Sony LinkBuds Clip auricolari open-ear a clip (mistergadget.tech)
Prima di valutare i Sony LinkBuds Clip serve un punto fermo: se la qualità audio è la vostra principale motivazione d’acquisto, questi non sono gli auricolari giusti. Questa considerazione vale per qualunque modello open-ear a clip, non solo per Sony. La fisica è implacabile: un canale uditivo aperto non potrà mai competere con un in-ear sigillato in termini di profondità, isolamento e fedeltà sonora assoluta.
Gli auricolari a clip nascono per un altro scopo: comfort prolungato e autonomia superiore, permettendo di rimanere consapevoli dell’ambiente circostante. Sono perfetti per chi lavora otto ore al giorno con le cuffie, per chi cammina in città e deve sentire il traffico, per chi vuole ascoltare musica senza isolarsi completamente dal mondo.
E qui Sony ha fatto un ottimo lavoro: i LinkBuds Clip sono probabilmente i migliori della categoria per resa sonora, costruzione e autonomia. Ma c’è un problema non da poco: 200 euro sono una soglia psicologica elevata che limita il pubblico a chi davvero cerca questo tipo di esperienza. Per tutti gli altri esistono alternative più sensate, o a prezzo inferiore, o con caratteristiche diverse che giustificano meglio la spesa.
Autonomia 37 ore totali, IPX4, connessione multipoint. Manca ricarica wireless e codec LDAC. A 200€ sono i migliori per qualità sonora tra gli open-ear a clip, ma il prezzo è giustificato solo se comfort prolungato vale più della fedeltà audio assoluta.
+ Comfort elevato per uso prolungato
+ Autonomia fino a 37 ore totali
+ App Sony completa e funzionale
+ Certificazione IPX4 per sudore e pioggia
– Mancano codec LDAC e ricarica wireless
– Custodia più ingombrante dei concorrenti
– Leggera latenza iniziale tra i due canali
Indice
Design e costruzione
Il design segue la logica funzionale tipica di Sony: niente fronzoli, tutto orientato all’efficienza. La clip centrale collega due elementi distinti: il corpo principale dietro l’orecchio (batteria ed elettronica) e il driver che si posiziona nell’orecchio lasciando il canale libero. La banda in silicone è flessibile ma resistente, abbastanza rigida da mantenere la posizione ma comoda da indossare per ore.
Non sono gli auricolari a clip più eleganti: i Huawei FreeClip 2 hanno linee più armoniche e un aspetto più raffinato, i Bose Ultra Open Earbuds giocano meglio con materiali premium e finiture curate. Sony ha scelto funzionalità sopra estetica, e il risultato fa il suo lavoro senza pretendere di essere un accessorio fashion. Non sono brutti, semplicemente pratici.
Quattro colorazioni: nero, bianco (chiamato “greige”), lavanda e verde. Le tinte pastello tradiscono l’anima giovane della linea LinkBuds. In confezione trovate due cuscinetti in silicone aggiuntivi da applicare sulla clip per aumentare il grip, utili per orecchie più piccole o per lo sport intenso. Sono comodi e cambiano leggermente la vestibilità senza stravolgere il posizionamento.
Ogni auricolare pesa 6,4 grammi, praticamente spariscono una volta indossati. Per fare un confronto, i Bose Ultra Open pesano 6,5 grammi, gli Huawei FreeClip 2 arrivano a 5,6 grammi. Differenze minime che nella pratica si annullano. La certificazione IPX4 protegge da sudore e pioggia leggera, quindi via libera a corse sotto l’acquazzone o sessioni in palestra sudate. Non sono impermeabili, occhio a non buttarli in piscina.
Comfort e vestibilità
Le prime due-tre ore sono eccellenti: gli auricolari spariscono, non danno fastidio, ci si dimentica di averli addosso. È il vantaggio principale di questo tipo di prodotto: zero pressione nel canale uditivo, zero sensazione di “tappo nell’orecchio”. Superata questa soglia temporale, l’archetto che collega i due corpi inizia a farsi sentire con una leggera pressione sull’orecchio. Non è doloroso, ma diventa percettibile.
Molto dipende dalla conformazione dell’orecchio: chi ha padiglioni più piccoli potrebbe non avvertire problemi anche dopo quattro o cinque ore. Altri potrebbero trovare necessario fare una pausa o usare i cuscinetti aggiuntivi. Durante i test, abbiamo alternato giornate da otto ore senza problemi particolari e altre in cui dopo quattro ore serviva una pausa. La variabilità è alta e molto personale.
Vantaggio importante: non interferiscono con gli occhiali. Chi porta lenti tutto il giorno sa quanto possono essere fastidiosi gli auricolari con archetto posteriore o ganci auricolari che premono sulle stanghette. I LinkBuds Clip risolvono elegantemente questo problema, lasciando libera l’area dietro l’orecchio.
La stabilità è buona anche in movimento: corsa leggera, palestra, spostamenti in città, nessun problema. Gli auricolari rimangono al loro posto anche con movimenti della testa. Per attività molto intense come corsa trail o allenamenti esplosivi con salti, i cuscinetti aggiuntivi diventano consigliati per evitare che si spostino.
Custodia di ricarica
La custodia è il punto debole del pacchetto: pesante (42 grammi), spessa, poco elegante. Sony ha privilegiato la capacità della batteria rispetto alla compattezza, scelta comprensibile per garantire le 37 ore totali dichiarate, ma che penalizza la portabilità quotidiana.
Il design bulboso ricorda le prime generazioni di custodie true wireless. Nel 2026 esistono case molto più compatte con autonomie simili: Huawei, Soundcore e anche Realme hanno fatto meglio. L’apertura è banale: un pulsante da premere, il coperchio si solleva. Niente cerniere magnetiche sofisticate, solo funzionalità. Gli auricolari si posizionano facilmente grazie a magneti abbastanza potenti.
Manca la ricarica wireless. A 200 euro, nel 2026, è una lacuna significativa. Non fatale, ma pesante sul giudizio finale. La ricarica avviene solo tramite USB-C: circa 3 ore per portare la custodia al 100%, 90 minuti per gli auricolari. Tempi nella media, niente di entusiasmante ma nemmeno lenti.
App e funzionalità software
L’app Sony Sound Connect gestisce tutta la gamma audio dell’azienda, dalle cuffie agli speaker. È un’app matura, stabile, ma a volte dispersiva nella navigazione tra menu e sottomenu. Le funzionalità sono numerose, forse troppe per chi cerca semplicità, ma apprezzabili per chi vuole personalizzare l’esperienza.
Modalità di ascolto: tre opzioni. Standard è quella che userete il 90% del tempo, garantisce il miglior bilanciamento. Amplificazione voce enfatizza le frequenze medio-alte, utile per podcast e videochiamate ma poco musicale. Riduzione dispersione sonora dovrebbe limitare il volume percepito da chi sta intorno, ma nella pratica funziona male e degrada notevolmente la qualità. Un’idea sulla carta sensata, nella pratica inutile.
Equalizzatore: cinque preset (Exciting, Mellow, Relaxed, Vocal, Treble Boost) più un EQ personalizzabile a 10 bande. La personalizzazione è profonda, si può davvero modellare il suono secondo i propri gusti. Sony include anche “Trova il tuo equalizzatore”, uno strumento che guida attraverso confronti per creare un profilo personalizzato. Funziona bene se avete cinque minuti di pazienza.
DSEE: tecnologia di upscaling audio per migliorare i file compressi. Funziona solo in modalità Standard. L’impatto è sottile ma percepibile con MP3 di bassa qualità. Con streaming in alta fedeltà da Spotify o Apple Music, l’effetto è trascurabile.
Multipoint: connessione simultanea a due dispositivi. Funziona bene, il passaggio è veloce anche se non istantaneo come su alcuni prodotti premium. Utile per chi lavora con smartphone e laptop contemporaneamente.
Controlli touch: qui arriva una stranezza. Non si possono personalizzare singolarmente i gesti (doppio, triplo, quadruplo tocco), ma si sceglie tra sei configurazioni preimpostate. È un approccio rigido che limita la flessibilità. I controlli si attivano toccando sia la clip che il corpo principale, quindi l’area sensibile è ampia. La reattività è buona.
Mancano funzioni attese a questo prezzo: modalità bassa latenza per gaming, volume adattivo automatico, play/pausa quando si tolgono gli auricolari. Sono dettagli, ma i dettagli a 200 euro contano.
Qualità audio
Qui i LinkBuds Clip brillano davvero. Sono i migliori auricolari a clip sul mercato per resa sonora, senza discussione.
Il driver da 10mm è ben tarato, la risposta in frequenza (20-20.000 Hz) è bilanciata su tutto lo spettro. Gli alti sono cristallini senza mai diventare striduli o fastidiosi anche ad alto volume, i medi sono presenti e ben definiti (le voci emergono con naturalezza), i bassi hanno corpo sufficiente a dare profondità ai brani senza diventare invadenti. Non stiamo parlando del punch di un in-ear con ANC, ovviamente: la fisica del canale aperto impone limiti invalicabili. Ma per un open-ear il risultato sorprende davvero.
Il confronto con i concorrenti è impietoso. Gli Huawei FreeClip 2, pur validi, suonano più piatti e meno dettagliati. I Soundcore AeroClip perdono completamente sulle frequenze medio-alte, risultando ovattati. I Realme Buds Clip sono in un’altra categoria, chiaramente entry-level. Sony ha fatto davvero i compiti a casa sul tuning audio.
La soundstage è ampia per la categoria, i brani respirano. L’immagine stereo è corretta, si percepiscono chiaramente gli strumenti posizionati nei diversi punti del campo sonoro. Non aspettatevi il palcoscenico di una cuffia over-ear audiophile, ma per un open-ear a clip è eccellente.
Un difetto da segnalare: quando si avvia la riproduzione, l’auricolare sinistro parte una frazione di secondo prima del destro. Un ritardo minimo, inferiore al mezzo secondo, ma percepibile e a volte fastidioso. Non succede sempre, ma con una frequenza sufficiente da essere notato durante l’uso quotidiano.
Manca il codec LDAC per l’audio Hi-Res. Si rimane su AAC e SBC, sufficienti per la maggior parte degli utilizzi ma limitanti per chi ha una libreria in Hi-Res e vorrebbe sfruttarla. A questo prezzo, l’assenza di LDAC è un punto interrogativo che pesa sul giudizio finale.
La qualità delle chiamate è sopra la media grazie ai due microfoni per auricolare e al sensore a conduzione ossea. La voce risulta chiara e comprensibile anche in ambienti moderatamente rumorosi, anche se il timbro è un po’ piatto e poco naturale. L’AI per la riduzione del rumore funziona bene in ufficio o a casa, va in difficoltà in ambienti molto caotici come strade trafficate o stazioni.
Connettività e autonomia
Bluetooth 5.3, niente di rivoluzionario ma solido e stabile. La connessione non presenta dropout o interruzioni, la portata è nella media (circa 10 metri in campo libero). Il supporto Fast Pair su Android rende l’associazione immediata: basta aprire la custodia vicino allo smartphone e il gioco è fatto. Su iOS il processo è ugualmente rapido tramite le impostazioni Bluetooth classiche.
L’autonomia dichiarata è 9 ore per gli auricolari e 37 ore totali con la custodia. Nella pratica, con volume medio-alto e modalità Standard, si arriva a 7-8 ore continuative prima di dover ricaricare. La custodia eroga circa tre ricariche complete, quindi nella realtà quotidiana si parla di 21-24 ore totali invece delle 37 dichiarate. Numeri comunque buoni, in linea con i migliori della categoria.
La ricarica rapida funziona bene: 3 minuti nella custodia garantiscono circa un’ora di ascolto aggiuntivo. Comodo per chi dimentica di ricaricare durante la notte o ha bisogno di una carica rapida prima di uscire.
Il verdetto: che faccio, li compro?
I Sony LinkBuds Clip sono auricolari di nicchia per un’utenza specifica. Chi passa molte ore con cuffie addosso, ha bisogno di consapevolezza ambientale, e non vuole rinunciare alla qualità audio, troverà qui il miglior compromesso disponibile.
Per tutti gli altri, 200 euro sono difficili da giustificare. Gli Huawei FreeClip 2 costano uguale ma hanno ricarica wireless. I Soundcore AeroClip a 120 euro fanno il 70% del lavoro. I Realme Buds Clip a 90 euro sono perfetti per provare la categoria senza impegno.
La qualità audio superiore vale il sovrapprezzo solo se questo è il criterio principale. Sony ha portato competenza tecnica in una categoria giovane. Il problema è che l’eccellenza in una nicchia costa.
Al prezzo di 200 euro, i Sony LinkBuds Clip rappresentano la scelta migliore per chi cerca la massima qualità audio in un open-ear a clip. Per chi cerca principalmente comfort senza particolare attenzione alla resa sonora, il rapporto qualità-prezzo diventa discutibile.
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FAQ: 6 domande su Sony Linkbuds Clip
D: Gli auricolari Sony LinkBuds Clip sono adatti per lo sport? R: Sì, la certificazione IPX4 li protegge da sudore e pioggia leggera. La vestibilità è stabile, ma per attività molto intense si consiglia l’uso dei cuscinetti aggiuntivi. Non sono impermeabili.
D: Quanto dura la batteria dei LinkBuds Clip? R: Sony dichiara 9 ore per gli auricolari e 37 ore totali. Nella pratica si arriva a 7-8 ore continuative. La ricarica rapida garantisce un’ora di ascolto con 3 minuti di ricarica.
D: I LinkBuds Clip isolano dal rumore esterno? R: No, sono open-ear progettati per mantenere la consapevolezza ambientale. Non hanno cancellazione del rumore e il canale uditivo rimane aperto.
D: Come si confrontano con i Bose Ultra Open Earbuds? R: I Sony hanno qualità audio superiore e costano meno (200€ vs 350€). I Bose hanno costruzione più premium. La scelta dipende da budget e priorità.
D: Posso usarli mentre indosso gli occhiali? R: Sì, questo è uno dei vantaggi principali. Non interferiscono con occhiali da vista o da sole.
D: La custodia ha la ricarica wireless? R: No, solo ricarica via USB-C. Una mancanza significativa a questo prezzo.