Meta potrebbe lanciare abbonamenti premium (mistergadget.tech)
Meta prepara nuovi abbonamenti premium per WhatsApp, Instagram e Facebook: funzioni extra, AI avanzata e modello freemium in fase di test.
Meta sta preparando una nuova fase della sua strategia di monetizzazione: abbonamenti premium su WhatsApp, Instagram e Facebook. A confermarlo è TechCrunch, che riporta dichiarazioni dirette dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg. L’idea è chiara: mantenere gratuite le funzioni di base, introducendo però piani a pagamento per chi vuole strumenti avanzati, meno limiti e più controllo.
Non si tratterà di un unico abbonamento valido per tutto l’ecosistema. Meta sta sperimentando un modello modulare, con offerte differenti per ciascuna app, pensate per rispondere a esigenze specifiche. In altre parole, niente “pacchetto all-in-one”, ma sottoscrizioni separate e personalizzate.
Meta: funzioni extra e ruolo centrale dell’intelligenza artificiale
Uno dei pilastri di questa strategia sarà l’integrazione sempre più profonda dell’AI. In particolare, Meta punta a valorizzare Manus, un agente di intelligenza artificiale recentemente acquisito, che dovrebbe diventare parte integrante delle esperienze premium.
Alcuni segnali concreti sono già emersi. Il noto reverse engineer Alessandro Paluzzi ha individuato nei codici di Instagram riferimenti a scorciatoie dedicate a Manus AI, segno che i test sono già in corso. L’obiettivo è offrire strumenti avanzati di creazione, analisi e automazione, soprattutto per creator e utenti più attivi.
Sempre sul fronte AI, Meta sta valutando un modello freemium per Vibes, l’esperienza di creazione di video brevi basata su intelligenza artificiale. L’accesso di base resterebbe gratuito, mentre gli abbonati potrebbero ottenere più generazioni mensili, strumenti avanzati e funzionalità esclusive.
Cosa potrebbe cambiare su WhatsApp, Instagram e Facebook
I dettagli definitivi non sono ancora pubblici, ma alcune ipotesi iniziano a delinearsi.
Su WhatsApp, almeno in Europa e nel Regno Unito, l’abbonamento potrebbe essere legato alla rimozione delle pubblicità, tema particolarmente sensibile per un’app storicamente priva di annunci.
Su Instagram, invece, le funzioni premium potrebbero includere strumenti di gestione avanzata del pubblico: liste personalizzate senza limiti, la possibilità di vedere quali follower non ricambiano il follow e persino la visualizzazione anonima delle Storie. Funzioni che oggi esistono solo tramite app di terze parti o workaround poco affidabili.
Per Facebook, il quadro è ancora più sfumato, ma è plausibile aspettarsi opzioni avanzate di personalizzazione del feed, strumenti AI e una riduzione dell’esposizione pubblicitaria.
Abbonamenti separati da Meta Verified
Meta ha chiarito che questi nuovi piani saranno indipendenti da Meta Verified. Quest’ultimo resta un servizio pensato principalmente per creator e aziende, con vantaggi come badge di verifica, assistenza prioritaria e protezione contro le impersonificazioni. I nuovi abbonamenti, invece, mirano a un pubblico più ampio, includendo anche utenti comuni disposti a pagare per un’esperienza più pulita, potente o personalizzata.
Una nuova fonte di ricavi, ma attenzione alla “subscription fatigue”
Dal punto di vista finanziario, l’operazione è tutt’altro che secondaria. Con la crescita rallentata della pubblicità tradizionale, gli abbonamenti rappresentano per Meta una fonte di ricavi più stabile e prevedibile. Tuttavia, resta il rischio della cosiddetta subscription fatigue: molti utenti sono già sommersi da servizi mensili a pagamento.
Un precedente spesso citato è Snapchat+, che con un prezzo contenuto è riuscito a superare i 16 milioni di abbonati. Meta spera di replicare – o superare – quel modello, facendo leva sulla forza delle sue piattaforme.