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Per tanti italiani sono ormai parte integrante della vita quotidiana. Le app per il food delivery permettono di ordinare cibo da asporto, fare la spesa, acquistare prodotti di ogni genere e riceverli direttamente a casa. Scopri quali sono le più usate in Italia e come funzionano.
La gestione dei pasti quotidiani rappresenta spesso una sfida logistica. Sebbene cucinare rimanga un’attività apprezzata, la mancanza di tempo trasforma l’organizzazione dei pasti in un compito gravoso. Le app di food delivery hanno cessato di essere un semplice lusso per diventare uno strumento essenziale di gestione del tempo. Approfittare della comodità di un’applicazione per il food delivery ogni tanto è un pò un piacere proibito.
E con l’ampia scelta di ristoranti e negozi ormai presenti sulle app, può diventare un modo per risparmiare tempo e denaro. Offrono infatti una serie di vantaggi tra cui comodità, velocità e flessibilità.
Quanto sono utilizzate le app di delivery in Italia?
I dati aggiornati al primo trimestre del 2026 delineano un settore che ha ormai superato la fase della crescita esplosiva per entrare in quella della maturità strategica. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, il comparto del Food & Grocery in Italia ha raggiunto un valore di 4,9 miliardi di euro, con il Food Delivery che ne rappresenta la colonna portante con una quota del 46%.
La penetrazione del servizio è ormai capillare. Le indagini di YouGov e dell’Università di Bologna confermano che oltre 12 milioni di famiglie italiane (circa il 41,1% dei consumatori) utilizzano regolarmente le app di consegna. La spinta non è più dettata solo dalla mancanza di tempo, che incide per il 14,1%, ma da una ricerca di comodità (27,2%) e di una gratificazione specifica (17,2%). L’89% degli acquirenti sceglie oggi solo piattaforme che offrono tracking GPS in tempo reale e assistenza tramite IA, mentre emerge una nuova coscienza ambientale, con il 64% dei consumatori che predilige attivamente servizi con packaging ecosostenibile e logistica a zero emissioni.
La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo, accelerando la crescita del settore e modificando le abitudini dei consumatori. Prima della pandemia, il delivery rappresentava circa il 5% del fatturato annuo di un’attività di ristorazione; nel 2022, questa percentuale è salita al 19%.
Il loro uso è cresciuto quindi per la semplificazione delle esigenze di quella fetta della popolazione sufficientemente giovane e pratica da saper usare velocemente i pagamenti online e aver bisogno di metodi alternativi per ovviare ad azioni noiose e ripetitive come cucinare o fare la spesa.
Come funzionano le app per il food delivery
Le applicazioni di delivery funzionano in modo molto semplice. Basta scaricare l’app sul proprio smartphone o tablet, registrarsi e iniziare a sfogliare il catalogo di ristoranti, supermercati o negozi disponibili. Una volta scelto il prodotto o il servizio desiderato, basterà inserire l’indirizzo di consegna e pagare l’ordine. Il resto è compito del fattorino, che si occuperà di portare la merce a destinazione.
Si tratta di un servizio che viene offerto da tante catene di supermercati in Italia, ma non solo. Alcune ad esempio sono Conad, Esselunga, ma Amazon Fresh è stata una delle prime ad aver portato il servizio.
Qualcuno ha detto Just Eat
Un classico intramontabile, Just Eat è noto per la sua vasta selezione di ristoranti e cucine. È stata una delle prime piattaforme a diffondersi in Italia, e questo le ha permesso di costruire una rete molto estesa di ristoranti partner.
Il programma fedeltà principale di Just Eat si basa sulle StampCards (Carte Fedeltà), che premiano la fedeltà verso ristoranti specifici. Dopo 5 ordini presso lo stesso ristorante partecipante, si riceve uno sconto, solitamente pari al 10% del valore medio dei precedenti ordini.
Su Just Eat puoi pagare in diversi modi, sia online che alla consegna. Inoltre, è possibile pagare con i buoni pasto. La varietà di cucine disponibili rimane imbattibile, includendo una vastissima gamma di trattorie locali e attività storiche che hanno digitalizzato i propri processi grazie ai kit tecnologici forniti dalla piattaforma stessa. Just Eat continua la sua innovazione introducendo l’adozione del Digital Product Passport per i propri imballaggi, permettendo all’utente di verificare il ciclo di vita e il corretto riciclo dei contenitori utilizzati.
Glovo – consegna di cibo a domicilio e molto altro
Glovo, fondata nel 2015 a Barcellona, è un’azienda spagnola di food delivery che si distingue per la sua versatilità, offrendo non solo la consegna di cibo, ma anche di spesa, farmaci e altri prodotti, operando in numerosi paesi tra Europa e Africa, con una forte presenza in Italia. L’interfaccia intuitiva integra il monitoraggio in tempo reale e la programmazione degli ordini.
Glovo mantiene una leadership forte con oltre 25.000 partner. La particolarità italiana risiede nel tessuto delle PMI: circa l’80% dei partner è rappresentato da piccole e medie imprese locali, un segmento cresciuto del 14% negli ultimi anni.
Il programma Glovo Prime si è evoluto per coprire non solo il cibo, ma l’intero spettro del quick commerce. Al costo di 5,90 € al mese (con una prova gratuita di 30 giorni per i nuovi iscritti), Glovo offre un pacchetto all-inclusive. Il vantaggio principale riguarda l’azzeramento delle spese di consegna su circa il 90% dei ristoranti e l’80% dei supermercati e negozi partner (inclusi colossi come McDonald’s e KFC).
Gli abbonati Prime accedono a promozioni riservate che arrivano fino al 40% di sconto su una selezione di partner che ruota mensilmente. Il sistema permette di regalare un coupon da 16 € ai nuovi amici, ricevendo in cambio 5 € per ogni ordine completato dai segnalati. Non esistono vincoli contrattuali a lungo termine, l’abbonamento è gestibile con un click dall’app.
Deliveroo
Conosciuta per la sua attenzione alla qualità e alla velocità di consegna, Deliveroo si distingue per la selezione di ristoranti di alto livello. Fondata a Londra nel 2013, con una presenza in oltre 800 città italiane, Deliveroo domina i centri urbani ad alta densità. Con una rete di circa 20.000 partner. Sebbene il numero sia leggermente inferiore a Just Eat in termini di comuni coperti, Deliveroo domina i centri urbani ad alta densità.
L’app offre un’esperienza utente eccellente, con la possibilità di tracciare l’ordine in tempo reale e di personalizzare le proprie preferenze. Deliveroo ha investito molto nella logistica, garantendo consegne rapide anche nelle ore di punta. Ha segmentato la sua offerta per adattarsi a diversi profili di consumo, puntando fortemente sulla puntualità come valore di fedeltà.
Plus Gold (5,99 €/mese) è il piano top di gamma. Abbassa la soglia per la consegna gratuita a soli 10,00 € su tutto il catalogo (ristoranti, negozi e supermercati) e riduce drasticamente le spese di servizio. Plus Silver (2,99 €/mese) è ideale per utenti moderati. Offre la consegna gratuita per ordini sopra i 15,00 € nei ristoranti e sopra i 25,00 € nei supermercati. Se sei abbonato ad Amazon Prime, riceverai l’abbonamento Silver gratuitamente, collegando i due account.
Uber eats
Nonostante le fluttuazioni di mercato degli anni precedenti, Uber Eats si presenta come una piattaforma profondamente integrata nell’ecosistema di mobilità globale di Uber. Uber Eats punta sull’integrazione con l’ecosistema Uber. Il Cart Assistant sfrutta l’intelligenza artificiale per ottimizzare la spesa in base a budget e parametri nutrizionali. L’innovazione principale riguarda la sincronizzazione logistica: l’utente può ordinare durante un tragitto in auto, coordinando l’arrivo del rider con il proprio rientro a casa.
Sicurezza e diritti: il banco di prova della sostenibilità sociale
Il dibattito sulla sicurezza dei rider rimane una delle questioni più calde per il settore, nonostante i progressi tecnologici. Le mobilitazioni nazionali hanno riportato al centro dell’attenzione l’insostenibilità di un modello che, in alcuni casi, scarica ancora il rischio d’impresa interamente sul lavoratore. Le indagini della Procura di Milano su presunto sfruttamento e caporalato evidenziano una tensione tra algoritmi e salute. La pressione per tempi di consegna minimi, spesso legata a sistemi di premialità digitale, aumenta i rischi nel traffico urbano.
La pressione per mantenere tempi di consegna ridotti, incentivata da meccanismi di gamification che premiano la velocità, spinge spesso i ciclofattorini a correre rischi eccessivi nel traffico urbano.
Se da un lato aziende come Just Eat hanno intrapreso la via della contrattualizzazione subordinata per garantire ferie, malattia e tutele assicurative, dall’altro il mercato parallelo degli account affittati e l’uso di e-bike modificate per superare i limiti di velocità rappresentano zone d’ombra che le istituzioni e le parti sindacali stanno tentando di regolamentare attraverso il rinnovo dei contratti collettivi previsto per la metà dell’anno. Non si tratta di un tema da trascurare.
