Fable: il nuovo capitolo riuscirà finalmente a mantenere le folli promesse di 22 anni fa? (mistergadget.tech)
Playground Games sfida il mito di Peter Molyneux: Albion si prepara a tornare in una veste mai vista prima.
Nella breve ma intensa vita della prima, storica Xbox, Fable era il titolo più atteso insieme a Halo 2. Non poteva essere altrimenti: le promesse che circondavano il progetto erano a dir poco spaziali. Eppure, quando il gioco arrivò finalmente nei negozi, pur essendo un ottimo titolo, non si rivelò quella rivoluzione totale che Peter Molyneux e i ragazzi di Lionhead Studios avevano sbandierato per anni. Oggi, a distanza di oltre due decenni, il testimone è passato nelle mani di Playground Games. Sarà la volta buona?
Indice
Il mito di Peter Molyneux e la nascita di “Project Ego”
Annunciato nel 2001 con il nome in codice di Project Ego, Fable è stato il gioco che ha fatto sognare un’intera generazione. Peter Molyneux, co-fondatore di Lionhead e mente dietro a capolavori come Populous, Theme Park, Dungeon Keeper e Black & White, non usava certo giri di parole: prometteva “un’esperienza unica che avrebbe rivoluzionato il genere RPG”. All’epoca, nessuno osava dubitare di lui; quando una leggenda del genere parlava, l’industria si fermava ad ascoltare.
Molyneux lanciava una “bomba” dopo l’altra sulle testate specializzate dell’epoca:
- Affermava che il mondo di Fable sarebbe stato interamente interattivo, con conseguenze permanenti (il celebre esempio del seme piantato che diventa albero col passare degli anni).
- Prometteva che avremmo seguito l’eroe per tutta la vita, con la possibilità di avere figli che avrebbero ereditato la nostra missione in caso di morte definitiva.
- Parlava di un open world totale, un sistema di reputazione mai visto e un meteo dinamico capace di influenzare il gameplay.
Pochi mesi prima del lancio nel 2004, arrivò a dichiarare: “Sarà il miglior gioco di tutti i tempi”.
2004: Un’ottima scintilla, ma non l’esplosione sperata
Quando Fable debuttò nel settembre 2004, la critica fu entusiasta, ma con riserve. Il gioco era validissimo, ma non era la rivoluzione promessa. Molte delle funzionalità giurate da Molyneux erano assenti o ridotte all’osso: la crescita degli alberi era un miraggio, il mondo era diviso in aree caricate e la longevità non era all’altezza di un RPG così ambizioso.
Molyneux si scusò in seguito, ammettendo di aver parlato alla stampa di funzioni che non aveva ancora nemmeno discusso con i suoi sviluppatori. Dopo i sequel Fable II e Fable III, la saga è entrata in un lungo letargo, interrotto solo nel 2020 quando Microsoft ha annunciato il reboot firmato da Playground Games, lo studio britannico dietro la serie Forza Horizon.
“Forza Fable”: la visione di Playground Games
Molti fan si sono chiesti: come può uno studio specializzato in simulatori di guida open world gestire un RPG fantasy così complesso? La risposta risiede nella filosofia di Ralph Fulton, fondatore di Playground: “Non siamo Lionhead e non cercheremo di copiarli pedissequamente. Costruiremo il gioco a modo nostro, partendo però dai documenti di design originali”.
Il risultato sembra essere incredibile. Playground sta finalmente realizzando quella visione che Molyneux aveva solo sognato:
- Un vero Open World: “Il mondo di Albion è interamente vostro”, assicura Fulton, promettendo attività organiche in ogni angolo della mappa.
- Sistema sociale dinamico: Sarà possibile stabilirsi ovunque, e le nostre azioni potranno persino influenzare il mercato immobiliare, facendo alzare o abbassare i prezzi degli affitti nelle città.
- Reputazione e Memoria: Gli NPC (personaggi non giocanti) ricorderanno le nostre gesta e avranno opinioni divergenti su di noi. Potrete avere un’identità completamente diversa in ogni regione di Albion in base alle scelte effettuate.
Un sistema morale oltre il bene e il male
Dimenticate il sistema manicheo del passato, dove mangiare un pollo croccante vi faceva spuntare le corna. Il Fable del 2026 introduce un concetto di moralità molto più sfumato. “Non esiste un bene o un male assoluto”, spiega Fulton. Saranno gli abitanti di Albion a giudicarvi secondo i loro valori.
L’ambizione tecnica è mostruosa: il mondo sarà popolato da 1.000 NPC, ognuno dotato di un ruolo, una personalità e una routine quotidiana specifica. Playground vuole che i giocatori “esasperino” i sistemi di gioco, testandone i limiti in ogni momento.
Ralph Fulton è il nuovo Molyneux?
Le premesse per un capolavoro ci sono tutte. Playground Games ha dimostrato con Forza Horizon di saper gestire mondi aperti tecnicamente impeccabili e visivamente mozzafiato. Se riusciranno a iniettare in quella struttura l’ironia britannica e la profondità ruolistica tipica di Fable, potremmo trovarci davanti al gioco dell’anno.
Le promesse sono tante, forse troppe, e il fantasma delle delusioni passate aleggia ancora su Albion. Tuttavia, la solidità dimostrata finora dallo studio fa ben sperare. Scopriremo se Playground avrà vinto la sua scommessa il prossimo autunno.