Tutti pazzi per il nuovo Samsung Galaxy TriFold (mistergadget.tech)
Galaxy Z Trifold arriva negli Stati Uniti: prezzo vicino ai 3.000 dollari, poche unità e sold out immediato. Un test strategico per Samsung.
Il debutto statunitense del Samsung Galaxy Z Trifold ha seguito uno schema ormai chiaro: disponibilità limitata, prezzo elevatissimo e sold out quasi immediato. Dopo quanto già visto in Corea del Sud, anche negli Stati Uniti il primo pieghevole Samsung con doppia cerniera è andato esaurito in appena 20 minuti, nonostante un listino che sfiora i 3.000 dollari.
Il prezzo ufficiale è di 2.899 dollari, una cifra che da sola basterebbe a rendere il dispositivo irrilevante per il mercato di massa. Eppure, proprio questo lancio dimostra che il Galaxy Z Trifold non va interpretato come un prodotto tradizionale, ma come un esperimento industriale e strategico, più che commerciale.
Samsung Galaxy TriFold: il mercato ha fame di novità?
Per comprendere davvero il senso del sold out, è necessario guardare ai numeri della distribuzione. Secondo le indiscrezioni, Samsung avrebbe destinato agli Stati Uniti circa 3.000 unità, su una produzione complessiva stimata in 300.000 dispositivi a livello globale. Una quantità estremamente ridotta, che rende il tutto esaurito quasi matematico.
In questo contesto, il prezzo smette di essere il fattore determinante. Con volumi così limitati, il Galaxy Z Trifold non è pensato per misurare la domanda reale del mercato, ma per testare tecnologie, filiera produttiva e percezione del brand. Il risultato, almeno in termini di risposta iniziale, è coerente con le aspettative di Samsung.
Un progetto dichiaratamente sperimentale
Fin dall’inizio, l’azienda coreana era consapevole di avere tra le mani un dispositivo di nicchia dentro una nicchia. Il mercato dei pieghevoli cresce, ma resta ancora lontano dai numeri degli smartphone tradizionali. Inserire al suo interno un prodotto con doppia piega significa spingersi ancora oltre, sia dal punto di vista tecnico sia da quello commerciale.
Proprio per questo, Samsung ha calibrato con attenzione il flusso di unità, evitando sovrapproduzione e rischi inutili. Non è ancora chiaro se e quando verrà effettuato un restock negli USA, ma il primo test può essere considerato riuscito: il prodotto ha attirato attenzione, discussione e interesse, senza esporre l’azienda a invenduti.
Uno smartphone che cambia forma (davvero)
Al di là della strategia, il Galaxy Z Trifold è anche un oggetto tecnologicamente ambizioso. Da chiuso, si presenta come uno smartphone con display esterno da 6,5 pollici, utilizzabile in modo tradizionale. È però una volta completamente aperto che il dispositivo rivela la sua vera natura.
Lo schermo interno arriva a 10 pollici di diagonale, avvicinandosi alle dimensioni di un tablet compatto. Non si tratta quindi di un semplice pieghevole evoluto, ma di un dispositivo pensato per trasformarsi radicalmente a seconda del contesto d’uso, passando da telefono a superficie di lavoro o intrattenimento.
Hardware premium, ma non all’ultimo grido
Sotto la scocca, Samsung ha scelto il Qualcomm Snapdragon 8 Elite for Galaxy, una soluzione di fascia alta ma non la più recente disponibile al momento del lancio. L’assenza di versioni successive del chip indica chiaramente che il progetto è in sviluppo da molto tempo.
È una scelta comprensibile: su un prodotto sperimentale, i costi di ricerca, sviluppo e ingegnerizzazione sono elevatissimi. Samsung ha preferito puntare su una piattaforma collaudata, rinunciando all’ultimissima iterazione del processore pur mantenendo prestazioni di alto livello.
Niente Europa, almeno per ora
C’è però una certezza: il Galaxy Z Trifold non arriverà in Italia, né nel resto d’Europa. Il dispositivo resta confinato a pochi mercati selezionati, coerentemente con il suo ruolo di laboratorio tecnologico. In occasione del CES 2026, il prodotto è stato mostrato e provato, ma senza alcuna apertura a una distribuzione più ampia.
Questo non esclude, tuttavia, che le generazioni future possano avere una diffusione più estesa, soprattutto se i costi di produzione dovessero ridursi e il formato dimostrarsi più maturo.
Il tempismo non è casuale. La fine del 2026 potrebbe segnare una svolta importante per il mercato dei pieghevoli, con l’ingresso di Apple e del suo primo iPhone foldable. Un evento che promette di ampliare il pubblico e legittimare ulteriormente la categoria.
Non a caso, si parla già di un possibile Galaxy Z Wide Fold, un pieghevole a libro con formato più largo, pensato per rispondere a nuovi standard di utilizzo. Il Trifold, in questo scenario, appare come l’avanguardia di una strategia più ampia, non come un esercizio isolato.