app IO, boom di iscritti (mistergadget.tech)
L’app IO adesso ha numeri da record: ben 17 milioni di italiani hanno scelto di usarla per caricare i propri documenti.
L’adozione dei documenti digitali in Italia accelera. I numeri aggiornati pubblicati sul portale ufficiale parlano chiaro: oltre 10 milioni di attivazioni di utenti e 17,3 milioni di documenti digitali caricati all’interno dell’app IO tramite IT-Wallet. Tradotto: sempre più cittadini scelgono lo smartphone come portafoglio istituzionale. Il dato non è simbolico, è strutturale. E racconta un cambio culturale che fino a pochi anni fa sembrava lontano.
17,3 milioni di documenti digitali: i numeri dell’IT-Wallet
Secondo i dati forniti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, le attivazioni complessive hanno superato quota 10,2 milioni. I documenti caricati sono invece 17,3 milioni.
Nel dettaglio, patente di guida e tessera sanitaria viaggiano entrambe intorno a 8,6 milioni di attivazioni ciascuna. La Carta Europea della Disabilità conta circa 200 mila attivazioni. Il trend è evidente: la funzione “Portafoglio” dell’app IO non è più un esperimento, ma uno strumento utilizzato quotidianamente.
Documenti digitali con valore legale
Non si tratta di semplici copie digitali. I documenti disponibili tramite IT-Wallet hanno valore legale e possono essere esibiti in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.
In pratica, patente e tessera sanitaria possono essere mostrate direttamente dallo smartphone. Un cambio di paradigma che riduce il rischio di dimenticanze e apre a un modello di cittadinanza più digitale. Naturalmente il documento fisico resta valido, ma l’app IO si sta imponendo come backup operativo — e per molti utenti sta diventando la prima scelta.
Cosa arriverà nei prossimi mesi
Il portafoglio digitale non si ferma qui. Sono attese nuove integrazioni che potrebbero includere ISEE, titolo di studio, residenza e iscrizione alle liste elettorali.
Nel medio periodo dovrebbero arrivare anche carta d’identità e passaporto in formato digitale. L’obiettivo dichiarato è completare il pacchetto entro la fine della legislatura nel 2027.
C’è poi un’altra prospettiva interessante: utilizzare l’app IO come strumento per la verifica dell’età nei servizi online. La proposta è stata avanzata a livello istituzionale, ma servirà una normativa specifica per disciplinarne l’utilizzo.
Una questione di fiducia digitale
Il successo dell’app IO non è solo una questione tecnologica. È un indicatore di fiducia verso l’infrastruttura digitale dello Stato.
Dieci milioni di attivazioni significano che una fetta significativa della popolazione ha accettato di centralizzare dati sensibili in un ecosistema pubblico. Questo implica percezione di sicurezza, affidabilità e utilità concreta. L’Italia, spesso in ritardo sul fronte digitale, in questo caso sta dimostrando un’adozione sorprendentemente rapida.
La vera domanda ora non è se l’IT-Wallet funzionerà, ma quanto velocemente diventerà lo standard. Se il ritmo resta questo, il portafoglio fisico rischia davvero di diventare un accessorio.