Anche Xiaomi lavora ai suoi smart tag (mistergadget.tech)
Xiaomi Tag è sempre più vicino: due versioni, UWB e Bluetooth, design compatto e integrazione con HyperOS per competere nel mercato dei tracker.
Xiaomi sta lavorando in silenzio a un nuovo accessorio destinato a entrare in un mercato sempre più affollato: quello dei localizzatori smart. Dopo le prime indiscrezioni emerse a fine 2025, nelle ultime ore sono arrivati segnali più concreti che confermano l’esistenza dello Xiaomi Tag, il primo tracker dell’azienda pensato per competere direttamente con le soluzioni già affermate.
Le nuove informazioni arrivano da un’analisi approfondita dei file di sistema di HyperOS, dove sono stati individuati riferimenti espliciti al dispositivo. Un indizio che lascia poco spazio ai dubbi: il progetto è reale e in una fase di sviluppo già piuttosto avanzata.
Xiaomi Tag: lancio graduale, partenza dalla Cina
Seguendo una strategia ormai collaudata, Xiaomi dovrebbe debuttare inizialmente in Cina, per poi valutare l’espansione sui mercati internazionali. È un approccio tipico del brand, che consente di testare hardware e servizi su larga scala prima di un rollout globale.
Questo non significa però che il prodotto resterà confinato al mercato asiatico: la presenza di stringhe dedicate alla gestione multi-utente e alla sicurezza suggerisce fin da subito un’impostazione pensata per un utilizzo internazionale.
Design familiare e due varianti tecniche
Dal punto di vista estetico, lo Xiaomi Tag adotterà un design sobrio e funzionale, molto vicino a quello dei principali concorrenti. Nessuna scelta estrema: forma compatta, foro per l’aggancio e linee pulite, con l’obiettivo di passare inosservato una volta applicato a chiavi, zaini o valigie. Secondo quanto emerso, saranno previste due versioni:
- una variante con Ultra-Wideband (UWB), pensata per la localizzazione precisa a corto raggio
- una versione più semplice basata solo su Bluetooth, probabilmente più economica
Entrambe dovrebbero utilizzare una batteria CR2032, quindi sostituibile e con autonomia di diversi mesi.
Accoppiamento rapido e funzioni di sicurezza
Le stringhe individuate in HyperOS delineano un’esperienza d’uso molto semplice. Il pairing dovrebbe avvenire automaticamente rimuovendo una linguetta isolante e avvicinando il Tag allo smartphone, senza passaggi complessi.
Tra le funzioni previste troviamo:
- visualizzazione della posizione su mappa
- notifiche in caso di oggetto dimenticato o smarrito
- gestione degli avvisi di “tracker sconosciuto”, con la possibilità di autorizzare contatti fidati per evitare falsi allarmi durante viaggi o spostamenti condivisi
Un aspetto non secondario, soprattutto alla luce delle attenzioni crescenti su privacy e tracciamenti indesiderati.
Nessun annuncio ufficiale, ma il quadro è chiaro
Xiaomi non ha ancora annunciato pubblicamente il prodotto, ma la quantità di riferimenti software e la presenza di render preliminari indicano che il debutto è solo questione di tempo. Con ogni probabilità, il Tag verrà integrato profondamente nell’ecosistema HyperOS, diventando un tassello in più nella strategia di dispositivi interconnessi dell’azienda.
Il mercato dei tracker è maturo, ma non ancora saturo: Xiaomi sembra pronta a giocarsi la sua partita, puntando su prezzo competitivo, integrazione di sistema e una doppia offerta tecnica per coprire più fasce di utenti.