabilità tra piattaforme, questa apertura potrebbe essere letta anche come un segnale dei tempi. Gli utenti chiedono semplicità: scattare una foto con un Pixel e inviarla al Mac di un collega dovrebbe essere un’operazione immediata, non un percorso a ostacoli.
Un passo verso un ecosistema meno frammentato
La condivisione rapida dei file è uno dei pilastri dell’esperienza mobile moderna. Per anni AirDrop è stato uno dei vantaggi più evidenti dell’ecosistema Apple. L’estensione di una compatibilità pratica ai Pixel 9 riduce quel divario, almeno per chi utilizza uno smartphone Google.
Resta da capire se la funzione verrà ulteriormente ampliata e se coinvolgerà altri dispositivi Android in modo nativo. Per ora, il messaggio è chiaro: la separazione netta tra mondi sta diventando meno rigida.