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Recensione Amerzone – The Explorer’s Legacy: il ritorno trionfale di un classico dell’avventura

Il leggendario Amerzone ritorna con una versione rinnovata, raggiungendo nuove vette. Un remake che sfiora la perfezione!


Amerzone – The Explorer’s Legacy
Sulla scia di classici come Myst e Riven, il remake di Amerzone – The Explorer’s Legacy dimostra che il genere delle avventure in prima persona può ancora affascinare nel panorama videoludico moderno. Con una veste grafica completamente rinnovata e uno stile narrativo che ricorda i mondi immaginifici di Jules Verne, il celebre racconto creato da Benoît Sokal viene riportato in vita con rispetto e creatività.Il risultato è un’esperienza immersiva e coinvolgente, merito anche di un comparto audio di altissimo livello: le voci francesi sono curate e credibili, mentre la colonna sonora – firmata da Inon Zur e da suo figlio – accompagna il giocatore in modo elegante e mai invasivo. La progressione dell’avventura è stata ottimizzata per offrire un ritmo più fluido, ma senza snaturare lo spirito dell’originale. Un ritorno trionfale, insomma, che conferma il talento dello studio parigino Microids, capace di rinnovare un’opera cult senza perdere l’anima che l’ha resa leggendaria.
Pro
+ Un’opera d’autore senza tempo
+ Gameplay più interattivo e vivace dell’originale
+ Grafica assolutamente magnifica
+ Le musiche di Inon Zur e suo figlio Ori
+ Il racconto e la sua scrittura di grande qualità
+ La difficoltà adattativa
Contro
– Rallentamento durante l’introduzione su console
– In linea retta, finisce abbastanza velocemente

Frutto della visione del compianto Benoît Sokal, geniale autore e disegnatore belga scomparso nel 2021, L’Amerzone è un gioco d’avventura punta e clicca sulla scia di Myst che è rimasto impresso nella memoria di molti giocatori. Forte di un’atmosfera unica, quest’opera tentò ai tempi anche il passaggio da PC a console, ma con scarso successo a causa di caricamenti incessanti e una compressione delle immagini che non rendeva giustizia all’eccezionale tratto dell’autore. Oltre venticinque anni dopo la sua uscita originale, Microids rivisita questo classico, modernizzandone la formula senza tradirne lo spirito e l’atmosfera originali. Un vero colpo da maestro, coinvolgente e malinconico.

Considerato uno dei primi giochi con una forte impronta autoriale, Amerzone fu la prima incursione di Benoît Sokal nel mondo dei videogiochi. Con la sua malinconia e la sua trama dalle tinte scure, questa avventura conquistò un’intera generazione (e non solo), attingendo dall’omonimo fumetto ma integrandovi personaggi umani. Mentre il fumetto originale segue le vicende dell’ispettore Canardo (un detective antropomorfo dalle fattezze di papero), il gioco ne riprende la lore e l’universo narrativo, infarcendolo di riferimenti e costruendo una storia che affascina fin dai primi istanti. Cosa ci facciamo su questa costa bretone spazzata dai venti?



Immersi in una terra sconosciuta

Mentre la schermata del titolo svela un paesaggio amazzonico che evoca ricordi lontani, la nostra indagine inizia a migliaia di chilometri dalla giungla. Più precisamente in Bretagna, sulla costa settentrionale del Finistère, nella penisola immaginaria di Langrevin. Nei panni di un giovane giornalista del Mondial Magazine, giungiamo in questo luogo misterioso dominato da un faro a picco sul mare.

Dopo un rapido scambio con il postino locale, le istruzioni ricevute dalla redazione non lasciano dubbi: si tratta di un banale reportage per riempire le ultime pagine di un numero speciale, senza gravare sulla contabilità con spese d’albergo. Poveri illusi…

Immersi in una terra sconosciuta (MisterGadget.Tech)

Lungo il sentiero che porta al faro, la natura selvaggia e ammaliante impone la sua solitudine. Un cannocchiale arrugginito permette di ammirare la maestosità della struttura, prima tappa della nostra avventura. È tra quelle mura che il professor Alexandre Valembois ha scelto di vivere, molto tempo fa. Sebbene l’edificio appaia lugubre, nasconde in realtà innumerevoli segreti che condurranno il nostro protagonista dall’altra parte del mondo. L’incontro con Valembois sarà l’innesco di una serie di eventi che ci spingeranno fino in Sud America.

Il paradiso degli uccelli bianchi

Tutta la prima parte di Amerzone si svolge all’interno del faro, permettendo al giocatore di familiarizzare con le meccaniche di gioco originali, qui modernizzate. Pur mantenendo l’approccio “punta e clicca” e la navigazione tra schermate predefinite dell’originale, gli sviluppatori dello studio parigino di Microids hanno abbandonato la progressione statica per schermate fisse, introducendo transizioni fluide che danno più vita agli spostamenti dell’avatar in scenari sontuosi (i tentativi di implementare un movimento free-roam non si sono rivelati soddisfacenti). Le interazioni avvengono tramite un cursore che cambia forma sugli elementi interattivi; tutti gli oggetti chiave sono stati modellati in 3D per essere manipolati e ruotati alla ricerca di indizi.

Il paradiso degli uccelli bianchi (MisterGadget.Tech)

Gli enigmi si basano essenzialmente sull’uso logico degli oggetti raccolti e su molta deduzione, spesso analizzando documenti ricchi di dettagli. È fondamentale osservare attentamente per non tralasciare elementi cruciali. Il gioco propone due livelli di difficoltà: Viaggio (enigmi moderati, con più aiuti) e Avventura (enigmi più complessi, con indizi meno evidenti). In questo modo, l’esperienza è godibile sia per i neofiti che per i veterani del genere. La modalità Viaggio, in particolare, è ben calibrata per non bloccare il giocatore e permettergli di godersi appieno la splendida avventura.

Ciò che fa il fascino di Amerzone, al di là della sua atmosfera così particolare, risiede nella presenza dell’Hydraflot, uno straordinario veicolo trasformabile (capace di diventare aereo, barca, sottomarino…) che funziona grazie a speciali dischetti da ritrovare. L’altro elemento centrale della trama è un misterioso uovo, simbolo di un amore lontano venato di tradimento. Tutti i preparativi per il viaggio nel faro fungono da lungo tutorial, introducendo il contesto e gli eventi futuri. La terra immaginaria dell’Amerzone nasconde creature sorprendenti (alcune ostili) ed è dominata dal generale Alvarez, un tempo amico di Valembois.

Il presente senza tradire il passato

Più vivo e vibrante che mai, Amerzone abbandona l’involucro statico del passato per aprirsi ad ambienti molto più dinamici. Il vento soffia tra la vegetazione, le ombre si muovono, la luce filtra tra le nuvole, il mare si infrange sulle rocce… l’immersione è totale! Il realismo è rafforzato da animazioni contestuali durante le interazioni e dalla possibilità di riprodurre il movimento di apertura di porte, cassetti o scatole tramite lo stick analogico, un tocco che aumenta il coinvolgimento. Si ritrova l’atmosfera del gioco del 1999, ma in una formula molto più fluida e appagante, supportata dalle eccezionali musiche del compositore Inon Zur e di suo figlio Ori.

Il presente senza tradire il passato (MisterGadget.Tech)

Graficamente, basta un’occhiata per capire il salto prodigioso compiuto in oltre venticinque anni. Basato sul motore Unity (risultato notevole), il gioco offre panorami mozzafiato che danno ancora più impatto all’avventura.Attraversare i luoghi così diversificati immaginati da Benoît Sokal e goderne con questa veste grafica sublime eleva l’esperienza. Gli sviluppatori hanno svolto un lavoro di oreficeria assolutamente notevole!

Un remake notevole sotto ogni punto di vista

Alla sua uscita originale, Amerzone non fu accolto unanimemente; alcuni criticarono la sua prima parte come eccessivamente lenta. Tuttavia, con il passare degli anni, il gioco è entrato nella memoria collettiva come uno dei classici dell’avventura grafica, al pari di Myst, Riven, Atlantis e altri. È stato anche il trampolino di lancio per la creazione di un’altra serie emblematica di Sokal, Syberia (i due universi sono narrativamente collegati).

Un remake notevole sotto ogni punto di vista (MisterGadget.Tech)

Per una decina d’ore, L’Amerzone racconta una storia avvincente e ci fa viaggiare in luoghi magnifici, senza esitare a esplorare i lati oscuri dell’animo umano. Sono presenti anche piccole indagini secondarie per prolungare l’esperienza. Rinviato l’anno scorso per garantirne la qualità, il remake de Amerzone è un vero successo che delizierà sia i fan di lunga data che desiderano rivivere l’avventura, sia i nuovi giocatori che vogliono scoprire questa affascinante terra immaginaria. L’isola degli spiaggiati, Puebla o il villaggio di Ovo-Volahos vi aspettano!

Riccardo Ferrari

Studente di farmacia di giorno e scrittore di notte. Caporedattore, coordinatore e gestore delle componenti social e di pubbliche relazione di una piccola realtà: Natural Born Gamers. Nato con un joypad della prima PlayStation in mano e cresciuto con Final Fantasy, Metal Gear Solid e Resident Evil. Da lì non ha mai abbandonato il mondo videoludico, ho abbracciato anzi nuove passioni come il cinema, le serie tv ed il mondo della tecnologia.

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Riccardo Ferrari

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