Spedizioni: bisognerà bagarla su ogni pacco (mistergadget.tech)
In questi giorni si è diffuso un annuncio che, ovviamente, ha fatto tremare i consumatori: si tratta della tassa sul pacco.
In pratica, un nuovo emendamento della manovra economica potrebbe portare all’aggiunta di una tassazione su ogni pacchetto, quindi praticamente su tutte le spedizioni. La proposta segue l’introduzione del contributo sulle spedizioni che arrivano dall’estero, ovvero gli acquisti effettuati al di fuori dell’Unione Europea, che prevedono un sovrapprezzo dovuto agli oneri che riguardano esclusivamente i Paesi extra-UE come la Cina o l’America.
Tuttavia, la misura di cui si sta parlando è tutta nuova e potrebbe essere una strategia relativa all’intero settore logistico. Parliamo di un cambiamento epocale, con una tassa che riguarderebbe qualunque pacchetto spedito, anche all’interno della stessa Italia.
La tassa sui pacchi: cosa sta accadendo
Laddove questa tassa venisse introdotta, si applicherebbe sostanzialmente a tutti i pacchetti. Non ci sarebbe più differenza tra il pacco che arriva dall’estero e quello che arriva dall’Italia: bisognerebbe pagare una sorta di surplus anche facendo gli acquisti da parte di negozi che si trovano sul territorio.
Senza contare che, nel pacchetto complessivo, è previsto anche un raddoppio di quella che viene chiamata Tobin Tax, ovvero l’aliquota sulle transazioni finanziarie, che potrebbe passare dallo 0,2% allo 0,4% (e dal 2% al 4% per i mercati non regolamentati).
Per il Governo, questo potrebbe significare un gettito di 1,5 miliardi di euro in tre anni. Dal punto di vista pratico, per l’utente, potrebbe voler dire spendere un paio di euro in più su ogni pacchetto ordinato.
Non è una cifra spropositata, ovviamente, ma fa discutere. Soprattutto in un’epoca come quella attuale, in cui il commercio elettronico è molto utilizzato. Con siti di e-commerce come Amazon, gli utenti possono acquistare qualsiasi cosa: dai prodotti per la casa ai prodotti per la persona, e addirittura fare la spesa.
È chiaro che se viene introdotta una tassa per singolo pacco, la questione potrebbe cambiare. Se oggi, non pagando le spese di spedizione e non avendo vincoli, l’utente acquista anche per pochi euro rivolgendosi a siti che consentono di ricevere immediatamente la merce, la situazione potrebbe modificarsi drasticamente nel momento in cui la persona si trovi a pagare due euro per pacchetto.
Si tratta di una modifica non di poco conto. È vero che presi singolarmente, un paio di euro non sono la fine del mondo. Il punto è che un paio di euro sulla spedizione di magari una TV o un computer (un prodotto costoso) non sono nulla, ma un costo di questo tipo su un prodotto economico cambia completamente le cose.