La custodia dei HUAWEI FreeBuds Pro 5 con cerniera nascosta: gli auricolari sporgono quel tanto che basta per prenderli senza ginnastica (mistergadget.tech)
Mettetevi in testa questa scena: siete seduti al Gate C14 di qualsiasi aeroporto europeo, l’imbarco è in ritardo, accanto a voi un bambino di quattro anni sta collaudando i suoi polmoni con determinazione scientifica, e dall’altoparlante una voce metallica annuncia qualcosa che non si capisce. Poi infílate in un orecchio un FreeBuds Pro 5 di Huawei e premete un secondo sull’auricolare. E non sentite più niente.
Non “senti meno”. Non “il rumore si attenua un po’”. Proprio non sentite più niente.
È questo il momento in cui capite di avere tra le mani qualcosa di non ordinario. Huawei con i FreeBuds Pro 5 ha fatto esattamente quello che ci si aspetta da un’azienda che negli ultimi anni si è giocata tutto sull’audio di alta qualità: ha preso un prodotto già eccellente, il FreeBuds Pro 4, e lo ha migliorato su ogni fronte che contava. Il risultato è un paio di auricolari true wireless che nel 2025 si contendono senza complessi il primato della categoria.
Il prezzo di listino è di 199 euro, collocando i FreeBuds Pro 5 nel segmento premium del mercato TWS. Giusto tenerlo a mente, perché a quella cifra le aspettative devono essere alte. Spoiler: reggono.
+ Audio Lossless
+ Qualità chiamate eccezionale
+ Autonomia fino a 9 ore
+ Certificazione IP57 auricolari
+ Certificazione IP54 custodia
– Prezzo elevato
Indice
- Design e ergonomia: piccole cose che fanno la differenza
- Controlli: tap e pizzicotti convivono
- Qualità audio: qui Huawei gioca davvero in Serie A
- Cancellazione del rumore: il vero salto generazionale
- Qualità delle chiamate: un ufficio portatile
- Batteria e autonomia
- Che faccio, lo compro?
- FAQ — 10 domande e risposte su Huawei FreeBuds Pro 5
Design e ergonomia: piccole cose che fanno la differenza
Chi ha posseduto i FreeBuds Pro 3 o Pro 4 troverà i Pro 5 familiari a prima vista. Il design della “barretta” — l’astina che penzola dall’orecchio — è rimasto riconoscibile, con la caratteristica ovale diamantata che incorpora sia il logo HUAWEI SOUND che funziona da indicatore luminoso di stato. Quattro colori disponibili: Sand (il tono caldo dorato, che è anche il colore principale della linea), Grigio, Bianco e Blu in pelle vegana.
Ma il cambiamento più apprezzabile, quello che in sede di test ha fatto dire “finalmente”, riguarda la custodia. Gli auricolari sporgono leggermente di più rispetto al bordo del case, il che significa che riuscite a prenderli senza quella piccola gimnostica delle dita a cui la generazione precedente ci aveva abituati.
Sembra un dettaglio trascurabile, ma quando vi capita di estrarre gli auricolari con una mano sola o con i guanti, la differenza si sente. Huawei ha ascoltato un feedback diffuso e ha risolto con eleganza.
La custodia è compatta, maneggevole, con un nuovo design a cerniera nascosta che la rende visivamente più pulita. Supporta ricarica sia via cavo USB-C che wireless. Il peso è di circa 43 grammi per le versioni Sand, Grey e White (46 grammi per la versione Blue in pelle vegana): nulla che si senta in tasca.
Gli auricolari in sé sono leggermente più piccoli rispetto alla generazione precedente — il 10% in meno nelle dimensioni complessive, con la parte in-ear ridotta del 7,5% — e pesano circa 5,5 grammi ciascuno. Huawei cita l’equivalente di un foglio A4, che è marketing, ma la sostanza è questa: dopo ore di utilizzo continuato, l’orecchio non protesta. Disponibili quattro misure di gommini in silicone (XS/S/M/L).
Controlli: tap e pizzicotti convivono
Sul fronte dell’interazione, i FreeBuds Pro 5 combinano due sistemi di controllo sulla stessa astina: i comandi touch sulla superficie piatta della barretta — con doppio tap, triplo tap e pressione prolungata — e i comandi a pizzicotto sulla parte laterale dell’astina stessa, con pressione singola, doppia, tripla e prolungata. Due logiche su un solo componente, pensate per scenari diversi.
In pratica funziona bene. Il rilevamento è accurato e i falsi positivi durante l’uso quotidiano sono rari. C’è comunque un periodo di adattamento di qualche giorno prima di memorizzare quale gesto fa cosa: il manuale non si legge, ma il muscolo della memoria si allena in fretta.
Qualità audio: qui Huawei gioca davvero in Serie A
Arriviamo alla parte che conta di più. I FreeBuds Pro 5 montano un sistema a doppio driver: un woofer a doppio magnete ultra-lineare per le basse frequenze e un driver planare micro sottile per le alte frequenze. I due trasduttori operano in modo indipendente, ciascuno gestendo il proprio range, con una crossover digitale di terza generazione basata su due DSP e due DAC professionali distinti. Le frequenze basse scendono fino a 10 Hz, le alte salgono fino a 48 kHz.
Il risultato lo si sente immediatamente. I bassi sono profondi e controllati, senza quella sensazione di impastamento che affligge molti auricolari in-ear di fascia alta. I medi sono presenti e naturali. Gli alti hanno una brillantezza definita senza diventare striduli anche a volumi elevati. La scena sonora è ampia per essere un auricolare in-ear: gli strumenti occupano spazi precisi, le voci si posizionano con chiarezza.
L’applicazione HUAWEI Audio Connect offre quattro profili sonori sviluppati dagli ingegneri Huawei in collaborazione con il Beijing Central Conservatory of Music: Balanced (il riferimento, fedele e immersivo), Voice (luminoso, pensato per podcast e chiamate), Classical (palcoscenico largo, separazione degli strumenti), Bass (per chi vuole che la cassa buchi più fondo).
Nella nostra prova, il profilo Balanced è risultato il più equilibrato per la musica in generale, mentre Bass è quello che sorprende di più su tracce elettroniche e hip-hop.
C’è poi l’audio lossless via codec L2HC 4.0, che su smartphone Huawei compatibili — come la serie Mate 80 o Mate X7 con EMUI 15.0 — porta la trasmissione wireless a 2,3 Mbps, abbondantemente sopra il livello CD. Su dispositivi Android non Huawei e iOS, il codec LDAC rimane l’opzione di riferimento (fino a 990 kbps), che è comunque una qualità elevata.
Ma diciamolo chiaramente: il massimo del potenziale di questi auricolari lo esprimono nell’ecosistema Huawei. Chi usa un iPhone o uno smartphone Android di altro brand ascolterà comunque qualcosa di ottimo, ma non il massimo di ciò che questi auricolari possono dare.
Lo Spatial Audio con head tracking è disponibile tramite aggiornamento OTA (previsto per metà febbraio 2026), il che significa che al momento della pubblicazione di questa recensione potrebbe già essere attivo. La funzione elabora l’audio spaziale direttamente nell’auricolare, senza dipendenza da app o dispositivi specifici. Nei test preliminari con la versione fissa, l’effetto su contenuti multi-canale è convincente.
Cancellazione del rumore: il vero salto generazionale
Se dovessimo indicare il motivo principale per cui i FreeBuds Pro 5 meritano attenzione, questa è la sezione. Il sistema ANC Dual-Engine è genuinamente un passo avanti rispetto a tutto quello che i FreeBuds Pro avevano fatto in precedenza.
Huawei dichiara un miglioramento del 220% nell’efficacia della cancellazione rispetto ai Pro 4, con un processore AI che analizza fino a 400.000 campioni di rumore al secondo tramite un modello MIMO. I dati di laboratorio mostrano un vantaggio significativo sui bassi (fino a +15 dB rispetto ai JBL Tour Pro 3, +5 dB rispetto agli stessi FreeBuds Pro 4) con prestazioni comparabili agli Apple AirPods Pro 2 sull’intera gamma, e competitiva con gli AirPods Pro 3 sulle frequenze più basse.
Nella pratica: il rombo del motore aereo diventa un sussurro lontano. Il traffico cittadino scompare quasi del tutto. In metropolitana, il rumore delle rotaie viene fortemente attenuato. Come per qualsiasi sistema ANC, rumori impulsivi improvvisi (qualcuno che sbatte una porta, un colpo secco) possono filtrare brevemente, ed è una limitazione fisica del principio di funzionamento, non un difetto specifico di questo prodotto.
La Modalità Trasparenza funziona altrettanto bene nella direzione opposta: con Adaptive Awareness attiva, i FreeBuds Pro 5 attenuano selettivamente il rumore delle gomme delle auto su asfalto mentre lasciano passare voci, campanelli e clacson. Nei test in ambiente urbano, l’effetto è convincente e utile.
Altrettanto utile la Conversation Awareness: nel momento in cui iniziate a parlare, gli auricolari abbassano automaticamente il volume della musica e passano alla trasparenza. Quando smettete, tutto torna alla normalità. L’ho usata decine di volte nei due settimane di test e ha funzionato ogni volta, senza falsi trigger.
Qualità delle chiamate: un ufficio portatile
È probabilmente l’aspetto che ha sorpreso di più durante la prova. Huawei ha implementato quello che definisce Stable & Clear Calls — tre microfoni, un sensore di vibrazione ossea VPU e algoritmo DNN — e i risultati in condizioni di rumore reale sono impressionanti.
Avere una conversazione telefonica in un bar affollato, con la musica in sottofondo e il brusio delle conversazioni vicine, mentre l’interlocutore dall’altra parte dice di sentire tutto perfettamente, è un’esperienza che non dà per scontata nessun auricolare in questa fascia di prezzo. Nei test con vento diretto simulato con un ventilatore da scrivania, la voce restava comprensibile e il fruscio quasi inudibile per chi riceveva la chiamata.
Batteria e autonomia
Huawei dichiara 9 ore di autonomia con ANC disattivata e 6 ore con ANC attiva a piena potenza. Nella nostra esperienza con uso misto — alternando ANC e trasparenza, con qualche chiamata e musica quasi continua — le 6 ore con ANC attiva sono state coerenti. La custodia aggiunge ulteriori tre cicli di ricarica completa per un totale dichiarato di 38 ore senza ANC (inferiore con la cancellazione attiva, ovviamente).
La ricarica rapida è supportata: 10 minuti di carica nella custodia corrispondono a circa un’ora di ascolto. Ricarica wireless tramite la custodia, ricarica cablata USB-C per la custodia stessa.
Che faccio, lo compro?
Al prezzo ufficiale di 199 euro, i HUAWEI FreeBuds Pro 5 si collocano esattamente dove devono stare: sopra la media del mercato TWS, ma ben distanti dalle follie di certi prodotti che superano i 300 euro senza giustificarlo.
La verità è che su cancellazione del rumore e qualità delle chiamate, pochi auricolari in questa fascia fanno meglio. Gli AirPods Pro 3 di Apple sono la comparazione più diretta, e la sfida è pari: Huawei vince nettamente sui bassi e sulla riduzione del rumore a basse frequenze, mentre Apple mantiene un leggero vantaggio sulla chiarezza delle voci nelle frequenze medie.
Se usate un iPhone, la scelta naturale rimane cupertiniana per ragioni di integrazione. Se usate un Android o, ovviamente, un device Huawei, i FreeBuds Pro 5 sono difficilmente battibili.
Il limite è l’ecosistema. Sull’audio lossless a 2,3 Mbps: se non avete un device Huawei recente con EMUI 15.0 nella lista compatibilità, questa funzione rimane sulla carta. Non è un difetto del prodotto in sé, è una scelta di architettura che è giusto conoscere prima di acquistare.
Per chi cerca auricolari premium con una cancellazione del rumore seria, una qualità delle telefonate fuori dal comune e un audio musicale bilanciato e piacevole anche in sessioni lunghe, i FreeBuds Pro 5 sono uno degli acquisti più sensati del 2026 in questa categoria. La longevità del prodotto — hardware solido, aggiornamenti OTA che aggiungono funzioni, certificazione IP57 — fa sì che l’investimento si ammortizzi nel tempo.
Chi invece cerca il massimo dell’integrazione con iPhone o ha bisogno del lossless wireless vero senza cambiare smartphone, valuti le alternative. Ma a parità di condizioni, questi auricolari valgono ogni centesimo.
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FAQ — 10 domande e risposte su Huawei FreeBuds Pro 5
1. Quanto costano i HUAWEI FreeBuds Pro 5? Il prezzo di listino ufficiale è di 199 euro. Sono disponibili in quattro colori: Sand, Grey, White e Blue (quest’ultimo con custodia in pelle vegana).
2. I FreeBuds Pro 5 funzionano con iPhone e smartphone Android? Sì, si collegano tramite Bluetooth a qualsiasi dispositivo iOS o Android. Per la gestione avanzata delle funzioni è necessario installare l’app HUAWEI Audio Connect, disponibile su App Store e sui principali store Android. Alcune funzionalità avanzate, come l’audio lossless a 2,3 Mbps, sono però riservate a specifici modelli Huawei.
3. Qual è la differenza tra FreeBuds Pro 5 e FreeBuds Pro 4? I Pro 5 introducono il sistema ANC Dual-Engine (con un secondo driver planare dedicato alla cancellazione del rumore), migliorano la precisione del crossover digitale con doppio DSP e doppio DAC, aumentano la qualità trasmissione lossless fino a 2,3 Mbps e migliorano l’ergonomia della custodia con auricolari che sporgono leggermente dal bordo per facilitarne l’estrazione.
4. La cancellazione del rumore dei FreeBuds Pro 5 è davvero efficace? È tra le migliori disponibili nel segmento TWS. Huawei dichiara un miglioramento del 220% rispetto ai Pro 4, e nei test sul campo — aeroporto, metropolitana, ambienti molto rumorosi — l’ANC è risultato genuinamente impressionante, con una riduzione dei rumori a bassa frequenza superiore anche agli AirPods Pro 2 di Apple.
5. Quanto dura la batteria dei HUAWEI FreeBuds Pro 5? La durata dichiarata è di 9 ore con ANC disattivata e circa 6 ore con ANC attiva. La custodia garantisce ulteriori cicli di ricarica per un totale di 38 ore senza ANC. Con 10 minuti di ricarica nella custodia si ottiene circa un’ora di ascolto.
6. I FreeBuds Pro 5 supportano l’audio lossless? Sì, tramite il codec proprietario L2HC 4.0 raggiungono 2,3 Mbps di trasmissione wireless con qualità 48 kHz/24-bit, ma solo abbinati a specifici device Huawei con EMUI 15.0 (come la serie Mate 80 o Mate X7). Con altri smartphone Android e iPhone supportano LDAC fino a 990 kbps, comunque elevato.
7. I FreeBuds Pro 5 sono resistenti all’acqua? Gli auricolari hanno certificazione IP57: sono completamente a prova di polvere e resistenti all’immersione fino a un metro per 30 minuti. La custodia ha certificazione IP54, quindi resiste agli spruzzi d’acqua ma non all’immersione. Non sono adatti per nuoto o doccia.
8. Come si confrontano i FreeBuds Pro 5 con gli Apple AirPods Pro 3? Sui bassi e sulla cancellazione del rumore a bassa frequenza, i FreeBuds Pro 5 hanno un vantaggio misurabile. Gli AirPods Pro 3 mantengono un leggero vantaggio sulla chiarezza delle voci nelle frequenze medie. L’integrazione ecosistema favorisce ovviamente Apple per chi usa iPhone, mentre per utenti Android e Huawei i FreeBuds Pro 5 sono la scelta più logica.
9. Lo Spatial Audio dei FreeBuds Pro 5 funziona con qualsiasi dispositivo? Sì, ed è uno dei punti di forza: l’elaborazione spaziale avviene direttamente nell’auricolare, senza dipendere da app o dispositivi specifici. Funziona quindi con qualsiasi source, sia per musica che per film o giochi. La funzione con head tracking è disponibile tramite aggiornamento OTA.
10. Vale la pena comprare i HUAWEI FreeBuds Pro 5 a 199 euro? Per chi cerca auricolari premium con ANC di alto livello, ottima qualità delle chiamate e audio musicale bilanciato, la risposta è sì. Il limite principale è legato all’ecosistema: l’audio lossless al massimo delle prestazioni richiede un device Huawei compatibile. Per chi usa Android di altri brand o iPhone, i FreeBuds Pro 5 rimangono un’ottima scelta, pur senza sfruttare tutto il potenziale.