euro digitale, cos'è e come funziona (mistergadget.tech)
Il Parlamento europeo sostiene l’euro digitale: sarà gratuito, sicuro e utilizzabile sia online che offline. Ecco come funzionerà e cosa cambia.
L’euro digitale torna al centro dell’agenda europea. Il Parlamento UE ha approvato con ampia maggioranza due emendamenti chiave alla risoluzione sulla relazione annuale della Banca Centrale Europea, rafforzando il sostegno politico a una moneta digitale comune che sia inclusiva, non discriminatoria e utilizzabile sia online sia offline.
I numeri parlano chiaro: 438 voti favorevoli contro 158 contrari per il sostegno generale al progetto, 420 sì per garantire parità di accesso ai servizi di pagamento. Non è un dettaglio tecnico, è un segnale politico. L’Europa vuole andare avanti.
Da idea controversa a leva di sovranità monetaria
Fino a pochi mesi fa il percorso non era così lineare. Parte del Parlamento spingeva per un euro digitale esclusivamente offline, per tutelare la privacy degli utenti e replicare il modello del contante. Oggi l’approccio è più ampio: la nuova impostazione punta su una soluzione ibrida, capace di funzionare sia con connessione internet sia senza.
A cambiare il clima è stato anche il contesto geopolitico. Con tensioni internazionali crescenti e rapporti transatlantici meno prevedibili, l’UE vuole rafforzare la propria autonomia nei sistemi di pagamento, riducendo la dipendenza da circuiti extraeuropei come Visa e Mastercard.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, lo ha detto senza giri di parole prima del voto: l’euro digitale è uno strumento di resilienza e indipendenza. Non un vezzo tecnologico, ma una infrastruttura strategica.
Come funzionerà l’euro digitale
Se l’iter legislativo verrà completato, l’euro digitale sarà una valuta digitale emessa direttamente dalla BCE. Non sostituirà il contante, ma lo affiancherà. È un punto cruciale: non si tratta di abolire le banconote, ma di offrire un’alternativa pubblica nell’era dei pagamenti digitali. Le caratteristiche delineate finora sono precise:
- Accettazione in tutta l’Unione Europea
- Corso legale obbligatorio
- Gratuità per i cittadini
- Disponibilità online e offline
- Valore stabile (1 euro digitale = 1 euro tradizionale)
- Garanzia pubblica, quindi niente volatilità da criptovaluta
A differenza delle crypto, non ci sarà speculazione né oscillazioni di prezzo. Non è un asset finanziario, ma moneta legale.
Pagamenti anche senza internet: perché conta
La possibilità di usare l’euro digitale offline è forse l’elemento più interessante. Significa poter effettuare transazioni anche senza connessione, replicando l’immediatezza del contante ma in forma digitale.
Tecnicamente, questo implica soluzioni di archiviazione locale sicura sui dispositivi, con sincronizzazione successiva quando la connessione viene ripristinata. Una sfida ingegneristica non banale, ma fondamentale per garantire inclusività e continuità operativa anche in caso di blackout o attacchi informatici.
In un mondo sempre più dipendente da infrastrutture digitali, avere un sistema di pagamento pubblico resiliente diventa una questione di sicurezza sistemica.
Conti dedicati e possibili limiti
Gli importi in euro digitale verranno registrati su un conto dedicato presso la propria banca o un intermediario pubblico. Si ipotizza un tetto massimo di circa 3.000 euro digitali per persona, misura pensata per evitare fughe di liquidità dal sistema bancario tradizionale.
Per garantire l’inclusione, si valuta anche un servizio universale gestito da un operatore pubblico, ad esempio le poste nazionali. La ricarica avverrebbe tramite deposito bancario o versamenti, mentre i pagamenti potrebbero essere effettuati con carta, app dedicata o app bancaria integrata.
L’obiettivo dichiarato è “non lasciare indietro nessuno”. Questo significa accesso anche per chi non ha grande familiarità con strumenti finanziari complessi.
Cosa manca ancora
Il voto del Parlamento non è l’ultimo passo, ma è un sigillo politico importante. Servono ancora l’ok definitivo di Commissione e Consiglio e la chiusura dell’iter legislativo.
Se tutto procederà secondo i tempi previsti, l’emissione potrebbe avvenire nei prossimi anni. Non domani mattina, ma neppure in un futuro indefinito.
L’euro digitale non è solo una questione tecnologica. È una ridefinizione del concetto stesso di moneta pubblica nell’era digitale. E, come sempre quando si parla di denaro, la tecnologia è solo la superficie: sotto c’è politica, sovranità, fiducia.