Android 17 Beta 1 è qui (mistergadget.tech)
Android 17 Beta 1 è ufficiale: ecco dispositivi Pixel compatibili, guida all’installazione e tutte le nuove funzioni su privacy, performance e large screen.
Google aveva promesso tempi rapidi. Nessuno però si aspettava un rilascio così veloce. Android 17 Beta 1 è già disponibile e inaugura una nuova fase nello sviluppo del sistema operativo: più sicurezza, più controllo per gli sviluppatori e una gestione più solida di tablet e pieghevoli.
La prima ondata riguarda, come da tradizione, i dispositivi Pixel. L’elenco dei modelli compatibili è ampio e copre diverse generazioni: da Pixel 6 fino alla serie Pixel 10, inclusi Pixel Fold e Pixel Tablet. In pratica, tutti i Pixel dal 2021 in poi possono accedere alla Beta 1 senza operazioni complesse.
Cosa sappiamo sul fronte tecnico?
Se il dispositivo è già iscritto al programma beta e monta Android 16 QPR3 Beta 2.1, l’aggiornamento arriva via OTA direttamente dal percorso Impostazioni > Sistema > Aggiornamenti di sistema. Chi invece non è ancora nel programma deve registrarsi sul portale ufficiale Android Beta con lo stesso account Google utilizzato sul dispositivo. Dopo l’opt-in, l’aggiornamento viene distribuito automaticamente. Come sempre, backup obbligatorio prima di installare: le beta restano versioni di test.
Sul piano tecnico, Android 17 introduce un cambiamento strutturale importante. Google abbandona gradualmente il modello “Developer Preview” classico per puntare su un canale continuo chiamato Android Canary. In sostanza, gli sviluppatori avranno accesso più rapido alle nuove API, con cicli di aggiornamento più frequenti e meno necessità di flash manuali. È una mossa che punta a rendere lo sviluppo più fluido e meno frammentato.
Le novità concrete della Beta 1 sono soprattutto sotto il cofano. Per i dispositivi con schermi grandi – quindi tablet, pieghevoli e ambienti desktop – le app non potranno più evitare il ridimensionamento o bloccare l’orientamento. Se lo schermo ha una larghezza minima di 600dp o superiore, le applicazioni dovranno adattarsi dinamicamente a finestre ridimensionabili e layout sia portrait sia landscape. È un messaggio chiaro: Android vuole diventare davvero competitivo nel mondo large screen.
Sul fronte performance arrivano miglioramenti profondi. La nuova Lock-free MessageQueue riduce il rischio di frame persi, migliorando la fluidità. La Generational Garbage Collection diminuisce il carico CPU nelle operazioni di pulizia della memoria, con benefici su autonomia e stabilità. Inoltre, la gestione più rigorosa dei campi “static final” consente ottimizzazioni runtime più aggressive. Non sono funzioni visibili all’utente medio, ma incidono sull’esperienza quotidiana.
Anche il comparto multimediale riceve upgrade significativi. Le Dynamic Camera Sessions permettono transizioni più fluide tra modalità fotografiche e video. Arriva il supporto alla registrazione a qualità costante e al codec VVC (Versatile Video Coding) sui dispositivi compatibili, migliorando efficienza e qualità video.
L’audio viene potenziato con miglioramenti al framework di sistema, mentre le chiamate VoIP ottengono una cronologia più ricca, con avatar e controlli privacy più dettagliati. Aggiornamenti anche per il Wi-Fi Ranging, che introduce rilevamento di prossimità e supporto allo standard 11az per misurazioni più sicure e precise. Infine, il CompanionDeviceManager integra nuovi profili per dispositivi medici e fitness tracker, semplificando gestione permessi e identificazione.
Secondo la roadmap ufficiale, la fase di “Platform Stability” inizierà il mese prossimo, momento in cui API e comportamenti di sistema verranno finalizzati. La versione stabile di Android 17 è attesa nel terzo trimestre del 2026.
Non è una beta ricca di effetti speciali visivi, ma è un aggiornamento che ridefinisce le fondamenta del sistema. Android 17 sembra voler diventare più solido, più coerente su tutti i form factor e più maturo sotto il profilo tecnico. Meno fuochi d’artificio, più architettura.