L’allarme lanciato dall’EASA e dall’azienda produttrice ha provocato un vero e proprio caso sugli Airbus, bloccati per quello che si può definire un bug solare.
Indice
- Cosa è successo nei cieli britannici?
- Il problema tecnico degli Airbus A320: software a rischio
- Quali compagnie e aeroporti sono coinvolti
- Le conseguenze per i passeggeri: ritardi, cancellazioni e caos
- Cosa stanno facendo le autorità e le compagnie aeree
- Cosa significa per il traffico aereo europeo e globale
Il recente allarme sulla vulnerabilità dei sistemi avionici Airbus alle radiazioni solari ha destato non poco panico nei viaggiatori. Ma non è solo una notizia di cronaca. Siamo di fronte al crollo di un sistema di trasporti fondamentale per l’economia mondiale? O è solo un allarmismo momentaneo destinato a rientrare? Ecco cosa sta succedendo nei cieli e negli aeroporti di tutto il mondo.
Cosa è successo nei cieli britannici?
L’allarme sugli aerei modello Airbus è stato lanciato dal produttore stesso e dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) a seguito di un incidente che ha visto un Airbus A320 di JetBlue perdere quota il 30 ottobre 2025.
Immagina di essere a 35.000 piedi d’altezza, con il caffè in mano, mentre il sistema di intrattenimento ti propone l’ultimo film campione d’incassi. Improvvisamente, senza alcun preavviso, l’aereo decide di puntare il naso verso il basso. Non è il pilota a farlo, e non è una turbolenza. È un raggio cosmico, una particella invisibile arrivata dallo spazio profondo, che ha colpito un singolo transistor all’interno di un computer grande quanto una scatola da scarpe.
Il problema tecnico degli Airbus A320: software a rischio
Sembra fantascienza, o l’inizio di un disaster movie, ma è la realtà tecnica che ha portato l’EASA e la FAA americana a emettere direttive di aeronavigabilità urgenti riguardanti la famiglia degli Airbus A320neo. Il problema risiede specificamente nell’unità ELAC (Elevator Aileron Computer), il cervello elettronico che gestisce gli elevatori e gli alettoni, ovvero le superfici mobili che permettono all’aereo di salire, scendere e virare. Secondo i report tecnici, in determinate condizioni, una tempesta geomagnetica o semplicemente la normale radiazione cosmica presente in alta quota può causare un disallineamento dei dati nella memoria di questi computer.
La direttiva tecnica spiega che se due computer ELAC subiscono simultaneamente un errore dovuto a queste radiazioni durante determinate manovre, l’aereo potrebbe entrare in una picchiata non comandata. Sebbene la probabilità che due computer ridondanti falliscano nello stesso millisecondo sia statisticamente infinitesimale, nel mondo dell’aviazione infinitesimale non è sinonimo di impossibile. Per questo motivo, Airbus ha dovuto sviluppare patch software e procedure operative temporanee per mitigare il rischio, ricordandoci che i nostri mezzi di trasporto più avanzati sono, in fin dei conti, delicati ammassi di silicio esposti alle forze dell’universo.
Quali compagnie e aeroporti sono coinvolti
Non stiamo parlando di un problema di nicchia che riguarda qualche compagnia remota. L’Airbus A320neo è la spina dorsale dell’aviazione a corto e medio raggio moderna. Di conseguenza, il problema degli airbus bloccati ha messo in allerta i colossi dei cieli europei e mondiali. British Airways, Lufthansa, SAS e le low-cost come EasyJet e Wizz Air sono tra i principali operatori di questo modello e si sono trovate a dover gestire la pianificazione della manutenzione straordinaria.
Gli aeroporti che fungono da hub per queste compagnie sono, ovviamente, i più esposti. Non si tratta solo di Londra Heathrow e Gatwick, che hanno sentito il colpo più duro a causa dell’alta concentrazione di flotta Airbus nel Regno Unito, ma anche di snodi cruciali come Francoforte, Parigi Charles de Gaulle e, in misura minore, Milano Malpensa. Quando una direttiva tecnica impone controlli o patch su una componente critica come l’ELAC, l’aereo non può semplicemente essere riavviato al gate, come un comune smartphone. Deve rientrare nell’hangar, togliendo capacità operativa immediata a scali già congestionati.
Le conseguenze per i passeggeri: ritardi, cancellazioni e caos
La situazione ha raggiunto il punto di ebollizione nel Regno Unito, dove la combinazione tra carenza di personale di terra e la necessità di mantenere gli Airbus bloccati a terra gli aerei per i controlli software ha creato la tempesta perfetta. A Heathrow e Gatwick, i passeggeri hanno vissuto giornate da incubo: tabelloni rossi di cancellazioni last minute e ritardi a catena. Perché proprio lì? Perché British Airways (su Heathrow) e EasyJet (su Gatwick) basano gran parte della loro operatività quotidiana proprio sulla famiglia A320.

Le conseguenze per i passeggeri sono state tangibili. Voli cancellati con poco preavviso perché l’aeromobile assegnato non era conforme alle ultime direttive di sicurezza o era bloccato in manutenzione. E ovviamente si è verificato il classico effetto domino. Un aereo fermo a Londra significa un volo di ritorno cancellato da Roma, Berlino o Madrid. I social media si sono riempiti di storie di viaggiatori bloccati, bagagli dispersi nel limbo logistico e la frustrazione di scoprire che il proprio volo è stato annullato per un problema tecnico operativo. Un eufemismo che spesso nasconde proprio la necessità di questi aggiornamenti critici ai sistemi di bordo.
Cosa stanno facendo le autorità e le compagnie aeree
Di fronte al rischio, seppur remoto, le autorità non hanno perso tempo. L’EASA ha emesso direttive di aeronavigabilità che non lasciano spazio a interpretazioni: gli operatori devono aggiornare il software degli elevatori entro finestre temporali stringenti. Non è un suggerimento, è un obbligo legale per poter volare.
Le strategie adottate dalle compagnie aeree per gli airbus bloccati sono di due tipi: per non paralizzare del tutto la flotta, i vettori stanno lavorando giorno e notte per applicare le patch software agli aerei. Uno alla volta, cercando di minimizzare i buchi nell’orario dei voli. Un tetris logistico immenso. Per coprire i buchi che inevitabilemente vengono lasciati dagli A320neo fermi ai box, alcune compagnie stanno noleggiando aerei ed equipaggi da altre compagnie charter, per garantire che i passeggeri arrivino comunque a destinazione, anche se magari su un aereo più vecchio e senza il logo della compagnia originale.
Cosa significa per il traffico aereo europeo e globale
Cosa significa mantenere gli Airbus bloccati per il traffico aereo europeo e globale nei prossimi mesi? Significa una riduzione forzata della capacità aerea. Ovvero, del numero totale di posti disponibili sui cieli.
Per il mercato, questo si traduce in due conseguenze inevitabili. Primo: una minor flessibilità operativa. Se il vostro volo viene cancellato, trovare un posto sul volo successivo sarà più difficile perché gli aerei viaggiano già pieni. Secondo: una possibile pressione sui prezzi dei biglietti. Meno aerei disponibili e costi di manutenzione imprevisti sono fattori che le compagnie aeree potrebbero dover scaricare sul costo finale del biglietto. La vicenda Airbus ci ricorda quanto sia fragile l’ecosistema del trasporto aereo globale: basta una particella solare e un bit fuori posto per mandare in tilt gli orari di mezzo continente.