Arriva Clawdbot, l’assistente AI open source (mistergadget.tech)
Clawdbot, ora Moltbot, è un agente AI open source che gira in locale e può agire sul sistema: perché sta diventando virale.
Nelle ultime settimane Clawdbot, recentemente rinominato Moltbot per questioni di trademark, è diventato uno dei progetti più discussi nel panorama dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un assistente personale AI open source che sta attirando l’attenzione per un motivo preciso: non si limita a rispondere alle richieste dell’utente, ma è in grado di agire autonomamente sul sistema.
Il progetto è firmato da Peter Steinberger, sviluppatore noto per PSPDFKit, ed è pensato per funzionare in locale sul computer dell’utente. A differenza dei classici chatbot cloud-based, Clawdbot viene eseguito direttamente su macOS, Windows o Linux e può essere installato anche su Mac mini, VPS o macchine virtuali.
Un vero “agente AI”, non un semplice chatbot
Clawdbot rientra nella categoria degli AI agent, sistemi progettati per eseguire azioni multi-step senza richiedere input continui. Una volta collegato ai modelli linguistici (come ChatGPT o Claude) e autorizzato, l’assistente può accedere a email, calendario, file di sistema, browser e applicazioni di messaggistica.
In pratica, non si limita a suggerire cosa fare, ma fa le cose: monitora la posta, segnala messaggi rilevanti, ricorda informazioni nel tempo e può intervenire in modo proattivo su attività ripetitive. È proprio questo comportamento “attivo” ad aver alimentato il paragone, ricorrente online, con Jarvis di Iron Man.
Open source, ma con rischi evidenti
Il software è disponibile gratuitamente e il codice è pubblico, ma non è pensato per utenti inesperti. L’installazione richiede competenze tecniche e una chiara consapevolezza dei rischi: Clawdbot ha accesso completo al sistema, inclusa la possibilità di eseguire comandi, leggere e scrivere file e controllare il browser.
Lo stesso autore del progetto ha chiarito che non esiste una configurazione totalmente sicura. Proprio per questo motivo, il tool è rivolto soprattutto a sviluppatori, ricercatori e utenti avanzati, più che al grande pubblico.
Perché sta facendo discutere
Dopo un 2025 in cui molti agenti AI hanno deluso le aspettative, Clawdbot viene visto da alcuni come una delle prime implementazioni concrete e funzionanti di questo approccio. Allo stesso tempo, solleva interrogativi importanti su sicurezza, privacy e controllo, soprattutto quando un’AI ha accesso diretto al sistema operativo.
Il cambio di nome in Moltbot non ha rallentato l’interesse: il progetto continua a circolare sui social e nei forum tecnici, confermandosi come uno dei fenomeni emergenti più curiosi del mondo AI di inizio 2026.