Le novità di Lenovo per il 2026 mostrate al CES di Las Vegas (MisterGadget.Tech)
Lenovo porta al CES 2026 una visione concreta del futuro: ThinkPad con display estendibile, AI Hub domestico Project Kubit, occhiali smart e display intelligenti.
Lenovo al CES 2026 non ha provato a “vendere” un prodotto, ma a mettere sul tavolo un’idea. E l’idea è abbastanza chiara: il PC del futuro non sarà solo più potente, ma più flessibile, più “ambientale” e soprattutto più legato a un’intelligenza artificiale che non vive in un’app, ma si infiltra nel sistema e nei dispositivi attorno a noi.
Non è una strategia nuova, ma quest’anno Lenovo l’ha resa molto più concreta con una carrellata di proof of concept, prototipi e progetti in sviluppo che puntano a un obiettivo preciso: ridurre attriti e passaggi tra lavoro, mobilità, schermi e contesto. Il tutto con un tono molto “CES”: ambizioso, visivo, e inevitabilmente sperimentale.
ThinkPad Rollable XD Concept: un 13,3″ che diventa quasi 16″ senza cambiare ingombro
Il pezzo forte è il ThinkPad Rollable XD Concept, un portatile che parte da uno schermo compatto da 13,3 pollici, ma può trasformarsi in un’area vicina ai 16 pollici grazie a un meccanismo di estensione del display. Lenovo parla di oltre il 50% di superficie in più, e il punto è proprio questo: avere più spazio verticale quando serve (documenti, fogli di calcolo, timeline, codice), mantenendo però un corpo che resta “trasportabile”.
A colpire, oltre al concetto, è anche la scelta estetica: una copertura in Corning Gorilla Glass Victus 2 completamente trasparente, che lascia intravedere l’ingegneria interna. È un dettaglio che comunica subito che siamo davanti a un esercizio di stile e tecnologia, non a un prodotto già pronto per lo scaffale.
L’interazione, nella visione Lenovo, non è solo “classico laptop”. Nel concept vengono citati comandi vocali, gesture tattili e funzioni abilitate dall’AI come la traduzione in tempo reale e l’idea di modalità d’uso anche a coperchio chiuso, pensate per contesti professionali e commerciali.
Project Kubit: il “cloud personale” diventa un AI Hub in casa
Il secondo tassello importante è il Personal AI Hub Concept, chiamato Project Kubit. Qui Lenovo spinge su un concetto che torna spesso quando si parla di AI nel quotidiano: non tutto deve passare da server remoti, e l’utente dovrebbe poter avere un “centro” personale per gestire servizi e funzioni intelligenti.
Kubit viene descritto come un dispositivo edge, quasi un cloud personale domestico, capace di coordinare applicazioni AI tra computer, smartphone, wearable e smart home. La parte interessante è che Lenovo lo immagina come un livello di orchestrazione: non un singolo device “smart”, ma un cervello che prova a far dialogare tutto il resto.
All’interno del concept vengono citate due workstation compatte ThinkStation PGX basate su chip NVIDIA Grace Blackwell, racchiuse dietro un display touch trasparente. È un modo molto “Lenovo” di mostrare potenza e direzione: AI sì, ma con hardware dedicato e un’idea di infrastruttura personale.
Lenovo AI Glasses Concept: occhiali leggeri, notifiche e traduzione istantanea
Sul fronte indossabili Lenovo ha mostrato i Lenovo AI Glasses Concept, occhiali intelligenti da circa 45 grammi. Non vengono raccontati come gadget isolato, ma come estensione naturale di smartphone o PC collegati: quindi non “occhiali che fanno tutto”, ma un terminale leggero che porta alcune funzioni a portata di sguardo e voce.
Le funzioni citate rientrano nell’uso realistico: chiamate in vivavoce, controllo dei contenuti multimediali, suggerimenti contestuali, traduzione istantanea e una funzione di riepilogo delle notifiche quotidiane. Lenovo parla anche di autonomia fino a otto ore, con attenzione al comfort: tema fondamentale, perché sugli occhiali il confine tra “utile” e “insopportabile” è un millimetro (e qualche grammo) scarso.
Smart Sense Display Concept: schermi che riconoscono dispositivi e utenti
Altro capitolo: i display. Lenovo ha mostrato Smart Sense Display Concept, un monitor UHD da 27 pollici con un approccio che punta alla comodità: collegamento automatico e wireless a più dispositivi personali, e possibilità di spostare contenuti tra schermi diversi per gestire il multitasking.
A questo Lenovo affianca un concept di display “personalizzato” AI-powered, pensato per adattare luminosità, colori e impostazioni visive in base a utente, orario e perfino postura, con l’obiettivo di ridurre l’affaticamento visivo. L’idea è chiara: l’hardware non è più passivo, ma prova a reagire e ottimizzare senza chiederti continuamente input.
Accessori sperimentali: tastiera “dual mood” e periferiche che si ricaricano con la luce
Chiude la demo una serie di accessori che sembrano piccoli, ma in realtà raccontano bene il tema “frizione zero”. Lenovo ha mostrato una tastiera adattiva con corsa dei tasti regolabile per passare rapidamente da produttività a gaming, e un kit auto-ricaricante con mouse e tastiera alimentati dalla luce ambientale, operativi anche con soli 50 lux.
Sono dettagli, sì. Ma sono anche il tipo di idee che, se diventano prodotto, cambiano davvero la quotidianità più di mille slogan sull’AI.