Arriva la sorveglianza delle conversazioni (mistergadget.tech)
In Italia si è tornato a parlare del “Chat Control” e di quello che questo implicherà dal punto di vista della privacy e della sicurezza, ma anche delle verifiche.
Molti lo hanno definito come un sistema di sorveglianza di massa; in realtà, la questione è molto più complessa e bisogna chiarirne i punti per comprendere a fondo a cosa serve e perché è così importante. Secondo alcune persone, anche del settore, il nuovo Chat Control potrebbe determinare la sorveglianza di massa e, quindi, l’impossibilità di comunicazioni private al 100%.
La notizia torna nuovamente alla ribalta perché il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato effettivamente il regolamento che dovrebbe poi portare al Chat Control. Questo, di conseguenza, servirà per arginare fenomeni pericolosi online, soprattutto per i minori. Questa novità al momento verrà determinata in maniera piuttosto diretta, quindi con una scansione dei messaggi, ma potrebbe essere il principio di una modifica che andrà progressivamente verso una strada sempre più volta al controllo secondo alcuni specialisti.
Chat Control: arriva la nuova versione del regolamento
La versione originale del regolamento prevedeva praticamente la scansione di tutto, quindi anche delle chat che godono della crittografia end-to-end (per fare un esempio pratico, quelle di WhatsApp o di Telegram). Poi sono state chieste delle modifiche e delle revisioni per non portare alla sorveglianza di massa, preservando comunque la privacy degli utenti. I pericoli nascosti sono sempre quelli relativi alla privacy: è chiaro che nel momento in cui si vanno a scansionare delle conversazioni private, non solo il testo ma anche immagini, documenti e tutto quanto viene inoltrato, la questione potrebbe complicarsi.
Il nuovo regolamento di fatto mette fine a quelle che sono le comunicazioni anonime, perché bisognerà identificare l’età della persona che sta parlando, proprio per evitare che i minori accedano a determinati contenuti. I cittadini europei dovranno praticamente dimostrare l’età caricando il documento di identità o effettuando la scansione del volto nel momento in cui vorranno aprire un account di messaggistica, dei servizi online oppure banalmente anche le email. Secondo gli esperti del settore, questa è una stretta molto forte, tuttavia ci sarebbe comunque il modo per garantire la propria privacy. Secondo quanto riportato all’interno del testo, viene evitato ai minori di 17 anni di utilizzare applicazioni e giochi che hanno anche funzionalità di chat, proprio per scongiurare che possano in qualche modo parlare con potenziali soggetti pericolosi.
Solo tre paesi si sono opposti all’approvazione, ovvero Polonia, Olanda e Repubblica Ceca; l’Italia si è astenuta, mentre gli altri hanno votato a favore. Chiaramente adesso partiranno i negoziati, quindi probabilmente ci sarà un testo finale per il nuovo anno. Tuttavia, prima del 2026 non ci sarà la formula definitiva, che potrebbe subire ulteriori modifiche e si potrebbe quindi arrivare a smussare alcuni punti critici. Il Parlamento dal principio aveva espresso comunque un parere contrario rispetto a quella che è la sorveglianza di massa, quindi è chiaro che un controllo capillare delle chat non ci sarà. Bisogna capire in che modo opera questa scansione dei messaggi, che dovrebbe essere automatizzata, volta solo a rintracciare in automatico delle parole potenzialmente pericolose.
Non si sa se la verifica dell’età che al momento è stata richiesta arriverà fino alla fine e quindi oggettivamente all’approvazione totale, oppure se ci saranno delle modifiche in corso d’opera, ma sicuramente, nonostante non ci sia un’approvazione totalizzante, è importante capire verso cosa ci stiamo muovendo. È chiaro che il mondo del web, di internet e delle comunicazioni online, come non lo abbiamo sempre conosciuto, sta per cambiare ed è necessario che cambi per la sicurezza di tutti.