
Corri a controllare il tuo conto, puoi salutare i risparmi altrimenti (mistergadget.tech)
La diffusione capillare delle piattaforme social, come per molte altre evidenze è stata un bene ma non priva di contro, ha purtroppo creato un terreno fertile per la proliferazione di attività illecite, tra cui le truffe online.
Un fenomeno particolarmente preoccupante è l’attuale ondata di “link trappola” che si sta propagando su Facebook, trasformando utenti ignari in facili bersagli di raggiri digitali.
La dinamicità intrinseca di questi schemi fraudolenti impone una sfida continua alle piattaforme digitali, le quali, nonostante gli sforzi costanti per implementare misure di sicurezza e prevenzione, si trovano spesso a rincorrere le evoluzioni dei raggiri. La realtà è che l’efficacia delle contromisure è limitata senza una robusta consapevolezza collettiva. In questo contesto, l’informazione assume un ruolo cruciale, trasformando ogni utente in un attore responsabile e consapevole delle proprie azioni nel vasto e complesso ambiente del web.
Come avviene la frode del link
L’annuncio ingannevole che sta attualmente circondando su Facebook segue uno schema consolidato, ma non per questo meno efficace. È fondamentale sottolineare che Decathlon è del tutto estranea a questa iniziativa fraudolenta e non ha alcuna conoscenza delle attività condotte in suo nome.

Questo stratagemma è un falso, e segue la stessa logica di precedenti tentativi di frode che hanno coinvolto presunti regali da Lidl o iPhone da Amazon. Il meccanismo operativo è invariabilmente lo stesso: l’utente partecipa al sondaggio e, in maniera predeterminata, risulta sempre “vincitore”. A questo punto, viene fornito un contatto per riscattare il presunto premio. Il passo successivo richiede all’ignaro partecipante di inserire i propri dati personali per la spedizione, un’azione che comporta la condivisione di informazioni sensibili di varia natura.
La fase culminante della truffa si verifica quando, per poter ricevere il premio, viene richiesto un pagamento simbolico per le spese di spedizione, solitamente una cifra irrisoria come 2 euro. Di fronte alla prospettiva di ottenere uno zaino di valore significativo per un costo così esiguo, molti utenti non esitano a procedere. È a questo punto che, inserendo i dati della propria carta di credito per effettuare il pagamento, la truffa si consuma effettivamente. Le informazioni bancarie vengono acquisite dai malintenzionati, che possono quindi effettuare prelievi non autorizzati dal conto della vittima, causando danni finanziari considerevoli.
È imperativo comprendere che questo tipo di frodi, pur variando nei dettagli, operano con una logica comune e sono pervasive, in particolare sui social network. La regola aurea per la protezione personale è semplice ma fondamentale: non bisogna cliccare su link sospetti, né tantomeno inserire dati personali o bancari in contesti non verificati. La pretesa che aziende di tale calibro possano regalare oggetti di valore con spedizioni a costi irrisori è inverosimile e deve immediatamente attivare un campanello d’allarme.