I brand del futuro: quali gadget di oggi varranno una fortuna nel 2050? (mistergadget.tech)
Dalle icone brutaliste di Teenage Engineering ai fallimenti profetici di Dyson: ecco la guida su cosa conservare (e non scartare) per avere un tesoro tra venticinque anni.
Il collezionismo tecnologico sta vivendo una metamorfosi profonda. Se oggi un iPhone 2G sigillato può essere battuto all’asta per oltre 60.000 euro, cosa cercheranno i collezionisti nel 2050? La risposta non risiede necessariamente nel dispositivo più potente, ma in quello che ha saputo cristallizzare un momento di rottura o un’estetica irripetibile.Perché un oggetto diventi un “cult” da museo, deve possedere la triade d’oro: un design che sfida il tempo, un’innovazione che ha aperto (o chiuso) un’era e una rarità intrinseca. Ecco i brand e i prodotti su cui scommettere oggi.
Indice
1. Il “Brutalismo” svedese: Teenage Engineering
Se esiste un marchio che ha trasformato l’hardware in pura arte contemporanea, è Teenage Engineering. Nata a Stoccolma, questa azienda non produce semplici mixer o sintetizzatori, ma icone culturali.
- Perché avrà valore: In un futuro dominato da interfacce neurali e superfici olografiche prive di tasti, i prodotti TE rappresentano l’apice del feedback tattile. Il sintetizzatore OP-1 (e il suo successore Field) o il registratore TP-7sono già oggi studiati nelle scuole di design per il loro approccio “retro-futurista”.
- Il pezzo da conservare: Oltre agli iconici sintetizzatori, occhio al TP-7 Digital Tape Recorder. La sua “finta” bobina rotante è un trionfo di scheumorfismo fisico: un oggetto che celebra il passato meccanico con tecnologia digitale. Tra trent’anni, sarà il simbolo di un’epoca in cui volevamo ancora “sentire” la musica sotto le dita.
2. Apple Vision Pro: il “Punto Zero” dello Spatial Computing
Non fatevi ingannare dalle critiche sulla pesantezza o sul prezzo: il primo Apple Vision Pro è il corrispondente odierno del primo Macintosh del 1984 o del computer Lisa.
- Perché avrà valore: È il dispositivo che ha ufficialmente sancito il passaggio dall’informatica mobile a quella spaziale. Anche se tra dieci anni avremo occhiali AR sottili come piume, il Vision Pro resterà il “prototipo pubblico” che ha cambiato le regole del gioco. * La rarità: Le prime unità, specialmente se complete di packaging originale e accessori della prima ora, diventeranno il “Sacro Graal” per i collezionisti Apple, proprio perché rappresentano un capitolo rischioso e ambizioso della storia di Cupertino.
3. Nothing e la ribellione della trasparenza
Mentre il mercato degli smartphone si appiattiva su blocchi di alluminio indistinguibili, Carl Pei ha lanciato Nothing. Il Nothing Phone (1) ha riportato il design industriale al centro della conversazione con la sua scocca trasparente e l’interfaccia Glyph.
- Perché avrà valore: Rappresenta la “controcultura” tecnologica degli anni ’20. Nel 2050, guarderemo a Nothing come al brand che ha cercato di rendere la tecnologia di nuovo divertente e visibile.
- Il dettaglio: I prodotti Nothing hanno una forte identità visiva che invecchia bene. Un Phone (1) o le Ear (1) originali saranno pezzi di design ricercati per la loro capacità di mostrare “le viscere” della macchina in modo elegante.
4. Il “Fallimento d’Oro”: Dyson Zone
A volte, il valore collezionistico non nasce dal successo, ma dall’audacia di un fallimento. Le Dyson Zone, le cuffie con purificatore d’aria integrato, sono state interrotte dopo soli due anni di produzione.
- Perché avrà valore: Sono l’esempio perfetto di design distopico diventato realtà. In un mondo che usciva da una pandemia, Dyson ha creato un oggetto che sembrava uscito da Blade Runner. La loro produzione limitata e la loro estetica “estrema” le rendono candidate perfette per le mostre di design del futuro.
- Il verdetto: Chi ne possiede un paio funzionante oggi ha tra le mani una rarità che racconta le paure e le ambizioni tecnologiche di metà anni ’20 meglio di qualunque altro gadget.
5. La scommessa “Indie”: Playdate
Infine, c’è la piccola console gialla con la manovella: Playdate. Prodotta da Panic in collaborazione (guarda caso) con Teenage Engineering, è l’antitesi di PlayStation e Xbox.
- Perché avrà valore: Ha venduto poche decine di migliaia di unità rispetto ai milioni delle concorrenti. È una console “boutique” con uno schermo in bianco e nero senza retroilluminazione e un metodo di input unico (la manovella).
- Il mercato futuro: Nel 2050, il retrogaming sarà dominato dalla nostalgia per le esperienze tattili uniche. Il Playdate, con la sua distribuzione di nicchia e la sua filosofia ludica “lenta”, sarà il pezzo più pregiato in ogni bacheca di appassionati.
Investire nel collezionismo tecnologico richiede coraggio: bisogna saper guardare oltre la scheda tecnica. Il segreto per il 2050? Cercate gli oggetti che hanno un'”anima” o che hanno osato sbagliare. Un prodotto tecnicamente perfetto ma anonimo finirà nel dimenticatoio; un oggetto strano, audace o bellissimo resterà per sempre.