Anziani in famiglia? Niente panico, lascia perdere lo SpidAnziani in famiglia? Niente panico, lascia perdere lo Spid (mistergadget.tech)
Oggi esistono molti strumenti che facilitano le procedure che, un tempo, avvenivano tramite la classica password.
Ormai è chiaro a tutti che quest’ultima non sia più sufficiente in un mondo in cui siamo continuamente esposti; tuttavia, è doveroso specificare che esiste una serie di strumenti che la maggior parte delle persone continua a non utilizzare.
In linea generale, negli ultimi anni abbiamo imparato a gestire l’accesso online mediante lo SPID: un sistema digitalizzato che consente, attraverso apposite chiavi, di accedere ai siti della Pubblica Amministrazione, del Comune o delle Regioni. Grazie a questo sistema di riconoscimento dell’identità, possiamo scaricare documenti ufficiali identificandoci come persone fisiche. Questo cambiamento nel circuito italiano ha facilitato l’ottenimento di documenti per i quali, in precedenza, era necessario recarsi fisicamente allo sportello o affrontare lunghe trafile burocratiche. È stato un passaggio di rilievo, ma tutto sta per cambiare nuovamente.
Anziani in famiglia, la soluzione è la CIE e una spesa di 10 euro
È interessante prepararsi a questa evoluzione sotto due aspetti. Da un lato, bisogna abituarsi ai cambiamenti futuri e alle novità importanti, come l’app IO e l’IT Wallet: una serie di strumenti che verranno progressivamente ampliati per contenere tutta la nostra documentazione. Non sarà più solo un sistema di accesso ai siti dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate, ma un vero e proprio raccoglitore digitale, interno ai nostri dispositivi, con tutto ciò che ci serve (come i documenti personali).

Dall’altro lato, esiste un altro sistema di identificazione che, ad oggi, risulta quasi più utile dello SPID, sebbene meno utilizzato. È vantaggioso in primis perché è gratuito, mentre lo SPID diventerà progressivamente a pagamento (seguendo la scia di alcuni provider che hanno già iniziato a far pagare il servizio). Inoltre, è probabile che lo SPID venga prima o poi dismesso.
La grande alternativa, gratuita e facile da usare, risolve anche uno dei problemi più comuni: la digitalizzazione della fascia anziana o di chi ha poca dimestichezza con la tecnologia. Parliamo della CIE (Carta d’Identità Elettronica). Essendo dotata di un chip, può essere utilizzata in modo semplice tramite l’NFC, il sensore posto sul retro degli smartphone di ultima generazione: basta avvicinare la carta al dispositivo e questo funge da lettore.
La cosa più interessante è che la CIE viene consegnata con un PIN e un PUK forniti dal Comune, necessari per accedere ai servizi. Tuttavia, se un genitore anziano o un parente poco esperto avesse necessità di accedere a un sito, non è nemmeno obbligatorio usare uno smartphone con NFC. Per chi ha più di 70 o 80 anni e non vuole approcciarsi a queste tecnologie, basta un semplice lettore di smart card esterno. Con una spesa minima (circa 10 euro su Amazon o nei negozi fisici), si ottiene un dispositivo “vecchio stile” in cui inserire fisicamente la carta. Il lettore, collegato al computer, riconosce l’identità e permette l’accesso immediato.
Si tratta di un’opzione che richiede un investimento una sola volta e risolve il problema a lungo termine. La CIE, infatti, non è uno strumento che diventerà a pagamento o che imporrà limiti. Al contrario, le sue funzionalità verranno semplicemente ampliate e migliorate nel tempo.