Apple, la nuova Siri non è ancora pronta (mistergadget.tech)
Apple replica alle indiscrezioni su un presunto ritardo della nuova Siri: lancio confermato entro il 2026. Ecco cosa sappiamo su Apple Intelligence e iOS 26.
Altro che caos interno e slittamenti silenziosi. Dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Apple interviene in prima persona e mette un punto fermo: la nuova versione di Siri arriverà nel 2026, esattamente come già comunicato. Nessuna scadenza ufficiale mancata, nessun cambio di rotta.
La replica è arrivata direttamente alla CNBC, dove Cupertino ha ribadito di essere “still on track”. Tradotto: siamo nei tempi previsti.
Da dove nasce il “caso” Siri
Il rumore di fondo era partito da un report di Bloomberg, secondo cui lo sviluppo della nuova Siri — quella potenziata da Apple Intelligence — starebbe incontrando difficoltà tecniche, con possibili rinvii rispetto ai piani interni.
Il punto, però, è che quei “piani interni” non sono mai stati annunciati ufficialmente. Apple aveva inizialmente parlato di un debutto nella primavera 2025, salvo poi ammettere che l’assistente non era pronto e spostare l’orizzonte al 2026. Da quel momento in poi, l’unica finestra pubblica è rimasta quella: “entro il 2026”.
Secondo le indiscrezioni, il target tecnico sarebbe legato a iOS 26.4, aggiornamento previsto in primavera 2026. Ma anche qualora alcune funzioni arrivassero con iOS 26.5 o addirittura con iOS 27, Apple resterebbe formalmente dentro la promessa fatta agli utenti. Ed è proprio su questo che si gioca la partita: comunicazione ufficiale contro aspettative non dichiarate.
Cosa promette la nuova versione di Siri?
La nuova generazione di Siri era stata mostrata per la prima volta a giugno 2024 come uno dei pilastri di Apple Intelligence. Non un semplice restyling, ma un cambio di paradigma. I tre elementi chiave annunciati:
- Consapevolezza del contenuto a schermo, quindi capacità di capire cosa stai guardando e agire di conseguenza
- Comprensione del contesto personale, con accesso a informazioni, preferenze e cronologia per risposte più intelligenti
- Interazione profonda tra app, con comandi complessi che attraversano più applicazioni
A questi si sono aggiunti strumenti di generazione immagini e una nuova integrazione con la ricerca web.
Secondo alcune fonti interne, però, nei test Siri non sempre risponderebbe in modo coerente o tempestivo. Ed è qui che entra in gioco la prudenza: Apple preferirebbe un rilascio graduale piuttosto che un debutto affrettato. Lo scenario più realistico? Prime funzioni con iOS 26.4, ampliamenti progressivi nel corso del 2026.
Perché Apple è intervenuta subito
Non è solo una questione tecnica. Dopo la diffusione delle voci, il titolo Apple ha perso circa il 5% in Borsa. In un contesto già complicato dalle pressioni regolatorie negli Stati Uniti, lasciare spazio all’idea di un “ritardo sull’AI” avrebbe alimentato ulteriori tensioni. La presa di posizione pubblica serve quindi anche a rassicurare il mercato: la roadmap non è cambiata.
Nel frattempo, dopo il rilascio stabile di iOS 26.3, è attesa a breve la prima beta di iOS 26.4. Sarà quello il momento chiave per capire quanto della nuova Siri sia effettivamente pronto.
Il vero nodo: Siri deve recuperare terreno
Qui la faccenda si fa strategica. La nuova Siri non è solo un aggiornamento: è il tentativo di Apple di rientrare con forza nella corsa all’AI conversazionale, dominata negli ultimi anni da modelli sempre più avanzati. Per Cupertino la sfida è doppia:
- Rendere Siri realmente intelligente e contestuale
- Farlo senza compromettere privacy e controllo dell’ecosistema
Il 2026 sarà l’anno della verità. Se la nuova Siri manterrà le promesse, potrà trasformarsi nel centro operativo dell’ecosistema Apple. Se invece dovesse arrivare in modo frammentato o poco convincente, il rischio reputazionale sarebbe concreto. Per ora, però, la posizione ufficiale è netta: nessun rinvio, nessuna marcia indietro. Solo sviluppo in corso.