l'app che ti chiede se sei vivo ogni giorno (MisterGadget.Tech)
“Are You Dead?” è diventata l’app a pagamento più scaricata in Cina: funziona come un check-in per segnalare che sei ancora vivo. Un caso sociale che racconta solitudine e ansia urbana.
Una domanda brutale, quasi disturbante, che però intercetta un’ansia reale e sempre più diffusa nella Cina urbana contemporanea. “Are You Dead?”, ovvero “Sei morto?”. È questo il nome dell’applicazione che, nel giro di poche settimane, è diventata l’app a pagamento più scaricata in Cina, trasformandosi in un caso sociale prima ancora che tecnologico.
Dietro al successo improvviso non c’è una trovata hi-tech particolarmente sofisticata, ma un’idea semplice e diretta che risponde a un bisogno profondo: la paura di stare male, o peggio, da soli, senza che nessuno se ne accorga.
Come funziona l’app?
Il funzionamento è volutamente elementare. L’utente deve confermare periodicamente di essere vivo premendo un grande pulsante sullo schermo. L’intervallo di tempo è configurabile: può essere quotidiano, settimanale o adattato alle proprie abitudini.
Se il check-in non avviene entro il tempo stabilito, l’app invia automaticamente una notifica a uno o più contatti di emergenza indicati dall’utente. Il messaggio avverte che la persona potrebbe trovarsi in difficoltà e suggerisce di verificare la situazione.
Non ci sono algoritmi predittivi, sensori biometrici o intelligenza artificiale. Tutto si basa su un gesto volontario, ripetuto nel tempo. Proprio questa semplicità è uno dei fattori che ne ha favorito l’adozione.
Un successo improvviso, partito dal basso
L’app era stata lanciata già nel maggio dello scorso anno, inizialmente senza particolare attenzione mediatica. Per mesi è rimasta una utility di nicchia, utilizzata da poche migliaia di persone.
La crescita è esplosa nelle ultime settimane, soprattutto tra giovani adulti che vivono da soli nelle grandi città cinesi. Nel giro di poco tempo “Are You Dead?” ha scalato le classifiche fino a diventare l’app a pagamento più scaricata del Paese.
Un successo che si inserisce in un contesto demografico ben preciso. Secondo stime ufficiali, entro il 2030 la Cina potrebbe arrivare a contare fino a 200 milioni di nuclei familiari composti da una sola persona. Un dato che racconta un cambiamento sociale profondo, fatto di mobilità interna, lavoro lontano dalle famiglie d’origine e legami sempre più fragili.
Solitudine urbana e ansia di scomparire
L’app si presenta apertamente come un “compagno di sicurezza” per lavoratori single, studenti fuori sede e persone che vivono da sole per scelta o necessità. Nei commenti sui social cinesi, molti utenti descrivono la stessa paura: avere un malore, un incidente domestico o un problema improvviso senza che nessuno se ne accorga per giorni.
Non si tratta solo di salute fisica. Le testimonianze spesso chiamano in causa anche isolamento sociale, depressione, precarietà lavorativa e stress cronico. In più di un caso, il timore espresso è quello di “sparire” senza lasciare traccia, se non digitale. In questo senso, l’app diventa una forma minima di legame: qualcuno, da qualche parte, riceverà un segnale se qualcosa va storto.
Un nome che divide (e fa discutere)
Una parte consistente della popolarità dell’app è legata anche al suo nome. “Are You Dead?” è stato giudicato da molti utenti di cattivo auspicio, quasi macabro. Non sono mancate le richieste di cambiarlo con qualcosa di più rassicurante, come “Are You OK?” o “How Are You?”.
Il dibattito sul nome ha contribuito ad amplificare la visibilità dell’app, trasformandola in un piccolo fenomeno culturale. Gli sviluppatori hanno spiegato che il titolo nasce come gioco di parole legato a una popolare app cinese di food delivery, ma hanno ammesso di stare valutando un rebranding.
Fuori dalla Cina si chiama Demumu
Al di fuori del mercato cinese, l’app è distribuita con il nome Demumu. Con questa denominazione, ha raggiunto posizioni di rilievo nelle classifiche delle app utility a pagamento in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Singapore, Hong Kong, Australia e Spagna.
Il prezzo è contenuto: circa 8 yuan in Cina, poco più di un dollaro. Una cifra che rende l’app accessibile a un pubblico molto ampio. La diffusione internazionale sembra essere trainata in parte anche dalle comunità cinesi all’estero, ma il tema toccato dall’app è universale e non legato a un contesto culturale specifico.
Chi c’è dietro il progetto
La società che sviluppa l’app si chiama Moonscape Technologies. Le informazioni sui fondatori sono poche: tre sviluppatori nati dopo il 1995, con base a Zhengzhou, nella provincia di Henan. L’investimento iniziale dichiarato è stato di circa 1.000 yuan. Oggi il progetto ha assunto una dimensione ben diversa. Uno dei fondatori, noto come Mr Guo, ha dichiarato ai media cinesi l’intenzione di raccogliere nuovi capitali, cedendo una quota della società per finanziare lo sviluppo futuro.
Non solo giovani: l’attenzione agli anziani
Negli ultimi messaggi pubblici, l’azienda ha iniziato a rivolgersi anche a un pubblico più anziano. In un Paese in cui oltre il 20% della popolazione ha più di 60 anni, la solitudine degli anziani che vivono da soli è un tema sempre più rilevante.
Secondo Moonscape Technologies, l’app potrebbe diventare uno strumento semplice per offrire una rete minima di attenzione anche a chi ha meno dimestichezza con la tecnologia, senza ricorrere a dispositivi medici o sistemi complessi.
Un segnale dei tempi
Il successo di “Are You Dead?” racconta molto più di un trend nelle app store. Racconta una società in cui la connessione digitale supplisce, almeno in parte, all’assenza di reti sociali fisiche. Un mondo in cui “essere vivi” diventa qualcosa da confermare, periodicamente, con un tap sullo schermo.
Non è un’app che risolve la solitudine. Ma è un termometro preciso di un’ansia collettiva che, sempre più spesso, passa anche dallo smartphone.